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Tecnica

pubblicato il 25 ottobre 2010

Mazda SKYACTIV, la ricetta del futuro

Consumi tagliati del 30% senza ibrido né elettrico. Debutta nel 2011 su Mazda2

Mazda SKYACTIV, la ricetta del futuro
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Consumare ed emettere il 30% in meno entro il 2015 senza ricorrere all'ibrido e all'elettrico. Lo promette la Mazda grazie a una serie di misure tecniche che vanno sotto il nome di SKYACTIV e che consistono in un approccio innovativo per quanto riguarda i motori a benzina, i diesel, i cambi manuali ed automatici, la scocca e il telaio.

I MOTORI A BENZINA SKY-G
La prima auto a beneficiare in parte di queste innovazioni già dal 2011 sarà la Mazda2 che monterà un nuovo motore SKY-G (da Gasoline ovvero benzina) il quale farà sicuramente parlare di sé perché riesce a ottenere in un sol colpo il 15% in più di efficienza e una coppia più elevata della stessa percentuale oltre che meglio erogata ai bassi e medi regimi. Tutto questo grazie a un approccio diametralmente opposto a quello impiegato da molte case e realizzato adottando l'iniezione diretta, ma senza diminuire la cilindrata e senza adottare la sovralimentazione, uno schema di scarico 4-2-1 e il più alto rapporto di compressione in assoluto: ben 14:1, superando i problemi di battito in testa e di innalzamento della temperatura di combustione che provoca emissioni elevate di NOx. Il segreto sta tutto nelle strategia di iniezione e nella forma del pistone che presenta una curiosa cavità centrale.

I DIESEL SKY-D
Discorso inverso per ottenere gli stessi risultati con il diesel SKY-D il quale presenta il rapporto di compressione più basso in assoluto di 14:1, pari a quello del benzina e più basso del 14,8:1 del nuovo 1,8 litri Mitsubishi con variatore di fase. Mazda afferma con questa nuova generazione di motori di tagliare i consumi del 20%, avere una coppia più elevata ai bassi e medi regimi, la possibilità di raggiungere i 5.200 giri/min e infine poter fare a meno di qualsiasi sistema DeNOx per ottemperare all'Euro6 e al Tier2 Bin5 americano, i più severi standard del mondo in tema di emissioni. Questo grazie anche alla sovralimentazione a doppio stadio e a una particolare strategia di iniezione e di formazione della carica messa a punto dai tecnici Mazda.

I CAMBI
Novità positive anche dai cambi, a cominciare da quelli manuali. Il nuovo SKYACTIV-MT ha una conformazione interna completamente rivista per renderlo più compatto, leggero e anche più scorrevole, con meno attriti interni, e infine anche con innesti più corti, agevoli e precisi. Il nuovo SKYACTIV-Active Drive ha anch'esso una conformazione interna innovativa e, pur essendo dotato di convertitore idraulico di coppia, promette di offrire il meglio degli altri tipi di automatico presenti sul mercato ovvero il CVT e il doppia frizione con un packaging più compatto e leggero e minori perdite. Questo cambio - secondo Mazda - consente un'efficienza migliore di almeno il 4% con comfort e piacere di guida grazie anche al blocco del convertitore esteso a un maggior numero di situazioni.

SCOCCA E TELAIO
Ma l'approccio interessa anche i pianali. Mazda promette scocche più leggere dell'8% e più rigide del 30% con un comportamento ancora più efficace nei crash test. Questi risultati sono stati ottenuti grazie al più ampio utilizzo di acciai speciali ad alta resistenza, a sistemi di giunzione più efficienti, ma soprattutto grazie alla progettazione di ogni singolo componente la cui forma è stata resa quanto più possibile rettilinea, per ottenere il miglior bilancio tra forma e leggerezza, e tenendo conto della forma dei componenti ai quali è a sua volta collegato. Lavoro certosino anche sui componenti del telaio (sospensioni, freni e sterzo) per i quali Mazda afferma di aver guadagnato il 14% in termini di peso.

IL REALISMO DI MAZDA
Con queste misure Mazda conta di ottenere quei risultati che le altre case stanno cercando con soluzioni più complesse e costose che comprendono naturalmente anche l'elettrificazione e l'utilizzo di materiali più costosi e difficili da industrializzare. Il lato interessante è l'approccio evolutivo dei tecnici giapponesi attraverso concetti che molte case hanno provato a sviluppare scegliendo poi altre strade che, però, hanno il difetto di non poter essere applicate a tutti i modelli di una gamma proprio per i già citati problemi di costo, complessità e anche di peso e ingombro. La ricetta Mazda invece è applicabile a qualsiasi tipo di vettura e dunque non mira a ottenere risultati medi solo attraverso vantaggi estremi ottenibili su particolari modelli, ma spalmandoli viceversa sull'utilitaria come sull'auto media. Questo non vuol dire che Mazda non creda nell'elettrico e nell'ibrido, tanto da aver creato al proprio interno figure specifiche e di aver stipulato con Toyota un accordo pronto a diventare operativo nei prossimi anni. Significa invece usare un principio di realtà che anche i più ottimisti in tema di elettrificazione devono ammettere: il futuro ancora per molti lustri sarà dominato dalle auto dotate di motore tradizionale e lavorare per migliorarli significa migliorare in modo efficace ed efficiente la situazione attuale. Questo approccio forse ritarda l'avvento di una mobilità totalmente diversa e lascia in piedi un sistema di dominio economico basato sul petrolio, ma offre al mercato la prospettiva di avere mezzi efficienti, economici e poco inquinanti che non costringono i clienti a spendere di più e ai governi a dare incentivi.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Tecnica , Mazda


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