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Retrospettive

pubblicato il 24 ottobre 2010

Jo (Joseph) Siffert

Campione veloce, eclettico e sfortunato

Jo (Joseph) Siffert
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24 ottobre 1971, a Brands Hatch si disputa una gara di Formula 1 non valida per il Campionato Mondiale, organizzata per onorare il secondo titolo mondiale conquistato dal grande Jackie Stewart. In quell'occasione incontra il suo destino uno dei più multiformi e rapidi piloti svizzeri, celebre ai suoi tempi quanto Bonnier e Regazzoni ed uno dei pochi che, in un paio di occasioni, batté Jim Clark: il suo nome è Jo Siffert ("Seppi" per i familiari). Nato a Friburgo il 7 luglio 1936, Jo discende da una famiglia non agiata anche se qualcuno dice fosse figlio di un concessionario di auto, mentre altri che fosse nato in una famiglia dalle condizioni molto modeste ed altri ancora definivano genericamente il padre semplicemente un commerciante. Quel che sembra sicuro é che per iniziare a correre in motocicletta il giovane Jo commercia in qualsiasi cosa gli capiti sottomano, dai fiori ai cascami metallici bellici. Inizia a correre nel 1957 con una Gilera 125, vincendo nel 1959 il Campionato Svizzero della classe 350 cc. Nel 1960 il passaggio dalle due alle quattro ruote è sancito dall'acquisto di una monoposto Stanguellini Junior che però già allora non era pienamente competitiva. Rimpiazzata nel 1961 l'auto italiana con una ben più moderna Lotus 20 si aggiudica a pari punti con il sud-africano Tony Maggs il Campionato di formula junior grazie alle vittorie a Cesenatico, al Lago di Garda, all'Eifelrennen, al Circuito del Castello a Teramo, a Enna ed infine a Cadours.

LA MASSIMA FORMULA
Grazie alle affermazioni dell'anno precedente, Siffert debutta direttamente in Formula Uno al G.P. del Belgio su una Lotus-Climax, arrivando decimo. Correrà in Formula Uno dal 1962 al 1971 disputando 96 Gran Premi su Lotus, Brabham, Cooper, March e BRM, arrivando quinto nel Campionato del 1971, aggiudicandosi due G.P (Gran Bretagna 1968 ed Austria 1971), due pole positions (Messico 1968 ed Austria 1971) e 4 giri più veloci. Per gli amanti delle statistiche aggiungiamo che Siffert fu uno dei piloti che più si ritirò nel corso di un G.P: ben 43 volte. Quando rimase in gara, a parte le due vittorie si piazzò 2 volte secondo, terzo, quinto, dodicesimo e tredicesimo; 6 volte sesto e settimo posto; 5 volte ottavo; 7 volte nono; 3 volte decimo ed undicesimo.

RUOTE COPERTE
Oltre che ai Gran Premi di Formula Uno Siffert partecipò - dal 1968 al 1971 - anche alle contemporanee prove di diversi Campionati Mondiali riservati a vetture Sport. Era quella l'epopea delle vetture Sport e GT, dei mondiali Marche disputati da Ferrari, Porsche, Ford, Lola, Aston Martin, Maserati e via dicendo. Era anche il periodo dei grandi circuiti che le Formula Uno spesso dividevano con le altre categorie; piste spesso perimetrate da ostacoli naturali e senza o scarse vie di fuga. In altre parole, "da pelo sullo stomaco". Il pilota svizzero ottenne grandi soddisafazioni più che con le monoposto della massima formula proprio con le ruote coperte: il primo ingaggio gli fu offerto dalla Porsche, Casa alla quale Siffert rimase fedele per tutta la sua vita. L'anno del debutto, il '68, lo vide trionfare alla 24 ore di Daytona con Herrmann, Neerpasch, Stommelen e Vic Elford, alla 12 ore di Sebring (sempre in coppia con Herrmann) ed alla 1.000 km del Nurburgring, questa volta con Elford; solo sesto, con Herrmann e Ikuzawa, alla sei ore di Watkins Glen. Nel '69 - l'anno della sua consacrazione sulle Sport - fa letteralmente l'asso piglia tutto vincendo la 1.000 km d'Austria (con Ahrens), la 1.000 km del Nurburgring (con Brian Redman), la 500 miglia di Brands Hatch, la 6 ore di watking Glen, ed infine le 1.000 km di Monza e Francorchamps. Nel '70 in coppia con Redman vince la Targa Florio e la 1.000 km di Monza ed arriva secondo alla 24 ore di Daytona e nella 6 ore di Watkins Glen; nel 1971 fa coppia pressoché stabile con Derek Bell assieme al quale si aggiudica la 1.000 km di Buenos Aires arrivando secondo alle 1.000 km di Monza, di Francorchamps e nella 6 Ore di di Watkins Glen, quest'ultima in coppia con Van Lennep mentre, nuovamente con Bell, è quinto alla 12 Ore di Sebring.

IL PERSONAGGIO
Jo Siffert è stato uno dei piloti più consistenti della sua epoca, valido sulle monoposto e ancor di più sulle Sport che pilotò con rara maestria. In un podio ideale salirebbero attorno a lui con pari dignità, riferendosi a quel periodo, i fratelli Rodriguez, Brian Redmann e Jackie Ickx. Il Siffert pilota divenne talmente popolare che il suo volto venne prestato ad alcuni dei più begli episodi delle storie di Michel Vaillant e gli venne anche dedicato un lungometraggio - "Jo Siffert: Live Fast Die Young" - destinato a circolare prevalentemente in Svizzera; alla stregua di Tazio Nuvolari e Steeve McQueen, gli venne dedicato un orologio dal Costruttore Svizzero TAG Heuer ed una fontana, a Friburgo, opera dello scultore Tinguely. Molti ancora lo ricordano, in particolare alcuni vecchi appasionati siciliani, che lo videro in azione sui 77, infernali chilometri della Targa Florio.

Jo (Joseph) Siffert, l'incidente in cui perse la vita

Il 24 ottobre 1971, a Brands Hatch si disputa una gara di Formula 1 non valida per il Campionato Mondiale, organizzata per onorare il secondo titolo mondiale conquistato dal grande Jackie Stewart. Lì trovò la morte Jo (Joseph) Siffert.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , VIP , piloti , anniversari


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