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pubblicato il 22 ottobre 2010

Rc auto: è fuga dal Sud Italia

"Troppi incidenti", molte Compagnie abbandonano le zone calde del Meridione

Rc auto: è fuga dal Sud Italia

Il fenomeno è in atto da un lustro: diverse Assicurazioni si liberano di clienti del Sud Italia ritenuti scomodi, perché troppo a rischio incidenti. Con una "tecnica" molto semplice: sparano preventivi Rc auto esorbitanti, che superano i 5.000 euro l'anno, e l'automobilista si trova costretto a emigrare altrove, nella speranza di trovare una Compagnia disposta a chiedere una somma inferiore. La questione è intricata e delicata, giacché le Imprese, nel libero mercato, hanno la possibilità di praticare i prezzi che credono, senza imposizioni di tariffe da parte dello Stato. Questo accade dal 1994, anno della liberalizzazione del settore Rca. Tuttavia, certe tariffe hanno fatto storcere il naso alle autorità competenti (vedi Isvap, che vigila sulle Assicurazioni), che ha denunciato più volte questa pratica scorretta.

PULIZIA GEOGRAFICA?
Adesso però le Compagnie si fanno ancora più aggressive nella loro politica di pulizia del portafoglio clienti. Stando a quanto dice il settimanale il Salvagente, Ina-Assitalia (Generali) avrebbe addirittura annunciato che, a partire da ottobre 2010, nelle agenzie di Puglia, Calabria e Campania con profitti inferiori al 30%, si deve iniziare una campagna di disdette dei contratti Rca. Questo varrebbe sia per gli automobilisti giovani in classi di merito alte (i più a rischio incidente) sia i guidatori virtuosi in classi basse (che non vengono coinvolti in sinistri). Immediata la reazione dell'Adiconsum (che parla di "pulizia geografica"): ha presentato un reclamo all'Isvap; questa avvierà un'indagine per capire se c'è davvero una discriminazione verso gli automobilisti meridionali.

UN SETTORE IN STATO CONFUSIONALE
"Il problema - ci ha spiegato Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione) - che è le tariffe Rc auto non hanno risposto, con adeguati ribassi, ai provvedimenti assunti negli ultimi anni, quali il risarcimento diretto, il divieto di distribuzione in esclusiva di prodotti assicurativi, il divieto di porre limiti agli sconti concessi dagli intermediari sui premi Rca e così via". Ma ci sarà pure una soluzione... Secondo Pisano, se si vogliono veramente creare le condizioni per un contenimento delle tariffe, è necessario spezzare l'egemonia delle Compagnie, le quali hanno fatto 'sistema' per costruire una barriera contro la quale si disintegrano tutti i tentativi di chi vorrebbe far qualcosa a vantaggio dei consumatore".

E LA CONCORRENZA DOV'È?
La libertà di mercato dovrebbe portare alla concorrenza e alla riduzione delle Rca. Ma è così? Sentite Pisano: "Le Compagnie hanno paura della concorrenza, proprio perché in un tale regime di mercato si vedrebbero costrette a competere fra loro, con offerte di prodotti equilibrati per qualità e prezzo. Con la concorrenza, le Compagnie vedrebbero venir meno quella sorta di cartello che oggi permette loro di influenzare il mercato come meglio credono. Insomma, se il loro giocattolo si dovesse rompere, sarebbero costrette a fare i conti con un mercato, quello vero, non drogato dalle stesse Compagnie". Risultato, le Assicurazioni fanno di tutto per dissuadere i propri agenti dall'acquisire altri mandati e lo fanno con incentivazioni, che alla fine vanno a gravare ancora una volta sui premi pagati dai consumatori, sia con pressioni e minacce, più o meno velate, di revoche o altri provvedimenti a danno degli agenti. Questo l'hanno confessato a OmniAuto.it numerosi intermediari assicurativi, che hanno preferito restare anonimi.

DUBBI SULLE ASSOCIAZIONI
C'è invece chi ha perplessità sul ruolo delle associazioni dei consumatori. Fra questi, Stefano Mannacio, uno dei massimi esperti di Rca, che mette nel mirino soprattutto l'Adiconsum: "Negli ultimi 10 anni, quell'associazione ha firmato due protocolli di intesa con l'Ania (Assicurazioni), l'Isvap e il Governo da cui sono scaturite norme che hanno solo svilito il diritto delle Vittime della strada a ottenere un giusto risarcimento e beffato gli assicurati che hanno visto i premi alzarsi. È bene ricordare che l'Adiconsum occupa un posto nella Fondazione Ania per la sicurezza stradale. È stata tra i numi tutelari di quel disastro dell'indennizzo diretto teorizzando che avrebbe abbassato i premi del 20%, quando, invece, è successo il contrario. Ha difeso il risarcimento in forma specifica (si accetta la riparazione anziché il denaro) introdotto in un mercato dominato solo da quattro Imprese, partecipa ai lavori del comitato tecnico, ritenuti poco chiari dalla stessa Antitrust, che, ogni anno, stabiliscono i forfait di risarcimento per la procedura".

IN ATTESA
Non resta che attendere i risultati dell'incontro dell'Isvap con le associazioni dei consumatori: questo ha fatto seguito ad altri incontri simili con le Assicurazioni, organizzati nel quadro di un'analisi complessiva della situazione del settore. Obiettivo, cercare le ragioni per cui le tariffe Rc auto non hanno risposto, con adeguati ribassi, ai provvedimenti assunti negli ultimi anni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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