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pubblicato il 23 ottobre 2010

Volkswagen Passat, buona pure la settima

Iniezione di tecnologia e sostanza

Volkswagen Passat, buona pure la settima
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Passat, un nome un garanzia in Casa Volkswagen, quasi al pari della Golf e del Maggiolino. Lo dicono i numeri: la Passat, generazione dopo generazione, esiste dal 1973 ed è stato venduta in tutto il mondo in oltre 15 milioni di esemplari. A gennaio debutta in Italia il settimo capitolo di questa storia che riconferma una volta di più la filosofia vincente del modello. L'evoluzione della specie passa allora per una rivisitazione dello stile, ora in linea con il family feeling delle Volkswagen (Polo, Golf, ma soprattutto Phaeton), e per una forte iniezione di tecnologia che ne incrementa sicurezza e confort di guida, ma anche l'efficienza in termini di consumi ed emissioni inquinanti. La Passat perde qualcosa in originalità, ma nei contenuti si avvicina a vetture di categoria superiore per blasone e prezzo, confermandosi una scelta equilibrata sia per le famiglie in cerca di una prima macchina capiente e confortevole, sia per il mercato flotte aziendali che richiede affidabili macinatrici di chilometri.

STILE "SEMPLIFICATO"
Rispetto alla Passat del 2005, il Centro Stile Volkswagen guidato da Walter de Silva, ha lavorato su una forte semplificazione delle linee, ora più squadrate e geometriche. Le dimensioni non cambiano con una lunghezza compresa fra i 476 cm delle berlina e i 477 della Variant, per un passo di 271 cm. Il frontale è dichiaratamente ispirato a quello della sorellona Pheaton e ha per questo un'aria più importante, impreziosita dalle abbondanti cromature che disegnano la calandra e la prese d'aria e dai nuovi fari con luci diurne a LED (optional). Fiancata e posteriore sono invece caratterizzate da un'estrema pulizia stilistica, che non lascia spazio a movimenti dei lamierati fatta eccezione per un'unica nervatura che va dritta dritta dal faro anteriore alla coda. Il vantaggio di questo equilibrio formale è che non scontenta i gusti di nessuno. Lo svantaggio è che emozionerà ben poche persone.

ARIA PREMIUM
Dentro la Passat 7 beneficia di un aggiornamento di plastiche, rivestimenti e rifiniture, che eleva ulteriormente la qualità percepita. Cambiano leggermente anche i sedili che presentano una conformazione più ergonomica e sempre generosa, adatta a taglie grandi. Ma il bello viene se si attinge alla lunga lista di optional che consente di creare un ambiente che ha poco a che fare con quello di "un'auto del popolo" dedicata alla famiglia. Oltre alla pelle, alla nappa o misto Alcantara, a seconda dei gusti, si possono infatti richiedere inserti in radica di noce, sedili elettrici con 12 regolazioni, eventualmente climatizzati e pure massaggianti, per non parlare dell'impianto di infotelematica e dell'hi fi.
Tornando alla sostanza della Passat, l'abitabilità non cambia e si conferma molto elevata sia per chi siede davanti che per i passeggeri posteriori. Lo spazio abbonda anche per i bagagli che dispongono di un vano di carico di 565 litri per la berlina e di 603 litri per la Passat Variant che diventano 1.731 se si abbattono i sedili posteriori. Da segnalare che per la Variant sono state introdotte alcune accortezze funzionali, come il piano di carico scorrevole e un comando per lo sbloccaggio a distanza dello schienale dei sedili posteriori. E sempre a distanza, può essere aperto elettricamente il portellone (optional).

TI ASSISTE LEI (SE LA PAGHI)
La Passat ha poi fatto il pieno di tutti gli ultimi ritrovati tecnologici utili all'assistenza alla guida ed è in grado, letteralmente, di viziare chi è al volante. Innanzitutto ti avverte se percepisce segnali di stanchezza, invitando il guidatore a fare una pausa. In autostrada ti mantiene automaticamente la distanza di sicurezza (ACC), mentre negli spostamenti cittadini una funzione di emergenza denominata City è in grado di arrestare la macchina automaticamente quando viene rilevato un ostacolo frontale... E poi c'è il Light Assist ti mantiene sempre accesi gli abbaglianti regolando costantemente il fascio luminoso per non disturbare le altre auto, il Side Assist che avverte il guidatore in procinto di cambiare corsia degli eventuali veicoli che sopraggiungono da dietro e il Lane Assist, che riconosce le leggere uscite di carreggiata e corregge automaticamente la traiettoria agendo sullo sterzo. Non poteva mancare l'assistenza al parcheggio e anzi la Passat introduce il Park Assist di seconda generazione in grado di individuare sia i parcheggi disposti parallelamente alla strada, sia quelli "a pettine". Chi guida non deve far altro che accelerare e frenare, guardando negli specchietti e nello schermo che riproduce le immagini della retrocamera posteriore: il volante gira da solo. Purtroppo c'è un "ma" a tutto questo: l'assistenza tecnologica si deve pagare e ognuno dei dispositivi sopracitati è optional.

FATTA PER VIAGGIARE... A LUNGO
Assistenze a parte, per fortuna l'intervento umano ci vuole ancora. Insomma la Passat deve essere guidata e Volkswagen ha messo a disposizione dei clienti 8 motorizzazioni, tutte al passo con i tempi dal punto di vista di consumi ed emissioni inquinanti. Noi abbiamo voluto provare il diesel entry level, il 1.6 TDI da 105 CV. E' un motore che esisteva già sulla Passat precedente, ma che ora consuma meno. La scheda tecnica dichiara appena 4,2 litri ogni 100 chilometri percorsi e per rendersi conto che stiamo parlando di una gran macinatrice di chilometri, basta girare la chiave: con il pieno di gasolio l'indicatore dell'autonomia residua segna la bellezza di 1.310 km. La promessa non è affatto impossibile, se si viaggia tenendo d'occhio il consumo medio sul computer di bordo: noi su un percorso collinare, guidando senza strappi e manovrando con dovizia sterzo e cambio (un manuale a sei rapporti), siamo riusciti a far segnare 5,2 litri/100 km. Davvero non male. Tra l'altro il 1.6, per quanto possa sembrare sottodimensionato rispetto ai 1.499 kg di massa a vuoto, è più che sufficiente a muovere la Passat in souplesse e riesce anche a riprendere bene grazie ai 250 Nm di coppia. Ci ha sorpreso l'insonorizzazione dell'abitacolo, a dimostrazione dell'ottimo lavoro svolto dagli ingegneri tedeschi che, fra gli altri interventi, hanno applicato al parabrezza una nuova pellicola fonoassorbente. Per il resto, su strada la Passat si conferma un'auto rassicurante, con uno sterzo tarato per un andatura turistica e un assetto equilibrato per viaggiare confortevoli e gestire al bisogno andature più allegre. Ovvio è che se volete togliervi qualche sfizio al volante, dovete salire di motorizzazione e magari configurare la macchina con una gommatura maggiorata. Per i più esigenti, fra gli optional, ci sono addirittura le sospensioni a controllo elettronico.

LA GAMMA
E vediamo quali sono queste altre motorizzazioni. Rimanendo sull'alimentazione a gasolio che sarà la più richiesta nel nostro paese (l'80% del mix secondo le previsioni), oltre al 1.6 TDI è disponibile il 2.0 TDI con due livelli di potenza pari a 140 o 170 CV. Per entrambi è disponibile la trasmissione DSG a 6 rapporti e le trazione integrale 4motion. Il benzina sono invece due, entrambi turbocompressi e ad iniziezione diretta: il 1.4 TSI da 122 CV e il 1.8 TSI da 160 CV disponibile anche con cambio DSG a 7 rapporti). La Passat c'è infine in versione "Ecofuel" alimentata cioè a metano con il motore 1.4 TSI da 150 CV. Per tutte le motorizzazioni gli allestimenti previsti i canonici tre, Trendline, Comfortline e Highline, con prezzi e dotazioni crescenti. Il listino parte da 25.100 euro per la Passat berlina e da 26.200 euro per la versione Variant. Per maggiori dettagli vi rimandiamo all'articolo dedicato ai prezzi sul mercato italiano.

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Tag: Test , Volkswagen


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