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pubblicato il 20 ottobre 2010

Incentivi auto commisurati ai livelli di CO2 emessi?

E' la proposta dell'Unrae, che chiede al governo di cambiare anche la fiscalità dell’auto

Incentivi auto commisurati ai livelli di CO2 emessi?

Con l'avvicinarsi del nuovo anno si torna sempre più spesso a parlare di incentivi auto. Nel settore la preoccupazione di rimanere ancora una volta, come nel 2010, senza bonus statali è alta e per di più quest'anno c'è anche la "questione dell'auto elettrica". Per la prima volta nel 2011, infatti, l'auto a zero emissioni entrerà nei listini di alcune case automobilistiche, con un prezzo però che, senza incentivi, supera i 30.000 euro. Per questo in molti paesi dell'Unione Europea, ma anche negli Stati Uniti e in Cina, i governi hanno varato incentivi all'acquisto di auto elettriche ed è per questo che anche in Italia è iniziato il dibattito in Parlamento e che l'Unrae, rappresentante delle case estere operanti nel nostro paese, chiede un programma strutturale di medio-lungo termine di incentivi all'auto commisurati ai livelli di CO2 emessi, indipendentemente dalla tipologia di alimentazione della vetture.

La richiesta al governo, che fa parte di un pacchetto preparato dall'Unrae insieme alle altre associazioni del settore, è stata avanzata ufficialmente a Firenze, nel corso della manifestazione "Viva l'auto". Il segretario generale dell'Unrae, Gianni Filipponi, ha specificato che tali richieste riguardano anche la fiscalità dell'auto, con particolare attenzione all'abolizione del bollo (su cui si è appena aperta una nuova polemica, in quanto proprio il bollo auto sarà una delle principali entrate delle Province italiane), ma nella lista di proposte dell'Unrae si parla anche di alleggerimenti all'auto aziendale e ai passaggi di proprietà e di sostegno allo sviluppo delle auto elettriche nello specifico.

Per sostenere l'importanza di questa proposta, Filipponi ha anche spiegato che "una delle conseguenze negative dell'improvviso stop degli incentivi statali al rinnovo del parco circolante, è stata l'interruzione del trend virtuoso di abbassamento delle emissioni medie di CO2 delle nuove vetture immatricolate". Secondo un'analisi della stessa Unrae, infatti, da una media di 144,8 g/km di Co2 nel 2008, nel 2009 si era scesi a 136,6 g/km e nel primo trimestre del 2010 si era arrivati a 131,8 g/km. Ma con la fine dell'effetto incentivi, che ancora influenzava le vendite del primo trimestre 2010, le emissioni medie di co2 delle nuove immatricolazioni - rileva l'Unrae - sono scese nel trimestre aprile-settembre a 134,2 g/km. "Il che - ha precisato Filipponi - mette a serio rischio il rispetto da parte dell'Italia dell'obiettivo comunitario di 130 g/km di CO2 fissato dall'Ue per il 2012".

Filipponi ha ricordato anche che, su un totale di 34,3 milioni di auto circolanti in Italia nel 2009, il 16,5%, ovvero 5,68 milioni, erano ancora Euro 0 (il 7%) ed Euro 1 (il 9,5%), il 23,4%, ovvero 8,02 milioni, erano Euro 2, il 23,9%, ovvero 8,2 milioni, erano Euro 3. Le Euro 4 rappresentavano invece il 35% del parco (12 milioni di vetture), mentre le Euro 5 e le Euro 6 erano appena 400 mila (l'1,2%). "Per questo - ha sottolineato il segretario generale dell'Unrae - è urgente rilanciare un nuovo piano di incentivi strutturali che puntino sulla rottamazione delle vetture obsolete e sul rinnovo del parco circolante attraverso forme di sostegno all'acquisto di tutte le vetture a basso impatto ambientale, siano esse alimentate a metano, GPL, ibride o elettriche".

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Tag: Attualità , gpl , metano , incentivi , auto elettrica , auto ibride


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