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pubblicato il 8 ottobre 2010

L'Europa dell'auto ha paura della Corea del Sud

Fiat e Ford tremano, mentre Hyundai, Kia e Chevrolet sperano

L'Europa dell'auto ha paura della Corea del Sud

Gli equilibri all'interno del già delicato mercato europeo dell'auto potrebbero presto cambiare. L'accordo di libero scambio siglato tra l'Unione Europea e la Corea del Sud, come già detto, prevede un abbattimento dei dazi doganali sulle importazioni in Europa di prodotti coreani (si parla di 1,6 miliardi di euro l'anno) che cambierà i listini e le carte in tavola. Ne sono ben consapevoli i costuttori, Fiat e Ford in testa, che hanno già cominciato ad esprimere il proprio dissenso agli ambienti politici. L'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne ha detto più volte che questo accordo non è una scelta che condivide, "perché non solo mette a rischio la competitività della nostra industria, ma è contrario ai principi del libero scambio". Dello stesso avviso Lewis Booth, ai vertici di Ford: Ford produce la maggior parte delle auto destinate al mercato europeo in Europa e nel secondo quadrimestre dell'anno questo ha generato (senza tasse) un profitto pari a 322 milioni di dollari. Una cifra che, in caso di forte concorrenza da parte coreana, potrebbe cambiare, al punto da indurre i costruttori di auto più svantaggiati dal fatto di produrre in Europa a spostare la fabbricazione.

Per questo sia Fiat che Ford si sono appellate al Parlamento europeo affinché intervenga. In Italia il governo ha già tranquillizzato il Lingotto sull'argomento. Adolfo Urso, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, ha detto che l'esecutivo italiano si è battuto per difendere il Made in Italy ed ha ottenuto la condizione di far slittare la data di entrata in vigore al 2016; di allineare le clausule dell'intesa a quelle siglate tra la Corea del Sud e gli USA e di fare in modo che le clausule di salvaguardia tutelino le "piccole auto".

Dal canto suo l'ACEA, l'Associazione Europea dei costruttori auto, ha detto di non essere contraria all'accordo e che bisognerebbe prendere ad esempio il patto firmato dall'amministrazione Obama nel 2007 relativo alle importazioni negli USA di prodotti "Made in Korea". Le auto sono infatti per la Corea del Sud una grande risorsa, costituendo il prodotto più esportato (2 milioni di vetture vengono esportate ogni anno a fronte di un totale di 3 milioni di prodotti esportati). Sull'altro piatto della bilancia ricordiamo che ci sono marchi come Hyundai, Kia e Chevrolet (quelle destinate all'Europa vengono prodotte nella Corea del Sud). Del primo marchio però va detto che attualmente nessuna Hyundai in vendita in Italia è prodotta in Corea. Hyundai i10 è "Made in India", i20 nasce in Turchia, i30 e ix20 nella Repubblica Ceca e la ix35 in Slovacchia.

"Siamo ottimisti - ha detto al Salone di Parigi Wayne Brannon, responsabile delle vendite Chevrolet in Europa -. "L'Unione Europea farà in modo che la libera concorrenza sia rispettata e che le auto prodotte in Corea siano più accessibili per gli automobilisti europei". Attualmente la Chevrolet esporta dalla Corea all'Europa i modelli Aveo e Spark e punta a raddoppiare le vendite fino a 500.000 unità nei prossimi sei anni.

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Tag: Mercato , produzione


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