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pubblicato il 6 ottobre 2010

ESP: in Italia ce l'ha un'auto su due

In UE la media sale al 60%. Dal 2011 sarà obbligatorio, ma ancora è poco diffuso

ESP: in Italia ce l'ha un'auto su due

Solo in Europa si potrebbero salvare oltre 4.000 vite ed evitare 100.000 incidenti stradali, con un risparmio sui costi sociali di oltre 10 miliardi di euro. Bastano queste tre cifre per capire quanto è importante che le vetture siano dotate dell'Electronic Stability Control, il sistema di controllo elettronico della stabilità che in Unione Europea sarà obbligatorio sulle vetture di nuova omologazione a partire dal 2011. Oggi l'ESC compie 15 anni, un decennio e mezzo nel quale la diffusione di questo dispositivo è cresciuta irregolarmente e in maniera non uniforme, soprattutto in Italia.

IN ITALIA CE L'HA IL 56%
Nel 2009, in Italia il 56% delle vetture nuove è stato equipaggiato con l'ESP (la denominazione di Bosch, che sta per Electronic Stability Program. Nonostante la penetrazione di questo indispensabile sistema di sicurezza attiva abbia registrato una crescita negli ultimi anni, l'Italia occupa gli ultimi posti della classifica europea e perdipiù sono soprattutto le vetture dei segmenti A e B, che rappresentano circa il 70% del mercato nel nostro Paese, a non esserne dotate. Ai primi posti della graduatoria europea c'è infatti la Svezia con il 99%, seguita dalla Germania con l'80%, la Spagna al 72% e il Regno Unito al 62%. Al di sotto della media europea del 60% c'è il nostro Paese, con una percentuale di penetrazione che nel corso del 2009 ha raggiunto il 56%, registrando un +5 punti percentuali rispetto al 2008. Peggio di noi fa solo la Francia, che nel 2009 si è fermata al 41%.

15 ANNI DI ESP
Il sistema brevettato da Bosch nel 1995 (e in seguito realizzato anche da altri fornitori) fece il suo ingresso sul mercato lo stesso anno sulla Mercedes Classe S, seguita di lì a poco dalla Classe A che in seguito alle difficoltà, poi superate, di passare il "test dell'alce" venne chiamata proprio Classe A ESP. Subito dopo il lancio della Classe A ESP molti altri costruttori cominciarono ad offrirlo soprattutto su vetture di grossa cilindrata, mentre la prima auto italiana ad esserne dotata è stata l'Alfa Romeo 166 nel 1999. Quella attuale è la nona generazione di ESP, chiamata per l'appunto ESP 9.0, che è caratterizzato da peso e dimensioni ridotte del 25% rispetto alle versioni precedenti: solo 1,6 kg.

DALL'ESP ALL'ESP 9.0
Lo sviluppo del controllo elettronico di stabilità ha conosciuto come principali tappe il debutto dell'ESP Plus, un sistema che integra le funzioni Electronic Brake Prefill (che avvicina le pastiglie ai dischi quando c'è una potenziale situazione di pericolo), il Brake Disc Wiping (che appoggia le pastiglie dei freni a dischi per prevenire la formazione di una pellicola d'acqua in caso di pioggia o strada bagnata) e l'Hill Hold Control, che impedisce che il veicolo retroceda involontariamente quando questo si trova in sosta in salita. Dal 2006 Bosch ha avviato la produzione di una terza variante del sistema elettronico di stabilità, pensata per vetture del segmento superiore e di lusso: l'ESP premium. L'ESP premium può ampliare le funzioni dell'ACC (Adaptive Cruise Control), variando la sua funzione in "Stop & Go": lievi frenate che accompagnano l'arresto completo del veicolo o effettuando, in caso di necessità, una frenata d'emergenza.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , anniversari


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