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pubblicato il 1 ottobre 2010

Mercato auto: a settembre è -18,9%

Sono i risultati più deludenti degli ultimi 14 anni

Mercato auto: a settembre è -18,9%

"Era da 14 anni che il mercato dell'auto in Italia non proponeva dati così deludenti e non ci sono concreti elementi per prevedere una significativa inversione di tendenza anche per gli anni a venire". Non usa mezzi termini Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE, per descrivere i dati sulle immatricolazioni appena diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E questo perché nel mese di settembre in Italia sono state immatricolate 154.429 autovetture nuove, in flessione del 18,9% rispetto al settembre del 2009, quando le immatricolazioni furono 190.389. Nei primi 9 mesi del corrente anno, le immatricolazioni sono così 1.542.433, con una contrazione del 4,35% rispetto ai nove mesi dello scorso anno, che avevano fatto registrare 1.612.581 targhe. Anche gli ordini sono in calo. A settembre sono stati siglati 157.000 contratti che hanno fatto registrare, un calo del 19% su base annua, mentre la riduzione cumulata della raccolta ordini dei nove mesi, con circa 1.285.000 contratti, fa registrare una flessione del 23%.

LA CRISI "PRIVATA"
Il calo delle vendite più consistente si registra tra i privati, che nel mese hanno perso ben 14 punti di quota, passando dal 78,2% di settembre 2009 al 64,1% attuale, registrando una flessione del 33,5%, ben più ampia di quella del mercato totale. Ciò, a fronte di un recupero delle immatricolazioni a società (+44%), passate dal 12,5% al 22,2% del settembre 2010 e di quelle da noleggio, al 13,7% con una crescita di 4,4 punti percentuali, che giustifica la crescita delle immatricolazioni nell'Italia centrale, che in settembre è arrivata a rappresentare il 28,2% delle immatricolazioni totali. Le alimentazioni diesel, intanto, sono tornate a rappresentare il 50% del mercato, recuperando 10 punti di quota rispetto al settembre 2009, mentre le benzina si posizionano al 40% rispetto al 32,9% di un anno fa. Di contro, le vetture a basso impatto ambientale hanno perso quasi 17 punti di rappresentatività, raggiungendo appena il 10% contro il 26,8% di un anno fa. Quanto infine all'usato, i 389.900 passaggi di proprietà, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), hanno registrato una crescita del 5,9% rispetto ai 368.077 del settembre 2009. I primi 9 mesi dell'anno evidenziano un lieve incremento pari all'1,3% e 3.307.898 autovetture trasferite.

A QUANDO IL RILANCIO?
Le ricette per uscire dalla crisi, che in questi ultimi mesi sta comunque mostrando alcuni timidi segnali di ripresa, sono molte. Di fronte a questi dati l'UNRAE chiede un piano di sviluppo. "Occorrono azioni tese al rilancio dei consumi - ha detto Filipponi - attraverso progetti strutturali, che stimolino il rinnovo del parco circolante e che introducano l'automobile in una fiscalità più moderna, abbandonando quel sistema ormai arcaico che colpisce la proprietà invece di incidere fiscalmente sull'uso". Rispetto alla situazione europea, spiegano all'UNRAE, l'Italia si trova in difficoltà in termini di competitività perché c'è un'arretratezza riguardo alla fiscalità delle auto aziendali, mentre i passaggi di proprietà sono i più cari d'Europa, deprimendo il mercato dell'auto usata. "In base alle promesse fatte in campagna elettorale dal Presidente del Consiglio Berlusconi - ha aggiunto il Direttore Generale dell'UNRAE - ci si aspetta che venga mantenuto il preciso e ormai attuale impegno di abolizione della tassa di possesso (bollo), che era stata promessa per la seconda parte della legislatura".

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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