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pubblicato il 4 ottobre 2010

Il fine giustifica... le buche

Con le buone, le cattive, gli automobilisti devono rallentare

Il fine giustifica... le buche
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Bella buca vero? In termini pratici quella buca rappresenta il male, per noi e per la nostra auto. Al contrario il bene è rappresentato dall'obbligato rallentamento, che ci permette di superare l'ostacolo indenni. Abbiamo irriverentemente scomodato un concetto di valore assoluto come la contrapposizione fra il bene ed il male; questi estremi sono continuamente in lotta fra loro e anche il quotidiano caos a quattro e due ruote può rappresentare questo continuo contendere: la lotta (il male) contro o la tolleranza (il bene) verso il furbastro di turno, l'inosservanza dei limiti di velocità speciosi (il male) o il rispetto di quelli ragionevoli (il bene), la vessazione rappresentata dai semafori che passano dal giallo al rosso più velocemente (il male) di quelli dello start in Formula 1, o la corretta regolazione di quelli che ci danno tempo (il bene) di rallentare senza farci rischiare di dover ospitare l'auto che ci segue all'interno della nostra.

In tema di regole congrue o incongrue gli esempi potrebbero continuare all'infinito, ma la questione alla quale queste poche righe sottendono è piuttosto l'approccio psicologico alla regola: il rispettare di questa regola o, peggio, quel divieto verso il quale molti di noi automobilisti siamo istintivamente insofferenti, passa attraverso quel raffinato elaboratore che è il nostro cervello, a sua volta influenzato da fattori esterni. Ed ecco quindi che l'auto - che obbedisce ciecamente ai nostri comandi - può essere il mezzo per manifestare la nostra insofferenza, le nostre frustrazioni momentanee o, riecco il male, la nostra voglia di trasgressione. Ma la psicologia di chi è al volante può essere combattuta dalla psicologia di chi deve controllare ed ecco quindi spuntare sagome a grandezza naturale di vigili e gendarmi poste in punti ritenuti sensibili o cartelli che annunziano la presenza di inesistenti dispositivi di controllo elettronico della velocità o, ancora, che manifestano concretamente in mille modi diversi la fantasia (e la voglia di trasgressione nell'ars comunicandi) di chi, dalla parte giusta della barricata, può permettersi impunemente di manifestare l'estro del momento...

Poiché l'automobilista da una parte si assuefà e dall'altra sa che la statistica gioca a suo favore, "trucchi" e cartelli perdono nel tempo gran parte della loro efficacia. Di conseguenza le locali autorità sono sempre alla ricerca di nuovi deterrenti visivi con risultati che possono spaziare dal grottesco al pazzesco, dal kafkiano al pirandelliano, dall'ermetico al ridicolo. A questo punto vi invitiamo a prendere visione delle immagini che abbiamo nel tempo reperito dalle più svariate fonti nella speranza che vi facciano sorridere come hanno fatto sorridere noi.

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Autore: Giovanni Notaro

Tag: Curiosità , codice della strada , sicurezza stradale


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