dalla Home

Prototipi e Concept

pubblicato il 30 settembre 2010

Jaguar C-X75

75 anni di successi in 780 CV iper-puliti e forme entusiasmanti

Jaguar C-X75
Galleria fotografica - Jaguar C-X75Galleria fotografica - Jaguar C-X75
  • Jaguar C-X75 - anteprima 1
  • Jaguar C-X75 - anteprima 2
  • Jaguar C-X75 - anteprima 3
  • Jaguar C-X75 - anteprima 4
  • Jaguar C-X75 - anteprima 5
  • Jaguar C-X75 - anteprima 6

Le Jaguar della storia sono state tutte auto sensazionali: ci sono modelli sportivi (la nobile stirpe delle XK e delle E-Type), da corsa (le gloriose e plurivittoriose Type-D e Type C), prototipi (l'XJ13 V12 del '66) e l'instant classic XJ220 del 1992. Ispirandosi idealmente, concettualmente e stilisticamente alle sue gloriose progenitrici il prototipo C-X75 festeggia 75 anni di produzione, estremizzando tutti i concetti di norma espressi da una vettura del Giaguaro (design e prestazioni) e portando al massimo la ricerca sull'ecosostenibilità ambientale. La più innovativa, la più veloce, la più bella, la più ecosostenibile, la più futurista. Jaguar dichiara apertamente di aver raggiunto l'apoteosi.

DESIGN
Creata sotto la guida di Ian Callum, Direttore del Design Jaguar, la concept punta a un linguaggio stilistico ancora più emozionante". La Jaguar C-X75 è stata disegnata con ampia libertà progettuale stante la mancanza di un motore a combustione convenzionale. E' più corta e più bassa delle attuali supercar, con un'affusolata fusoliera centrale circondata da passaruota prominenti. Le forme sono decise, eleganti, ispirano movimento, prestazioni e tengono conto delle esigenze di progetto. L'utilizzo di un sottoscocca Venturi e di un controllo direzionale dei gas di scarico, infatti, ha permesso di mantenere l'auto snella, compatta e bassa il più possibile e, allo stesso tempo, di generare elevata deportanza e aderenza. Sopra le due prese d'aria di alluminio montate sulla traversa di testata si trovano due ulteriori ingressi di flusso che convogliano aria fredda in un sistema di raffreddamento a turbina separato. Le porte, incernierate anteriormente, hanno un sistema di apertura che sfrutta la tecnologia Jaguar Sense Touch, alzandosi esternamente e verso l'alto. Dietro le porte sono sistemate le bocchette di riempimento per il combustibile delle turbine. Esse sono alimentate attraverso un airbox sigillato che le alloggia e sono esposte tramite un'apertura posteriore che le mette in mostra attraverso il loro elegante alloggiamento in alluminio.

ABITACOLO
La presenza delle turbine ha guidato il design dell'abitacolo. Esse richiedono una grande quantità di aria; dunque, il conducente e il passeggero sono seduti nel mezzo di questa tempesta, accomodati in sedili fissi (sono fissati alla paratia posteriore che costituisce parte dell'air-box che alimenta le turbine), ma con volante, pannello strumenti (come nella nuova XJ, gli strumenti tradizionali sono stati sostituiti con la tecnologia TFT-LCD ad alta definizione per tutte e tre le Human-Machine Interfaces (HMI) all'interno dell'abitacolo) e pedaliera regolabili.
Il selettore del cambio è plasmato come la manopola di un jet da combattimento e include un meccanismo d'intervento manuale per le turbine, consentendo loro di funzionare in modo continuo per una massima carica. Il conducente, il vero protagonista, è posizionato, per quanto possibile, al centro della vettura. Di conseguenza l'abitacolo si adegua perfettamente e senza compromessi. Quando il conducente entra, l'illuminazione generata da fili elettroluminescenti viene sostituita da una luce blu fosforo, emessa dai LED, che si affievolisce mentre gli occupanti si sistemano nell'abitacolo (ma quando la C-X75 viene guidata nella modalità Track, l'abitacolo cambia ancora una volta aspetto - prendendo ispirazione dai velivoli militari - e l'illuminazione si affievolisce per rendere minime le distrazioni).

TELAIO
Per la realizzazione della scocca, Jaguar ha attinto all'esperienza. E' da oltre 50 anni infatti, dalle prime XK120, attraverso le leggere E-type e le pionieristiche X350 fino alle XK e alle ultime XJ 2010, che la Casa inglese utilizza le qualità di leggerezza e solidità offerte dall'alluminio. La scocca, in alluminio estruso e rivettato, d'ispirazione aerospaziale, è rivestita in pannelli dello stesso materiale. Il peso complessivo, quindi, è di 1.350 chili distribuiti su circa 470 cm di larghezza, 120 di altezza, 202 di larghezza (e con un passo di 272 cm).

MOTORE E TRASMISSIONE
Non c'è ombra di cilindri convenzionali nel vano motore ma un innovativo sistema RE-EV (Range Extended - Electric Vehicle). La C-X75 sfrutta, innanzitutto, i vantaggi della turbina a gas. Con meno pezzi mobili e cuscinetti ad aria, non ha bisogno di sistemi di lubrificazione o raffreddamento (a tutto vantaggio del peso). Può inoltre funzionare con differenti combustibili (diesel, i combustibili biologici, il gas naturale compresso e il gas liquido). Le micro turbine a gas della C-X75 lavorano con una maggiore compressione: ciascuna pesa appena 35 kg e produce 70 kW di potenza a 80.000 giri/minuto costanti. Accoppiate a due generatori a riluttanza magnetica variabile, esse operano in sequenza o insieme, a secondo del fabbisogno energetico, per caricare le batterie - o fornire la potenza direttamente ai motori elettrici. L'energia generata dalle turbine e immagazzinata nelle batterie al litio (si ricaricano completamente in 6 ore) viene trasmessa alle ruote per mezzo di quattro motori elettrici indipendenti. Ognuno pesa appena 50 kg ma produce 145 kW (195 Cv) di potenza. Il risultato complessivo porta il dato a 780 CV e 1.600 Nm. Naturalmente, "a causa" della presenza di un motore per ruota, la C-X75 è dotata di trazione integrale con regolazione indipendente del flusso di coppia per ogni semiasse. Ciò offre benefici potenziali in termini di stabilità e controllo, dando vita a un sistema di gestione della trazione e della stabilità infinitamente e istantaneamente regolabile. I motori elettrici inoltre erogano la coppia massima quasi a zero giri/minuto, rendendo la tradizionale curva di potenza un ricordo del passato.

PRESTAZIONI
Le prestazioni, ovviamente, si annunciano eccezionali. Da 0 a 100 in 3,4 secondi, da 80 a 145 km/h in 2,3 secondi, accelerazione da fermo sul quarto di miglio in 10,3 secondi (velocità d'uscita di oltre 250 orari). La velocità massima dichiarata è di oltre 330 km/h. A frenarla ci pensano 4 dischi surdimensionati (utilizzati sulla sovralimentata XFR che nel 2009 è diventata la Jaguar più veloce di tutti i tempi, raggiungendo i 363 km/h sul Lago Salato di Bonneville) con diametro da 380 mm all'anteriore e 345 al posteriore. Nel solo funzionamento elettrico, il costruttore dichiara un'autonomia massima di 109 km. Con l'utilizzo delle turbine, l'autonomia complessiva arriva a 900 chilometri. Ciò avviene nel pressoché totale rispetto ambientale: si dichiarano, infatti, appena 28 g/km di CO2.

Galleria fotografica - Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010Galleria fotografica - Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 1
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 2
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 3
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 4
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 5
  • Jaguar C-X75 al Salone di Parigi 2010 - anteprima 6

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Prototipi e Concept , Jaguar , parigi , car design


Top