dalla Home

Mercato

pubblicato il 29 settembre 2010

L’accordo Ue-Corea del Sud penalizza l'auto italiana?

Per Marchionne è a rischio la competitività, il governo promette di intervenire

L’accordo Ue-Corea del Sud penalizza l'auto italiana?

C'è un accordo a livello internazionale che sta facendo molto discutere l'industria dell'auto, quella italiana in particolare. Si tratta dell'accordo di libero scambio siglato tra l'Unione Europea e la Corea del Sud poche settimane fa, dopo lunghissime trattative avviate nel 2007, e che entrerà in vigore a partire dal primo luglio 2011. Anzi, promette Adolfo Urso, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, la data è slittata al 2016. Un ritardo che il Vice Ministro ha tenuto a sottolineare serve a tamponare gli ipotetici danni che lo smantellamento dei dazi doganali che ci sarà a seguito dell'entrata in vigore dell'accordo potrebbe causare alla produzione di auto per l'Italia. L'intesa dovrebbe essere firmata il 6 ottobre, in occasione del Vertice Ue-Corea del Sud, ma Urso, in occasione dell'Assemblea annuale dell'ANFIA, ha detto che l'esecutivo italiano si è battuto per difendere il Made in Italy ed ha ottenuto la condizione di far slittare la data di entrata in vigore al 2016; di allineare le clausule dell'intesa a quelle siglate tra la Corea del Sud e gli USA e di fare in modo che le clausule di salvaguardia tutelino le "piccole auto".

In pratica Palazzo Chigi ha promesso il massimo impegno per mantenere alta la competitività della produzione di auto italiana. L'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, lo ha ribadito più volte: il prossimo accordo di libero scambio tra Ue e Corea del Sud è "una scelta che non condivido, perché non solo mette a rischio la competitività della nostra industria, ma è contrario ai principi del libero scambio. Ho sempre sostenuto - ha aggiunto durante l'Assemblea annuale dell'ANFIA - l'importanza degli accordi che favoriscono le relazioni commerciali. Sono il primo a schierarmi a favore di un mercato libero e senza barriere. Ma è chiaro che alla base di tutto ciò deve esserci un principio fondamentale: la parità di condizioni per i concorrenti. L'accordo con la Corea del Sud non risponde a nessun principio di correttezza e uguaglianza negli scambi". L'accordo, così com'è, consentirebbe, secondo l'ANFIA, "la concorrenza sleale" e andrebbe "contro gli interessi di importanti comparti del settore manifatturiero europeo, ivi incluso il settore automotive, unitamente ai suoi milioni di dipendenti". Cosa succederà lo sapremo la prossima settimana, intanto resta la fiducia di ANFIA e Governo nel piano del Gruppo Fiat "Fabbrica Italia" per aumentare la produzione di auto nel nostro Paese.

Autore:

Tag: Mercato


Top