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pubblicato il 27 settembre 2010

Nuova Ford Mondeo: l’equazione del valore

Prime impressioni di guida della nuova versione

Nuova Ford Mondeo: l’equazione del valore
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Dati alla mano, il segmento D ha totalizzato, nel primo semestre 2010, il 3,4% di tutto il mercato auto in Italia. Quasi il 90% è fatto di Diesel, il 70% sono Station Wagon, oltre la metà degli acquisti sono effettuati da società e da noleggi, lasciando poco più del 40% ai privati. E' a questa categoria che si rivolge la nuova Ford Mondeo, che nei prossimi mesi cercherà di strappare importanti quote di mercato alle concorrenti (Opel Insignia, Volkswagen Passat, Fiat Croma, Citroen C5, Alfa 159 e la stessa Ford S-Max). Il Kinetic Design, introdotto nel 1997 con la Ford Iosis, si è rinnovato e sulla terza evoluzione dell'erede della mitica Ford Sierra (andata in pensione nel '93) propone molti aggiornamenti al punto che Ford Italia parla della Mondeo "più elegante e tecnologicamente avanzata di tutti i tempi". Le novità riguardano anche gli interni, che Ford ha voluto rinnovare all'insegna di una maggiore qualità percepita: nuovi materiali, nuovi dettagli cromati, nuova consolle centrale più alta, nuovi inserti in acciaio satinato, nuovi accessori che aumentano il comfort e la sicurezza.

POSIZIONE DI GUIDA
La Mondeo è evoluta e si capisce innanzitutto nella capacità di offrire un ottimo comfort. L'atmosfera dell'abitacolo ha "quasi" definitivamente abbandonato un sapore di eccessiva semplicità nei materiali che prima non convinceva appieno. La Mondeo è matura, esprime razionalità e attenzione alle esigenze dei suoi passeggeri. L'esemplare in prova, letteralmente farcito di accessori, offre il meglio: chiave con trasponder, clima automatico bizona, computer di bordo con un lungo elenco di funzionalità (inserito nella strumentazione in uno schermo troppo grande e alquanto dispersivo), sedili con riscaldamento e ventilazione (molto efficienti), rivestimento misto pelle/Alcantara, telecamera posteriore, cerchi in lega da 18", impianto audio con presa Aux e USB, assetto regolabile su tre posizioni (Comfort, Normal e Sport). La plancia è avvolgente: discende delicatamente ai lati e si trasforma in un pratico e comodo tunnel centrale dove comandare il clima dei sedili e riporre oggetti.

SU STRADA
Il 2.0 Turbo Eco Boost è abbinato al cambio a doppia frizione (6 rapporti) Ford Powershift per privilegiare ora il comfort, ora la guida sportiva, a seconda che si voglia viaggiare sul velluto o godersi il piacere di un notevole carico di cavalli-motore da sfruttare. Il propulsore ha infatti grande carattere come dimostra la spinta consistente (300 Nm costanti tra 1.750 e 4.500 giri), che si fa particolarmente incisiva oltre i 3.500 giri. Il sound, apprezzabile e mai invadente, accompagna lunghi affondi di gas che consentono di sfondare i confini del codice con una certa leggerezza. Ma è questo, dopotutto, il volto più qualificante della più sportiva della nuova gamma, un'auto fatta per lunghe "sgroppate" ad elevate velocità di crociera viaggiando con comfort elevato. Giova tuttavia ricordare, ahinoi, che le invitanti autobahn tedesche non sono immediatamente oltre confine...

BUONO IL DOPPIA FRIZIONE, MA...
Il cambio a doppia frizione lavora egregiamente e la selezione delle marce in modalità manuale, almeno questa volta, è corretta: tirando verso di sé si aumenta di rapporto, spingendo in avanti si scala; non altrettanto appare la modalità di implementazione: bisogna spostare la leva verso il passeggero (si accede così anche alla gestione automatico-sportiva "S" della cambiata), ma questa risulta un po' troppo lontana e di non felice azionamento. Si avverte inoltre (vale soprattutto per gli spiriti sensibili al richiamo del misto) una grande (e si sottolinea Grande) mancanza dei paddle dietro il volante: con una simile trasmissione è pressoché un obbligo averli. Sfruttando appieno il 2 litri turbo è consigliabile l'assetto sportivo. Con irriverente e spregiudicata curiosità abbiamo provato a procedere ad andatura veloce lungo gli ampi curvoni di un'autostrada del nord con l'assetto in modalità comfort e la sensazione non è stata convincente: anche troppo morbido. Bisogna invece dedicare un apprezzamento di rilievo per la frenata: l'impianto è pronto e potente, il pedale risponde subito alla chiamata regalando una sensazione di grande prontezza e immediata risposta ai comandi della volontà del pilota. Buono anche lo sterzo, morbido da manovrare e con una buona rapportatura. La configurazione più confortevole dell'assetto, del resto, si addice unicamente alla guida disimpegnata, dove apprezzare al meglio il comfort di marcia. Ma se veramente lo spirito della Mondeo è proprio questo, meglio rivolgersi, naturalmente, alla versione Turbodiesel.

2.2 TDCi
La tinta blu scuro con interni in pelle Terracotta le si addicono. Aumentano in misura apprezzabile la sua eleganza e il piacere di abitarne l'abitacolo. A questo si devono aggiungere le ottime prestazioni del motore Turbodiesel, che grazie a un valore massimo di coppia di 400 Nm è capace di sfoderare grande grinta in accelerazione e ripresa anche con pochi giri. D'altra parte la rumorosità riesce a rimanere nei limiti di un buon comfort di marcia. Il motore è elastico alle basse andature e offre buoni spunti di ripresa a velocità più sostenute o nei sorpassi dove è necessario un buon lancio. Per tutto il resto della sua compagnia, la Mondeo Turbodiesel conferma la sua ottima tendenza a coccolare gli occupanti, specialmente al posteriore dove lo spazio è molto abbondante. Per non parlare del bagagliaio, spazioso fino a poter contenere il superfluo (peccato nella versione berlina si debba superare uno scalino per l'accesso).

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Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Test , Ford


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