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pubblicato il 22 settembre 2010

Fiat-Chrysler: "Divise ieri, più forti oggi"

John Elkann premiato come il nonno dalla Appeal of Conscience Foundation

Fiat-Chrysler: "Divise ieri, più forti oggi"

La parola "Fiat" e i nomi degli altri dirigenti del Lingotto (John Elkann e Sergio Marchionne in testa) si sentono pronunciare sempre più spesso in America. Da quando il Gruppo di Torino ha traghettato quello Chrysler fuori dal fallimento, sotto lo sgardo vigile del Presidente americano Barack Obama, è stato tutto un susseguirsi di dichiarazioni sull'Alleanza. Sia da questa che da quella parte dell'Atlantico. E' di queste ore l'ultima dichiarazione: "Oggi siamo impegnati in questa grande sfida qui in America. Fiat e Chrysler sono due case automobilistiche che, pur essendo organizzazioni diverse per la loro storia, oggi stanno lavorando insieme. Il modo in cui questo avviene è fondamentalmente nella condivisione di pochi principi che sono quelli in cui tutti credono".

Le parole sono del presidente del Gruppo, John Elkann, che, in qualità anche di presidente di Exor, ha rivevuto a New York un particolare premio assegnato dalla Appeal of Conscience Foundation, che promuove la libertà religiosa, la tolleranza, la pace e i diritti umani nel mondo. Elkann, che ha condiviso la scena con il primo ministro dell'India, Manmohan Singh, e il presidente e amministratore delegato del gruppo Blackstone, Stephen Schwarzman, è stato premiato per il suo contributo alla cooperazione internazionale e interculturale e l'impegno umanitario. "E' un grande onore per me", ha detto John, ricevendo questo riconoscimento 25 anni dopo il nonno, Gianni Agnelli.

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Tag: Attualità , Fiat


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