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pubblicato il 22 settembre 2010

Autovelox clonati: chiuse le indagini si va in aula

300 indagati e oltre 13 mln di euro rubati. Ma il risarcimento è un miraggio

Autovelox clonati: chiuse le indagini si va in aula

Trecento denunciati presso 92 Procure competenti per territorio e dieci richieste di rinvio a giudizio. È pesante il bilancio delle indagini che si sono appena concluse sugli gli autovelox clonati e, poi, illegalmente installati da 120 Comuni italiani, per cui si aspetta la sentenza definitiva. E l'elenco di numeri può continuare: oltre 13 milioni di euro sarebbe il bottino messo da parte illegalmente sanzionando per eccesso di velocità gli automobilisti, 100.000 i verbali e 2007-2009 il periodo al vaglio degli inquirenti. La vicenza aveva avuto inizio, lo ricordiamo, nel giugno 2009, quando la Guardia di finanza del comando provinciale di Salerno nonché la Procura della Repubblica di Sala Consilina (Salerno) avevano avviato le indagini e sequestrato 50 Velomatic in tutta Italia. Apparecchiature che avevano tutte il medesimo numero di serie.

Oltre al numero delle persone coivolte, è alto il numero di ipotesi di reato: abuso d'ufficio, falsità ideologica e usurpazione di funzioni pubbliche. Una truffa gigantesca a danno di automobilisti, motociclisti e persino dello Stato. Il meccanismo era semplice: utilizzare lo stesso numero di matricola di un dispositivo omologato in un Comune diverso, possibilmente distante diverse centinaia di chilometri per non destare sospetti.

E i risarcimenti? Difficile promettere un rimborso agli automobilisti truffati. Prima di tutto per avanzarne richiesta è necessaria la condanna definitiva dei Comuni colpevoli da parte dei Giudici (ma se, come è probabile, ci saranno i ricorsi in appello passeranno diversi anni prima della sentenza definitiva) e poi servirà la prova del pagamento della multa. "E quindi i punti decurtati dalla patente?" Un miraggio riaverli indietro.

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Tag: Attualità , autovelox


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