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Anticipazioni

pubblicato il 22 settembre 2010

Da Toyota nuove fuel cell

La consociata Aisin fornirà un più efficiente sistema che integra la cogenerazione dell’idrogeno dal metano

Da Toyota nuove fuel cell

Tutti lavorano a elettrico e ibrido, ma dietro al clamore creato dalla vicinanza di queste tecnologie al mercato c'è sempre chi continua a lavorare alla soluzione finale, ovvero all'idrogeno e alle fuel cell. Tra queste c'è Toyota la quale ha annunciato che la propria consociata Aisin le fornirà celle a combustibile di nuovo tipo definite SOFC (solid-oxide fuel-cell) con elettroliti in ceramica e impianto di cogenerazione da gas naturale, sviluppate insieme a Osaka Gas Co., Ltd. (Osaka Gas), Kyocera Corporation (Kyocera), Toyota Motor Corporation e Aisin all'interno della New Energy and Industrial Technology Development Organization's (NEDO's) Solid Oxide Fuel Cell Verification Project. Cinque le compagnie energetiche che vi hanno partecipato: Hokkaido Gas Co., Tokyo Gas Co., Toho Gas, Osaka Gas Co e Saibu Gas Co.

Le nuove celle superano persino le aspettative e gli obiettivi di progetto poiché consentono grande efficienza, minori emissioni di CO2 nella cogenerazione dell'idrogeno, maggiore efficienza anche ai carichi parziali testimoniata anche dalla riduzione della dispersione di calore grazie a un più efficace isolamento e all'adozione di serbatoi per l'acqua calda più grandi. In più le nuove celle si sono dimostrate più durevoli, più facili da mantenere e più economiche, dunque più accessibili nel prezzo. Interessante inoltre l'adozione di un agente desolforante e odorizzante che rende l'impianto libero da manutenzione sullo zolfo per 10 anni, in più la migliore gestione del calore previene l'azione deteriorante del vapor acqueo presente nel gas di scarico. Il risparmio energetico è stato inoltre ottenuto grazie a un sistema di recupero del calore latente al posto del boiler che non poteva recuperare il calore condotto dall'acqua di condensa.

In poche parole, in attesa di riuscire a produrre in modo pulito l'idrogeno, la soluzione più fattibile appare il reforming da idrocarburi, almeno non legati al petrolio. Una via che implica comunque processi di combustione ed emissioni di CO2, ma riducono di molto il problema infrastrutturale rendendo fattibile persino la produzione di idrogeno domestica o il rifornimento di un veicolo dotato di impianto di reforming a bordo. Su questo versante sta già lavorando anche la Honda, la Toyota su questo terreno segue.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Anticipazioni , Toyota , idrogeno


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