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pubblicato il 16 settembre 2010

Gruppo Fiat: l'auto si separa dai veicoli industriali

Gli azionisti hanno approvato il piano rivoluzionario che crea due nuove società

Gruppo Fiat: l'auto si separa dai veicoli industriali

L'auto targata Fiat si separa dai veicoli industriali. Questa mattina gli azionisti del Lingotto, riuniti per la prima volta in assemblea straordinaria sotto la presidenza di John Elkann, hanno approvato la creazione delle due nuove società - la Fiat Auto e la Fiat Industrial - che dal 2011 opereranno in modo separato, con cda diversi. In pratica si apre una nuova epoca nella storia del Lingotto, ovvero quella che vede separate in due grandi aree le attività del Gruppo. Da una parte ci sono quelle automobilistiche, con relativa componentistica, che includono Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid, Comau e FPT Powertrain Technologies (attività di motori e trasmissioni per autovetture e veicoli commerciali leggeri); dall'altra i business dei veicoli industriali, i motori "industrial & marine", le macchine agricole e per le costruzioni, oltre a debiti finanziari, vengono trasferiti alla società di nuova costituzione Fiat Industrial S.p.A. (Cnh, macchine agricole; Iveco, veicoli commerciali, e Fpt Industrial & Marine).

"E' un'assemblea storica per la Fiat - ha detto John Elkann - nasceranno due Fiat forti, ambiziose, con persone pronte a realizzare gli obiettivi". L'operazione infatti, varata dal Cda a luglio ed ora sotto il controllo della Consob (che ieri ha chiesto dettagli su come sarà ripartito l'indebitamento tra la nuova Fiat (auto) e la Fiat Industrial), è stata voluta dai vertici del Lingotto per permettere all'azienda di iniziare "un nuovo capitolo della sua storia", come ha sottolineato l'ad Sergio Marchionne, per cui questa è "una scelta che risponde a una logica di crescita e autonomia". La rivoluzione, annunciata da molto tempo, serve al Lingotto, secondo Elkann, per far nascere una Fiat che "con l'accordo con la Chrysler si è molto rafforzata" ed una Fiat Industrial "meno conosciuta che però nei settori in cui opera è una delle società più grosse con 60mila dipendenti, 70 stabilimenti, un fatturato di 30 miliardi".

La scelta di "focalizzare molta attenzione sul settore auto, per costituire una vera e propria società internazionale con Fiat auto e Chrysler", è evidente anche per il numero uno della Uil, Luigi Angeletti. Mentre per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni pone un dubbio: "Il problema vero è se Fiat in questo momento cruciale farà gli investimenti che abbiamo pattuito, i 20 miliardi". In base alle tappe previste, lo scorporo, che non ha effetti finanziari e patrimoniali per gli azionisti, e la quotazione delle due società sono previsti per fine anno e l'indebitamento milionario sarà equamente ripartito tra le due nuove società che saranno quotate a Milano. Inoltre, in base al piano al 2014, la nuova Fiat avrà ricavi per oltre 32 miliardi di euro nel 2010 con un risultato operativo di 0,5-0,6 miliardi mentre nel 2014 il fatturato salirà a 64 miliardi e il risultato operativo fra 3,2 e 3, 8 miliardi. Per Fiat Industrial i ricavi nell'anno in corso (calcolati post scissione) saranno 19 miliardi con un risultato operativo intorno ai 600 milioni, mentre i target a fine piano prevedono ricavi a 29 miliardi e risultato operativo di 3,2-3,4 miliardi.

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