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pubblicato il 15 settembre 2010

"Quattro Passi" con le nuove MINI Countryman

Sulle Dolomiti con Cooper e Cooper S è pratico divertimento

"Quattro Passi" con le nuove MINI Countryman
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Stavolta Gert Hildebrand l'ha fatta grossa. Chi? Il capo del design di MINI, che oggi se ne va in giro su una Clubman ("è la mia preferita, ma è anche la compatta meno compresa sul mercato..."), ma nel 2007 si è trovato davanti al quesito di fare una nuova MINI che potesse davvero tornare utile al cliente-tipo del marchio che con gli anni sente il bisogno di una vettura più pratica, magari per poterla usare con la famiglia. Fatta la station wagon e considerato che oggi va forte il nuovo segmento delle crossover compatte, ecco che è nata la MINI Countryman, che con quattro porte, più spazio e comfort e un bagagliaio decente può essere ideale per una gita in montagna con amici e parenti (c'è in optional pure il portabici posteriore). Pratica, ma anche divertente come deve essere una MINI e con la Countryman ci siamo concessi qualche ora di sano divertimento ad alta quota fra i mille tornanti dolomitici dei passi Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella, tipiche mete di entusiasti sciatori e motociclisti.

LOOK FAMILIARE
Da lontano la vedi e dici "è una MINI". Poi ti avvicini e ti accorgi che è completamente diversa, eppure la Countryman rimane indubitabilmente una MINI grazie ad alcuni tratti riconoscibili come la calandra, la forma della vetratura, le numerose cromature di tradizione "old Britain", la diagonale che dalla base del parabrezza interseca il passaruota (nella Mini Morris era una semplice saldatura), i gruppi ottici posteriori. Però è bella grande, per essere una MINI: 4 metri e 11 di lunghezza, un cofano alto e soprattutto delle ruote generose, come minimo da 17", ma si può arrivare fino ai cerchi da 19". L'anteriore della Countryman Cooper S si distingue poi dalle altre per la presa d'aria superiore e le due in basso per i freni, mentre dietro in mezzo ai due terminali c'è un accenno di diffusore. Quanto basta per distinguersi, altrimenti per aggiungere un qualche tocco personale a questa parente della MINI WRC si può attingere alla vasta serie di personalizzazioni, ma occhio al conto finale.

MINI FUORI, GRANDE DENTRO
Anche il design degli interni lascia una sensazione di dejà vu, con la tipica moltitudine di elementi fuori scala circolari ed ellittici, ma in realtà la componentistica è in buona parte diversa da quella delle MINI berlina. Per l'abitacolo si è fatto forse un uso un po' eccessivo di materiali plastici, ma il design originale e gli accoppiamenti impeccabili non fanno rimpiangere troppo altre soluzioni. La sopresa più grande è invece quella di avere finalmente tanto spazio, come mai su una MINI. Vale anche per i passeggeri posteriori, che possono contare su due sedili individuali che scorrono singolarmente avanti e indietro e sono dotati di schienale reclinabile, sostituibili a zero euro da un classico divanetto. Così si sacrifica però la possibilità di avere il "MINI Center Rail", un binario in alluminio su cui si possono fissare e far scorrere i gadget più svariati: portaocchiali, portatazze, portacellulare o il classico bracciolo. Buona anche la capienza del bagagliaio: 350 litri con doppiofondo, ci vanno bene un trolley, una valigia e qualcos'altro. Poche pecche: le cinture di sicurezza anteriori non si regolano in altezza, però i sedili sì, tutti e due; la leva del freno a mano a forma di "manetta" di aereo (o motoscafo) rende difficile connettere dispositivi elettronici come un iPhone all'impianto di infotainment; se si opta per la versione con navigatore, la lancetta "perimetrale" del grosso tachimetro centrale in marcia si legge poco. La posizione di guida è sensibilmente più alta rispetto alle MINI berlina e cabrio (7 cm in più), ma la postura rimane sportiveggiante, con uno sterzo piccolo e verticale (si regola in altezza e profondità), la leva del cambio a portata di mano e i sedili avvolgenti ma con fianchi non troppo pronunciati. Dunque si tranquillizzino gli estimatori della guida sportiva.

E' SEMPRE "GO-KART FEELING"
In mezzo alle Dolomiti abbiamo provato due versioni con motorizzazioni a benzina: la Countryman Cooper a trazione anteriore e la MINI Countryman Cooper S ALL4, variante "top" della gamma Countryman equipaggiata con l'inedita trazione integrale ALL4 disponibile solo su Cooper S e Cooper D. Della prima si può dire che il 1.6 litri faccia il suo dovere con 122 CV e 160 Nm, ma la massa (1.370 kg) e la sezione frontale (il Cx è di 0,35) ne limitano un po' la brillantezza. Resta comunque una scelta ragionevole per l'uso cittadino, con prestazioni accettabili (10,5 secondi nello 0-100 km/h) e consumi medi di 6 l/100 km con il contributo dello start/stop di serie su tutta la gamma. Di tutt'altra pasta la Countryman Cooper S ALL4, il cui propulsore ulteriormente evoluto da 184 CV e 260 Nm con turbo e iniezione diretta ha dato già soddisfazioni abbondanti ai "ministi cooperisti". Le sue doti di prontezza e allungo risentono molto meno del peso e dell'impostazione da SUV della Countryman (la Cooper S pesa 1.455 kg), grazie anche all'azione della trazione integrale ALL4: è una trazione integrale permanente che trasferisce la coppia dall'anteriore al posteriore fino al 50% e fino al 100% in condizioni estreme come neve o ghiaccio. L'ALL4 si rende utile non solo in condizioni difficili, ma diventa anche divertente perché assicura una "spintarella" piacevole e progressiva in uscita dai tornanti, specialmente in salita. E' un optional che aggiunge qualcosa in più all'assetto piatto e sportivo tipico di MINI: rollio impercettibile, sottosterzo contenuto, sterzo diretto e preciso. Sulla Countryman Cooper S la risposta di alcuni comandi è, per così dire, "maschia": il pedale della frizione oppone una certa resistenza così come quello del freno, a cui si possono riservare "pestoni" senza troppo riguardo. Idem per il cambio (il nostro era il manuale a 6 rapporti), che offre un minimo di contrasto che torna comodo nella guida impegnata. L'impressione complessiva è che se si potesse guidare bendati non si direbbe di essere a bordo di un piccolo SUV. Non guasterebbe però un po' più di "sound" di aspirazione e scarico, ma è lo scotto da pagare all'ottima insonorizzazione.

DA 21.000 EURO
Il listino ufficiale dice che per la entry level MINI One Countryman si devono sborsare 21.000 euro, ma gli accessori e le possibilità di personalizzazione a disposizione renderanno impossibile non cedere alla tentazione di "farsi" la propria Countryman. Per cui per una Cooper si dovranno mettere in conto non meno di 25.000 euro, mentre per una Countryman Cooper S ALL4 spendere più di 30.000 è un attimo. Tanti? Forse, però il divertimento è assicurato.

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Scheda Versione

Mini MINI Countryman
Nome
MINI Countryman
Anno
2010 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Mini


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