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pubblicato il 15 settembre 2010

Carburanti: lo sciopero revocato non convince

Si indaga su possibili speculazioni delle compagnie petrolifere

Carburanti: lo sciopero revocato non convince

Minuti che in qualche caso si sono avvicinati alle ore prima di fare il pieno. Alla vigilia dello sciopero dei distributori che avrebbe dovuto scattare oggi e durare fino a venerdì c'è stato anche chi, mettendosi in fila dal benzinaio, ha dovuto aspettare 45 minuti prima di essere servito. "E nessuno, pur sapendo magari che lo sciopero era stato revocato, ha detto niente, approfittando del gran numero di automobilisti in coda", ha lamentato qualche consumatore. E la denuncia di possibili speculazioni sui prezzi è partita subito. Federconsumatori e Adusbef, sulla base delle numerose segnalazioni ricevute, hanno lanciato l'allarme e contestato che queste speculazioni "si aggiungono a quelle già denunciate per via del meccanismo della doppia velocità, paria a 6-7 centesimi al litro. Tutto ciò è inaccettabile si legge in una nota -, e soprattutto è vergognoso come il Governo non sia riuscito ad evitare, in un momento così grave per le famiglie, il determinarsi di questa situazione".

CHI HA APPROFITTATO DELLO SCIOPERO?
Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato ieri sera, nel corso di una conferenza stampa dopo il tavolo tecnico con i sindacati dei gestori, che sanzionerà pesantemente le compagnie petrolifere che hanno aumentato i prezzi in maniera anomala "approfittando dello sciopero" dei benzinai, prima confermato e poi revocato. La Guardia di Finanza e i Carabinieri stanno effettuando dei controlli e il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha spiegato che le sanzioni saranno di carattere "pecuniario" e saranno inflitte dall'Osservatorio prezzi del ministero.

LE RAGIONI DELLO SCIOPERO
Fallito il primo incontro con Saglia, lunedì i rappresentanti della distribuzione di carburanti in Italia avevano confermato lo sciopero chiedendo al governo di rispettare il Protocollo d'intesa firmato con Scajola il 20 giugno 2008. Era stata quindi recapitata la richiesta delle Federazioni di coinvolgere nella trattativa la Presidenza del Consiglio. Al centro delle polemiche c'era e c'è ancora oggi la rifoma del sistema di distribuzione dei carburanti in Italia al vaglio a Palazzo Chigi. Quello che non convince la Faib Confesercenti, la Fegica Cisl e la Figisc/Anisa Confcommercio è la possibile riduzione del numero dei distributori sul territorio. Per questo i sindacati avevano pensato allo sciopero: per difendere, come si leggeva in una nota, "le 25mila imprese e i 75mila addetti del settore messi a rischio da Governo ed industria petrolifera", la sola favorita da questa riforma secondo la categoria dei benzinai.

TROVATO L'ACCORDO... CHE "SODDISFA"
Dopo le polemiche e gli scontri tra governo e Associazioni degli ultimi giorni, ieri è arrivata la svolta. In serata lo sciopero è stato revocato, perché il nuovo incontro tra le parti sarebbe stato soddisfaciente. "L'obiettivo è ridurre il prezzo della benzina e questo è possibile farlo solo riducendo il distacco dal resto dell'Europa dove si paga un po' di meno - ha precisato Saglia -. Noi vogliamo aiutare i cittadini perché paghino di meno i carburanti senza però che questo abbia un costo in termini di posti di lavoro". I sindacati, dal canto loro, hanno espresso soffisfazione, chiedendo però "che quando si parla di concorrenza non significa libera volpe in libero pollaio, ma fare in modo che questo settore possa lavorare a prezzi di mercato", come ha detto Roberto Timpano della Fegica-Cis. Per Luca Squeri della Figisc-Confcommercio, bisogna proseguire i lavori al tavolo dei carburanti e per Martino Landi della Faib-Confesercenti il lavoro congiunto continuerà per "costruire una rete all'altezza del paese in cui viviamo".

I CONSUMATORI
La revoca dello sciopero dei distributori di benzina "è un fatto positivo" secondo Federconsumatori, che però ha espresso la curiosità di conoscere il compromesso raggiunto, tra esercenti e Governo, "poiché - si sottolinea - non vorremmo che si fosse modificata qualche norma del protocollo convenuto tra il ministero dello Sviluppo Economico e l'intera filiera petrolifera comprensiva della rappresentanza degli utenti". E comunque rimane l'amaro in bocca a quegli "utenti" che hanno aspettato per ore dal benzinaio per fare il pieno...

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Tag: Attualità , lavoro , carburanti


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