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pubblicato il 13 settembre 2010

De Tomaso: 50 anni da Modena a Termini Imerese

Il nuovo brand di Rossignolo punta all'ex stabilimento Fiat. Ecco come

De Tomaso: 50 anni da Modena a Termini Imerese
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Padiglione 5.1, stand 135: queste le coordinate dove si celebreranno al Salone di Parigi i 50 anni del marchio De Tomaso e i 25 anni della Pantera, il modello più rappresentativo nella storia della Casa fondata più di mezzo secolo fa da Alejandro De Tomaso e messa in liquidazione nel 2003. Non si tratta però di un ritorno ufficiale, ma è l'iniziativa della "De Tomaso France", la società dell'ex importatore transalpino Stephan Poux, che dagli anni '90 porta caparbiamente il marchio modenese in giro per i saloni. Un ritorno ufficiale è previsto davvero però: a marzo del 2011 al Salone di Ginevra e sarà il debutto ufficiale della De Tomaso Automobili S.p.A., ovvero la "nuova" De Tomaso acquisita dal noto imprenditore Gian Mario Rossignolo. Intanto, dopo gli annunci, si è già cominciato a lavorare e può darsi, se il progetto si rivelerà effettivamente solido, che la futura De Tomaso possa salvare tre dei più importanti poli dell'auto che non ce l'hanno fatta a sopravvivere alla crisi.

L'ASSE GRUGLIASCO-LIVORNO
Con l'acquisizione (in affitto dalla Finpiemonte, società partecipata della Regione) dello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco e quello Delphi a Livorno da parte della Innovation in Auto Industry S.p.A., la società che fa capo alla famiglia Rossignolo ha fatto le prime mosse di quello che sul finire del 2009 il nuovo patron della De Tomaso, affiancato dai figli Edoardo e Gianluca, ha definito "il secondo polo produttivo automobilistico italiano". In Piemonte è da poco partito il riassetto dell'impianto dopo lo stop alla produzione di Alfa Brera e Spider e, una volta ottenuto il sì dal Governo che con fondi pubblici sosterrà l'iniziativa, dovrebbero partire anche i corsi per la riqualificazione dei primi 460 lavoratori che si occuperanno di assemblare e svolgere le lavorazioni di verniciatura, assemblaggio e finizione del primo modello, per poi arrivare a regime ad impiegare 900 unità. Idem a Livorno, dove lo stabilimento ex Delphi di Guasticce effettuerà le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi impiegando 154 lavoratori.

DE TOMASO... DE LUXE
Che marchio sarà la futura De Tomaso? Tutta lusso e "Made in Italy", con modelli realizzati a mano, veloci e destinati ad una clientela facoltosa. Il piano dei Rossignolo prevede infatti una produzione a regime di 8.000 vetture all'anno, suddivise in tre modelli: 3.000 crossover, 3.000 limousine e 2.000 coupé, in ordine di realizzazione. La "road map" verso il primo crossover De Tomaso è già passata attraverso la realizzazione di un prototipo statico, da cui ne deriverà uno marciante pronto per i primi di ottobre. Dopo la presentazione a Ginevra, da giugno 2011 le nuove De Tomaso saranno nei concessionari. I mercati di riferimento saranno Europa ed Emirati Arabi, mentre nell'estate del 2012 la nuova De Tomaso sbarcherà negli USA, a cui sarebbe destinata metà della produzione. L'investimento complessivo sarebbe pari a 116 milioni di euro nei prossimi 4 anni, con 1.500 unità previste il primo anno e 2.500 il secondo, per arrivare a regime a 3.000 crossover prima di dare il via ai nuovi modelli. Il prezzo della prima De Tomaso del nuovo corso dovrebbe aggirarsi tra 85.000 e 125.000 euro, con due motorizzazioni a benzina e una diesel da circa 300 cavalli.

UN NUOVO LOGO
Intanto è stato creato il nuovo logo, che sostituirà l'originaria "T" che era poi il simbolo con il quale la famiglia di Alejandro marchiava il bestiame nei propri possedimenti argentini. Il restyling è stato affidato a Peter Arnell 51enne americano architetto esperto in comunicazione visiva e soprattutto brand: è la persona che sta dietro il logo della Pepsi ed ha lavorato per Alessi, Fila, Samsung, Donna Karan, Reebok, oltre ad avere un passato nella Chrysler "pre bancarotta" (dove firmò la abbandonata Peapod). Adesso siede nel CdA ed è responsabile del marketing e del design. A lui è affidato il compito di fare di De Tomaso un brand "chic". Alle auto si affiancheranno dunque accessori di lusso, come borse, magliette, profumi ed orologi.

L'INTERESSE PER TERMINI IMERESE
Il 15 settembre Invitalia, l'advisor che gestisce per conto del Governo la cessione dell'impianto di Termini Imerese che Fiat vorrebbe chiudere a dicembre del 2011, farà una prima scrematura della "short list" dei candidati a rilevare lo stabilimento siciliano. Fra questi c'è anche la De Tomaso, "avvicinata" dal Governo a presentare un piano industriale per la riconversione di Termini Imerese che ha già ricevuto il gradimento del presidente della Regione Raffaele Lombardo. In Sicilia la nuova De Tomaso vorrebbe produrre una compatta premium da contrapporre alle ultime proposte di Audi e MINI. La futura De Tomaso "compact" dovrebbe comunque essere un bijoux piuttosto costoso: da 30 a 50.000 euro. Chiuso il bando di Invitalia il 31 luglio, sono stati ritenuti affidabili i progetti di De Tomaso, del finanziere Simone Cimino che vorrebbe produrre auto elettriche, della Einstein, la società che produce la fiction "Agrodolce" per la Rai che vorrebbe realizzare studi cinematografici, quella dell'azienda torinese di lamierati Map Engineering e c'è da sciogiere la riserva su un'azienda vivaistica del Nord Italia che, oltre a coltivare fiori, produrrebbe energia fotovoltaica. Al 40% dunque a Termini Imerese si continuerà a produrre auto. Chissà che non saranno davvero delle De Tomaso.

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Tag: Mercato , auto italiane , produzione


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