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pubblicato il 15 settembre 2010

Senza incentivi crolla anche l'auto a metano

Federmetano ci parla di un -50% per il 2010 che mette a rischio 5 anni di crescita

Senza incentivi crolla anche l'auto a metano

Gli incentivi alle auto a metano "non sono un modo per drogare il mercato, ma l'unico modo (o comunque il più intelligente) per consentire a questo carburante di colmare il gap negativo in termini di rete distributiva rispetto agli altri carburanti". Ne è convinto Dante Natali, presidente di Federmetano ed a capo dell'Osservatorio Metanauto, il quale - intervistato da OmniAuto.it - ha ricordato come in ballo ci sia lo sviluppo della rete, "soprattutto in quelle regioni dove tale rete è particolarmente carente". Nel bel mezzo dello sciopero dei benzinai, quindi, torniamo a parlare dell'affermazione del metano per auto, oggi fermo all'1,5% dei carburanti per auto in Italia.

2010, UNA PESSIMA ANNATA
In Italia il parco circolante di auto alimentate a metano ha toccato quota 612.211 a fine 2009, con una crescita del 78% rispetto al 2005. Un ottimo risultato, ma non abbastanza, considerando che, sebbene "fare previsioni sui numeri è sempre rischioso", come ha ricordato Natali, "è evidente che il settore si attesterà su valori di immatricolazione molto inferiori all'anno 2009". Gli analisti parlano addirittura di un -50%, con 70.000-72.000 unità tra veicoli OEM ed in after-market. "Il dato è poco confortante anche perchè i primi 3 mesi del 2010 sono comunque stati interessati dagli incentivi e pertanto hanno contribuito a migliorare il dato complessivo", ha sottolineato Natali. La rapida crescita degli ultimi 5 anni (il parco circolante è quasi raddoppiato) rischia di arrestarsi e se la rete distributiva non si sviluppa è evidente che le immatricolazioni e le trasformazioni non riusciranno a decollare, poichè tanti potenziali utenti non sceglieranno il metano semplicemente perchè non potrebbero fare rifornimento.

UN'ITALIA DIVISA
A questo proposito vale la pena fare il punto sulla distribuzione del metano in Italia. La crescita non è affatto omogenea ed è anzi molto diverse a seconda della regione che si prende in esame. La regione in cui il parco circolante è aumentato di più negli ultimi cinque anni è stato il Lazio (+367%), seguito dal Piemonte (+328%) e dalla Valle D'Aosta (+252%), mentre le regioni in fondo alla classifica sono la Puglia (+53%), l'Umbria (+42%), la Sardegna (+42%), e le Marche (+39%). "In generale si può dire che la crescita è stata maggiore nelle regioni in cui il mercato non era ancora decollato - ha spiegato Natali -. Dove, invece, tradizionalmente il metano aveva già una buona diffusione (ad esempio in Emilia Romagna, Marche, Veneto) non si sono sperimentate percentuali di crescita così alte. Questo perché il mercato era più maturo e la capacità di assorbimento di nuove auto alimentate a metano era più limitata". Riguardo alla situazione della Sardegna è importante specificare che, dal momento che in questa regione la rete di distribuzione del metano per autotrazione è assente, le auto a metano che fanno parte del parco circolante di questa regione sono state acquistate da persone che pur con la residenza in Sardegna le utilizzano sul continente.

LE RAGIONI DEL METANO
Parlare con il presidente di Federmetano è stata anche l'occasione per tornare sulle "ragioni" del Metano per autotrazione. Sono anni che in Parlamento si discute della sua incentivazione e l'anno scorso, presso la Sala della Mercede alla Camera dei Deputati, è stato presentato il "Libro Bianco sul metano per autotrazione", che in cento pagine - per il momento riservate agli addetti ai lavori - fotografa lo stato attuale di diffusione di questo tipo di carburante e ne ricorda le principali tappe di sviluppo anticipandone i prossimi passi verso la progressiva popolarizzazione. Ma è "un cane che si morde la coda". Il non rinnovo degli incentivi auto 2010 è stato un duro colpo per il metano in Italia, e proprio mentre questo carburante alternativo sta cominciando a interessare l'America. Non solo l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, vuole che la tecnologia Fiat "Natural Power" sbarchi negli USA tramite vetture Chrysler alimentate a metano, ma un'azienda italiana leader nel settore come la Landi Renzo ha avviato attività ad hoc negli States tramite la controllata "Landi Renzo USA Corporation". Nel futuro del metano c'è anche la mescola con il Diesel, ma di fatto resta il gap infrastrutturale dell'Italia. La distribuzione è arrivata a quota 793 aree di servizio e l'Emilia Romagna è ancora la regione con più distributori, ma Federmetano ne chiede di più.

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Tag: Mercato , metano , incentivi


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