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pubblicato il 2 settembre 2010

Patente: scatta il ritiro immediato se…

Si commette un’infrazione, causando un incidente con lesioni

Patente: scatta il ritiro immediato se…

Il ritiro immediato della patente in caso di incidenti con lesioni è stato appena introdotto dal nuovo Codice della strada e già la regola è stata applicata in un caso: è successo il 13 agosto a un 51enne, fermato dalla Polstrada di Rimini dopo aver causato un sinistro con feriti sulla statale Adriatica. La norma è oggetto di discussioni, perché basta un tamponamento con lesioni (come il banale colpo di frusta) ad avere come conseguenza il ritiro immediato della patente. E non serve neppure che le lesioni siano gravi (ovvero superiori ai 40 giorni), come erroneamente riportato.

TUTTO NELL'ARTICOLO 222
La norma in questione è l'articolo 222, comma 2, del Codice della strada: prevede che chiunque, a seguito di una qualsiasi violazione del Codice della strada, cagioni lesioni personali derivanti da un sinistro stradale, subisce il ritiro immediato della patente. L'agente o l'organo accertatore della violazione ritira immediatamente la patente e la trasmette, unitamente al rapporto, entro 10 giorni, tramite il proprio comando o ufficio, al Prefetto: questi dispone la sospensione della patente, fino a un massimo di tre anni.

QUALCHE ESEMPIO
Tecnicamente, la norma viene applicata secondo procedure note agli organi di Polizia stradale. Vi possono essere casi in cui in un sinistro vi siano feriti che perdano copiosamente sangue o siano privi di conoscenza. In queste situazioni, la presenza delle lesioni è evidente e quindi gli accertatori provvedono inizialmente alla salvaguardia della vita e dell'integrità delle persone coinvolte chiamando immediatamente personale medico sul posto. Nel caso in cui le persone siano coscienti, e non presentino danni visibili, ma lamentano dolori e fastidi, sarebbe opportuno l'intervento di personale medico sul posto. Comunque, non è l'organo di Polizia che stabilisce la presenza delle lesioni, che vengono accertate mediante l'acquisizione del referto medico, documento che completa le procedure di rilevamento del sinistro.

CURE MEDICHE
Va da sé che per il ritiro immediato della patente debba esserci il ricorso a cure mediche, da parte delle vittime, contestuale alle operazioni di rilevamento dell'incidente. Rimane, in ogni caso, una certa aleatorietà sull'efficacia reale della normativa: in questi casi, molto spesso emerge l'italico malcostume di "vittimizzarsi" a prescindere dai danni effettivamente subiti. E quando si fa ricorso a cure mediche (che in pronto soccorso sono gratuite), raramente il personale sanitario redigerà un referto "in assenza di prognosi", se non altro perché un microtrauma cervicale, per esempio, può dare i classici sintomi del "colpo di frusta", ma è così difficilmente rilevabile che un medico, anche in assenza di un riscontro documentale (magari con una Tac), deontologicamente, dovrà esprimersi su una prognosi, per quanto breve; se non altro in via cautelativa. Alla fine sicuramente ci sarà un positivo giro di vite per la sicurezza, ma avremo anche tante patenti che "salteranno" per la poca serietà del "furbetto" di turno.

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Attualità , codice della strada , patente a punti


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