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pubblicato il 1 settembre 2010

Fiom si mobilita, ma apre al dialogo con Fiat

Indetta per il 16 ottobre a Roma la manifestazione in "difesa della democrazia"

Fiom si mobilita, ma apre al dialogo con Fiat

Per uscire dalla crisi economica serve un nuovo modello di sviluppo industriale, che tuteli il lavoro e migliori la qualità degli investimenti. Ne è convinta la Fiom, l'unica sigla sindacale a non aver accettato le regole imposte da Fiat a Pomigliano d'Arco (Napoli) e la stessa che il 24 agosto scorso ha denunciato l'azienda per non aver rispettato la sentenza del giudice del lavoro che reintegrava nello stabilimento di Melfi (Potenza) due delegati Fiom e un operaio licenziati per "rappresaglia antisindacale contro le azioni di lotta in corso sulle condizioni di lavoro". "E' il momento di mettere al centro il lavoro", ha detto oggi il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, durante una conferenza stampa organizzata a Roma per illustrare la manifestazione che si svolgerà nella Capitale il 16 ottobre.

L'obiettivo della mobilitazione dei metalmeccanici della Cgil è multiplo. I temi centrali saranno cinque: il lavoro inteso come bene comune, il diritto al lavoro e la sua difesa, il rispetto della legalità e la tutela della democrazia. E proprio di "democrazia" ha più volte parlato Landini, che ha espresso la viva preoccupazione per l'atteggiamento dell'amministratore delegato Sergio Marchionne, il quale, dice Landini, durante l'ultimo incontro con le parti sociali avrebbe detto di non voler scendere a patti con nessuno riguardo al suo "piano aziendale". Né lo Stato, né i sindacati avrebbero, secondo il sindacalista, voce in capitolo, mentre la Fiom si dice aperta al dialogo.

Maurizio Landini ha promesso la massima disponibilità ad una "vera trattativa", ricordando che "i più interessati ad una produzione efficiente sono proprio gli operai, che non hanno molte altre alternative. Non possono andare a produrre altrove". Secondo Landini nel nostro Paese c'è bisogno di ripensare il rapporto tra azienda e sindacati con molta "pazienza", aprendo un dialogo che non porti alla cancellazione dello Statuto dei lavoratori, come invece sarebbe avvenuto a Pomigliano d'Arco. La minifestazione del 16 ottobre servirà anche a questo, promette Landini: a far sapere che su certe condizioni imposte ai lavoratori non si può essere d'accordo.

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Tag: Attualità , produzione , lavoro , roma


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