dalla Home

Mercato

pubblicato il 30 agosto 2010

Incentivi auto 2010: servono ancora

Il Presidente del Centro Studi Promotor lancia l'appello

Incentivi auto 2010: servono ancora

Gli incentivi auto 2010 servono ancora. La crisi delle immatricolazioni non è finita e mercoledì, quando verranno resi noti i dati ufficiali di luglio e agosto, se ne avrà la prova, perché certamente saranno ancora una volta negativi. Infatti, se il primo trimestre dell'anno, sostenuto dalla fase conclusiva degli incentivi statali 2009, ha chiuso con un lieve rialzo (1,1%), il secondo trimestre è crollato del 20%. Un dato che, in termini unitari, secondo l'Unrae, significa per l'Italia una perdita di oltre 400.000 vetture immatricolate e oltre un miliardo di euro di sola IVA per l'Erario. E se continuerà così e il 2010 chiuderà a quota 1.900.000 immatricolazioni, come previsto da Gian Primo Quagliano, Presidente Centro Studi Promotor, Gl Events, "solo per l'Iva vi sarà un minor gettito di entità superiore allo stanziamento che sarebbe necessario per finanziare un nuovo programma di incentivi statali", scrive oggi Quagliano sul Sole24Ore.

Per "risollevare le sorti dell'annata e gettare un ponte verso un 2011 auspicabilmente migliore" ci vorrebbero quindi, secondo Quagliano, nuovi incentivi statali. A chiederlo, con grande forza, sono prima ancora i concessionari, che più di altri soffrono la crisi dell'auto. Le case automobilistiche infatti, come ricorda Quagliano, possono trovare una compensazione alla situazione italiana in altri paesi. "I marchi premium, ad esempio, stanno facendo grandi affari in Cina e in India e lo stesso Gruppo Fiat mette in casa abbondanti raccolti in Brasile e in altri mercati trainanti, senza contare le possibilità offerte dal mercato Usa".

Autore:

Tag: Mercato


Top