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Retrospettive

pubblicato il 29 agosto 2010

Alfa Romeo Brera e Spider

La coupé e la scoperta del Biscione chiudono una carriera durata poco più di 5 anni

Alfa Romeo Brera e Spider
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La storia dell'Alfa Romeo Brera e della derivata Alfa Romeo Spider si avvia alla sua conclusione, dopo cinque anni di carriera che non rappresentano un successo assoluto, ma che hanno dato vita ad una folta schiera di estimatori ed appassionati. In effetti la storia dell'Alfa Brera prima e della Spider poi è stata segnata dall'apprezzamento del mercato per le belle linee ideate nel 2002 da Giorgetto Giugiaro, per le motorizzazioni moderne e dalla contemporanea difficoltà incontrate delle due sportive del Biscione nell'affrontare la concorrenza delle avversarie tedesche e quella interna dell'Alfa GT di Bertone.

LA CONCEPT DI GIUGIARO
Nel marzo del 2002 il Salone di Ginevra propone l'inedita Alfa Romeo Brera concept by Italdesign, una concept molto gradevole e grintosa disegnata dallo stesso fondatore Giorgetto Giugiaro. Le forme sono quelle filanti e sportive di una vera coupé con grande cofano anteriore sotto cui si nasconde il V8 di origini Maserati da 4 litri e 400 CV, abitacolo arretrato e due soli sedili praticamente appoggiati sull'asse posteriore della trazione. Il frontale con 6 piccoli fari circolari scoperti detta un nuovo stile che sarà ripreso anche dall'Alfa 159, mentre le portiere ad apertura verticale rimangono una spettacolare concessione alle pure dream car. Con misure di 4.388x1.894x1.289 mm e un passo di 2.595 mm la Brera dell'Italdesign risulta più corta, larga e bassa della Brera di serie del 2005, pur con un interasse più lungo di 60 mm per ospitare la prestigiosa meccanica V8. La Brera concept, la cui carrozzeria è in fibra di carbonio, riceve lusinghieri apprezzamenti da parte del pubblico e della stampa, guadagnandosi il titolo di "Best of Show" sia a Ginevra, da parte di Autoweek, che al successivo Concorso d'Eleganza Villa d'Este.

LA PRODUZIONE PININFARINA
L'Alfa Romeo Brera di serie è una coupé 2+2 che viene commercializzata a partire dal dicembre del 2005 e modifica sostanzialmente l'impostazione meccanica e lo spirito della Brera concept, ma ne mantiene comunque parte dello stile, a cominciare dall'affilato e originale frontale. A trasformare il sogno di Giugiaro in una vettura di grande produzione è la Pininfarina, che si limita ad eliminare i caratteri troppo lontani dalla produzione. Le portiere diventano più corte e ad apertura tradizionale, il grande montante posteriore viene alleggerito con l'aggiunta di un finestrino posteriore e parte delle forme più ardite vengono leggermente addolcite. Dallo stabilimento Pininfarina di San Giorgio Canavese (TO) cominciano ad uscire i primi esemplari di serie con trazione anteriore o integrale, nelle versioni 2.2 JTS e 3.2 JTS V6 Q4 Sky Window.

SI PARTE CON I BENZINA
Nei primi mesi di commercializzazione, a cavallo fra la fine del 2005 e i primi mesi del 2006 gli unici modelli dell'Alfa Romeo Brera sono quindi a benzina, con la base di partenza rappresentata dal 4 cilindri della 2.2 JTS a trazione anteriore e dal V6 della 3.2 JTS con trazione integrale permanente Q4. La Brera 2.2 JTS dispone di 185 CV e con un peso di 1.490 kg è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi, raggiungendo i 222 km/h. A partire dal febbraio del 2007 la 2.2 JTS viene offerta anche con cambio robotizzato Selespeed (Magneti Marelli) e dall'inizio del 2008 riceve, come tutte le altre Brera, un leggero restyling a livello di interni e cerchi in lega, cosa che le consente di essere ancora presente nell'attuale listino della Brera. Nonostante la produzione di Pininfarina, dietro al passaruota anteriore compare fino al 2009 la targhetta "Design Giugiaro", a ricordare il nome del primo ideatore di queste forme. Nell'equipaggiamento di serie sono compresi i cerchi in lega da 17", la radio con lettore CD, il clima automatico bi-zona e i comandi al volante, mentre la versione Sky Window ha anche il tetto panoramico in vetro.

V6
Ancor più sportiva è la 3.2 JTS V6 Q4, mossa dal 6 cilindri a 32 valvole che fornisce 260 CV e 322 Nm. La velocità massima è di ben 240 km/h e l'accelerazione sui 100 km/h da fermo è di 6,8 secondi; la trazione è del tipo integrale permanente e i consumi combinati si attestano sugli 11,5 l/100 km, contro i 9,4 l/100 km della 2.2 JTS. La versione più recente della Brera V6 è la 3.2 JTS V6 a trazione anteriore del 2008, accreditata di una punta velocistica di 250 km/h e dotata di controllo della stabilità, antipattinamento, MSR e Hill Holder. Sempre dal 2008 è poi disponibile anche la 3.2 JTS V6 Q4 con cambio automatico elettroattuato Q-Tronic (Aisin).

ARRIVANO I DIESEL
Al Salone di Ginevra del 2006 viene presentata l'Alfa Romeo Brera 2.4 JTDm 20V dotata del cinque cilindri diesel common rail da 200 CV e 400 Nm che spinge la coupé del Biscione fino a 228 km/h e le permette di fiondarsi da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. La versione con cambio manuale a 6 marce rimane in produzione fino al 2007 e sopravvive nell'attuale listino solo nella versione Q-Tronic con cambio automatico-sequenziale. A metà del 2007 la versione da 200 CV viene infatti sostituita dal 2.4 JTDm 20V da 210 CV, grazie al quale la Brera può vantare 231 km/h di velocità massima, scatto 0-100 invariato e consumi sempre nell'ordine dei 6,8 l/100 km. La più giovane rappresentante della gamma Brera a gasolio è la 2.0 JTDm da 170 CV e 360 Nm che debutta al Salone di Ginevra del 2009, accreditata di 218 km/h di velocità massima, 8,8 secondi da zero a cento e soprattutto un consumo combinato di 5,4 l/100 km.

1750 TBi
Modello particolarmente interessante dal punto di vista della cilindrata e della potenza è la Brera 1750 TBi, sempre del 2009, mossa dal 4 cilindri di 1.742 cc (Euro 5) con iniezione diretta e turbocompressore. La potenza massima di 200 CV e la coppia di 320 Nm le consentono di arrivare a 235 km/h (Tutor permettendo...), di scattare da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi e di consumare mediamente 8,1 l/100 km.

LE SERIE SPECIALI
Le più interessanti serie speciali realizzate ufficialmente sono la Brera S del 2008 e la Brera Italia Independent del 2009. In entrambi i casi si è trattato di modelli realizzati in collaborazione con altri e basati sulle sportive versioni 2.2 JTS e 3.2 JTS V6 a trazione anteriore. L'Alfa Romeo Brera S è stata prodotta in 500 esemplari grazie all'inglese Prodrive che ha modificato l'assetto e alleggerito la vettura fino a 100 kg, adottando anche cerchi in lega da 19". La Brera Italia Independent è invece caratterizzata da una tiratura di 900 pezzi, verniciatura opaca Titanio, cerchi da 18" e finiture speciali nell'abitacolo. In questo caso la trazione può essere anteriore o integrale Q4, mentre la scelta del cambio è fra manuale, Selespeed e Q-Tronic. A queste si aggiungono poi la rara Alfa Brera 3.2 JTS Q4 Q-Tronic White Edition realizzata solamente per il mercato giapponese e l'Alfa Romeo Brera TI del 2008.

LA BRERA USATA
Il mercato dell'usato offre al momento una buona scelta di modelli piuttosto recenti e limitandosi a dare un'occhiata alle vetture dei primi anni di commercializzazione è possibile trovare prezzi tutto sommato abbordabili per chi cerca una coupé 2+2 dal carattere sportivo e dalle linee grintose. Consultando uno dei tanti siti web dedicati agli annunci di auto usato è possibile trovare una Brera 2.2 JTS del 2006/2007 a prezzi compresi fra i 14.000 e i 16.000 euro, come ad esempio l'esemplare nero del 2007 con 35.000 km offerto a 14.000 euro su Autoscout24. Fra i 16.000 e i 20.000 euro si attesta invece la quotazione delle Brera 3.2 JTS V6 Q4 dello stesso periodo. Quotazioni quasi uguali per le versioni 2.4 JTDm del biennio 2006/2007, con un'offerta abbondante e qualche chilometro in più sulle spalle. Qualche buona occasione la si può trovare anche fra le ex auto aziendali o dimostrative, solitamente con chilometraggi molto bassi.

ALFA ROMEO SPIDER
Il suo nome ufficiale è Alfa Romeo Spider (sigla di progetto 939) e segue la nomenclatura avviata dalla mitica Duetto, ma potrebbe benissimo chiamarsi Alfa Brera Spider, visto che si tratta in pratica della versione scoperta della coupé Brera. Alla delicata opera di rimozione del tetto e di ridefinizione delle linee ci pensano il Centro Stile Alfa Romeo e Pininfarina, che realizza una roadster decisamente piacevole e firmata sui fianchi con lo stemma di "Pinin". La nuova Spider viene presentata al Salone di Ginevra del 2006 e si caratterizza per la capote in tela, l'accenno di pinne sul cofano bagagli posteriore e un'impostazione meccanica che rispecchia esattamente quella della Brera.

DUE POSTI E CIELO APERTO
I primi due modelli di Alfa Spider disponibili a partire dal 2006 sono i già decritti 2.2 JTS e 3.2 JTS V6 Q4, seguiti nel 2007 dal 2.4 JTDm 20V da 200 CV. L'abitacolo ha due soli posti e la capote in tela che si ripiega sotto l'apposito coperchio lascia scoperti i due rollbar di sicurezza posti dietro ai poggiatesta. Con il restyling del Salone di Ginevra 2008 viene aggiornato il design dei sedili, lo stile della plancia e della strumentazione, viene ridotto il peso complessivo e diventano di serie il differenziale autobloccante elettronico Q2 e la capote elettrica. Nella stessa occasione debutta anche la Spider 3.2 JTS V6 24V a sola trazione anteriore, vettura da 250 km/h. Come accaduto sulla Brera, nel 2008 anche la Spider adotta il rinnovato 2.4 JTDm 20V da 210 CV in luogo di quello da 200 CV, destinato a rimanere in listino sulla Q-Tronic. Il Salone di Francoforte 2009 porta in dote all'Alfa Spider le nuove motorizzazioni 1750 TBi a benzina e 2.0 JTDm 170 CV a gasolio, ultimi sprazzi di un modello che si avvicina al pensionamento dopo poco più di 4 anni di produzione.

SPIDER SPECIALI
Come per la Brera si contano due sole versioni speciali dell'Alfa Spider, denominate "Mille Miglia" e "White Edition". L'Alfa Romeo Spider Mille Miglia è stata presentata in occasione della Mille Miglia 2008 e "tirata" in soli 11 esemplari, caratterizzati dalla verniciatura Rosso 8C, pinze freni rosse, logo Quadrifoglio Verde sui passaruota davanti e interni in pelle nera con cuciture rosse. Il motore è il 3.2 JTS V6, la trazione è anteriore con dispositivo Q2. L'Alfa Romeo Spider White Edition è invece una 2.2 JTS Selespeed in serie speciale per il Giappone di fine 2008 riconoscibile per la tinta bianca metallizzata, gli interni in pelle rossa e i cerchi in lega di colore argento chiaro.

L'USATO SPIDER
Trattandosi di un modello scoperto e dal debutto più recente, l'Alfa Spider continua a mostrare un livello di prezzi maggiore rispetto alla Brera anche nel mercato dell'usato, dove una Spider 2.2 JTS del biennio iniziale 2006/2007 viene venduta a prezzi oscillanti fra i 16.000 e i 20.000 euro. Valga come esempio l'esemplare del 2007 con 26.500 km venduto a 17.700 euro su Autoscout24. Più scarsa è l'offerta delle prime Spider 3.2 JTS V6 Q4, le cui quotazioni stanno però attorno ai 19.000/23.000 euro. Con gli stessi soldi è possibile acquistare un esemplare usato delle prime Spider 2.4 JTDm da 200 CV.

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Tag: Retrospettive , Alfa Romeo , auto italiane


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