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pubblicato il 30 agosto 2010

Grandi opere, il Governo spinge

Dal 7 settembre diventa obbligatoria la tracciabilità dei flussi finanziari

Grandi opere, il Governo spinge

Stop ai soldi in contanti: dal 7 settembre diventa obbligatoria la tracciabilità dei flussi finanziari per pagare appalti e interventi con finanziamenti pubblici. Lo prevede il Piano straordinario contro le mafie (legge 136, Gazzetta Ufficiale 196 del 23 agosto 2010). Il meccanismo della tracciabilità è simile a quello adoperato per combattere il riciclaggio di denaro sporco: si obbliga a usare conti correnti bancari o postali, così resta sempre una traccia di quanto sborsato. Una norma che segue l'indirizzo dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere. L'obiettivo del Governo è velocizzare la costruzione di infrastrutture, settore nel quale la mafia sa di poter infiltrarsi per fare affari d'oro, specie al Sud Italia. Grazie ad appalti e subappalti telecomandati ad arte.

TUTTO SOTTO CONTROLLO
Diverrà operativo anche l'obbligo di indicare, al momento di ogni singola operazione finanziaria, il Cup, Codice unico di progetto assegnato all'investimento pubblico. Pure dipendenti e consulenti esterni, nonché fornitori di beni e servizi andranno pagati con un conto corrente specifico, "dedicato". Se si sgarra, c'è la nullità dei contratti; in caso di omessa tracciabilità di entità rilevante, sanzioni pecuniarie tra il 2 ed il 20% della transazione.

PER IL SUD
Il premier Silvio Berlusconi intende creare una banca del Sud per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali, concentrando inoltre i fondi europei su grandi iniziative strategiche (ponte sullo Stretto, completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria): "Dal 2002 al 2009, nonostante due anni di blocco del governo Prodi, sono stati triplicati gli interventi ubicati nel Mezzogiorno, su un valore di opere approvate dal Cipe già cantierate o affidate, pari a circa 68 miliardi di euro". Ma non basta: serve anche un freno alle richieste compensative dei Comuni attraversati dai cantieri, oltre a un utilizzo migliore delle risorse dei Fondi per le aree utilizzate (Fas): per quanto riguarda la programmazione 2000-2006, il Meridione ha speso appena il 38% di quanto messo a disposizione dallo Stato, contro il 65% del Nord. In arrivo altri 27 miliardi di euro per il periodo 2007-2013; però, prima di poterne usufruire, le Regioni dovranno impiegare in nuove opere i fondi vecchi in precedenza non utilizzati.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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