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pubblicato il 26 agosto 2010

Applausi a Rimini per Sergio Marchionne

Il suo discorso è piaciuto a molti, ma non a tutti. Smentita la vendita di Alfa

Applausi a Rimini per Sergio Marchionne

Applausi in platea e manifestanti fuori. Il primo intervento pubblico in Italia dell'amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, dopo lo scoppio del caso di Melfi e il pic nic offerto ieri in America ai dipendenti Chrysler, ha diviso l'Italia. Quando oggi al Meeting di Rimini il manager italo-canadese ha ringraziato i leader di Cisl e Uil che "stanno accompagnando questo processo di trasformazione dell'industria dell'auto in Italia" in molti lo hanno applaudito e poi, quando riferendosi al caso di Melfi ha detto di credere che "sia onesto usare i diritti di pochi per piegare i diritti di molti", ha ricevuto altri consensi. Fuori invece faceva rumore la contestazione dei militanti di Rifondazione Comunista.

IL DISCORSO DI MARCHIONNE
Il discorso di Marchionne al Meeting di Rimini non è stato solo uno slancio di parole, ma un sapiente dosaggio di messaggi e immagini. I passaggi salienti sono stati accompagnati da fotografie, come quelle di due impronte sulla sabbia quando ha parlato del suo trasferimento in Canada dall'Abbruzzo ("Avevo 14 anni quando la mia famiglia si è trasferita in Canada. Vi confesso che non è stato facile...") o quelle di un aereo che decolla mentre racconta "quando ho assunto la guida della Fiat". Immancabile una foto del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama quando ha parlato dell'Alleanza con Chrysler. Ma il messaggio all'Italia è stato tutt'altro che dolce. "Non siamo più negli anni '60" e occorre "abbandonare il modello di pensiero" che vede una "lotta fra capitale e lavoro e fra padroni e operai", ha detto, riferendosi alla situazione negli stabilimenti nazionali. Dopo la lunga querelle sul rilancio di Pomigliano d'Arco, nei giorni del caso di "Melfi" l'ad tiene a precisare che "chi entra in Fiat entra in un ambiente in fermento, che cambia in continuazione. Il suo pregio è la capacità di movimento, la reazione in tempi brevissimi". Insomma il sindacalismo in Italia deve cambiare. Secondo Marchionne se qualcosa non viene modificato nel modo di trattare tra parti sociali e azienda, l'Italia non crescerà mai e continuerà a non essere competitiva (per essere sicuri di quanto Marchionne ne sia convinto basti ricordare l'investimento appena approvato dal Lingotto in Serbia). Quanto a possibili nuove collaborazioni industriali, Marchionne si è detto sempre pronto, ma riguardo alle indiscrezioni degli ultimi giorni sulla cessione di Alfa Romeo a Volkswagen ha negato. "Se ho detto che non la vendo, vuol dire che la mia risposta è no. Con Volkswagen non ci sono rapporti. Parliamo con loro, con i francesi, con tutti, parliamo sempre e parliamo di tutto".

LA DELUSIONE DEGLI OPERAI
Le parole dell'amministratore delegato hanno deluso gli operai Fiat. "È chiaro che Marchionne vuole stare sopra la legge e sopra lo Stato", ha detto Giovanni Barozzino, uno dei tre operai licenziati e poi reintegrati a Melfi, secondo cui l'ad "non ha rispettato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che aveva invitato ad abbassare i toni". Poi l'operaio incalza: "Vuol far credere che ha sofferto - ha detto Barozzino - ma anch'io sono stato in Canada da emigrante, quando avevo 16 anni, a lavorare per aiutare le mie sorelle più piccole di me, dopo il terremoto del 1980. Quindi non accetto lezioni di vita da Marchionne: la mia famiglia mi ha insegnato educazione, rispetto e dignità".

LA NUOVA CONVOCAZIONE
Fiat e Fiom si ritroveranno davanti al giudice del Lavoro di Melfi, che ha deciso il reintegro dei tre dipendenti licenziati, il prossimo 21 settembre per chiarire le modalità corrette di applicazione della sentenza con cui lo scorso 9 agosto venne decretato il reintegro dei tre dipendenti. L'udienza davanti al Tribunale per il ricorso presentato da Fiat è invece stata convocata per il prossimo 6 ottobre. Intanto, Marchionne si è detto pronto oggi ad incontrare il segretario generale della Cgil, Gugliemo Epifani, dopo la richiesta da parte di quest'ultimo di poter riprendere il dialogo e discutere di nuovi contratti.

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Tag: Attualità , Fiat , lavoro


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