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pubblicato il 21 agosto 2010

Power Balance: chi ci crede?

C'è chi dice di guidarci meglio. Intanto, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria

Power Balance: chi ci crede?

Di solito, c'è la canzone tormentone dell'estate. Quest'anno c'è il "monile tormentone". È il Power Balance, un braccialetto colorato di silicone e di neoprene: addirittura, qualche automobilista pensa che indossandolo si riesca a guidare meglio, più concentrati. Un vero aiuto, specie nei lunghi viaggi estivi. Ma adesso il braccialetto è finito nel mirino dell'Antitrust, che ha avviato un'istruttoria per possibile pratica commerciale scorretta nei confronti delle due società che lo distribuiscono e lo commercializzano. Esattamente, le due aziende sono la Power Balance Italy (che distributrice) e la Sport Town (che commercializza). Dove sta il problema? Nel fatto che "le due società, nelle loro comunicazioni commerciali, attribuiscono ai braccialetti effetti positivi sull'equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese alle collanine con ciondolo che completano la gamma". Di qui, l'uso dei braccialetti anche per guidare meglio.

SERVONO LE PROVE
Ora le due società dovranno, entro 15 giorni, fornire un'idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa "l'istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell'individuo". In più, dovrà essere provata l'assenza di eventuali controindicazioni per la salute.

PARLA L'ESPERTO
"Una cosa che sa di new age o esoterismo spinto, ma non obbedisce ad alcuna legge o attività scientifica accertata". Parola di Walter Santilli, ordinario di Fisiatria nell'Università La Sapienza di Roma. Vediamo come viene argomentata la stroncatura in una nota riportata dall'ANSA: "Il braccialetto parla di effetti su funzioni come forza, equilibrio e coordinazione, che sono legati al sistema nervoso. Quando ci si collega al sito della Power Balance, ci appare un ologramma, un disegno, che secondo l'azienda stimolerebbe il sistema biologico in modo tale da migliorare le performance. A questo punto il quesito del medico è questo: come può un disegno produrre effetti magnetici e influenzare l'organismo umano? Se davvero fosse così, scomparirebbe tutta la medicina riabilitativa. Dovunque ci sia un campo elettrico c'è anche attività elettromagnetica. Questo però non vuol dire che tutti i campi elettromagnetici influenzino il nostro fisico. Altrimenti anche stare davanti al frigorifero o alla televisione per molte ore produrrebbe degli effetti, positivi o negativi, e se fossero così dirompenti come vengono propagandati, ne deriverebbe che saremmo una popolazione di malati o di super sani".

EFFETTO PLACEBO?
Ma allora perché il braccialetto ha successo? Santilli parla di effetto placebo: "In medicina è studiato da molto tempo, come reazione dell'organismo alle suggestioni. Succede che una persona che non riesce a raggiungere una certa prestazione, con un placebo non raggiunge magari proprio quella prestazione, ma si migliora molto. Se il braccialetto fosse in grado di alterare i risultati sportivi, si dovrebbe muovere l'antidoping". Insomma un'illusione, anche per chi guida.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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