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pubblicato il 19 agosto 2010

In Scozia l'auto va a whisky

L'università di Edimburgo brevetta il nuovo carburante e pensa ad un'azienda

In Scozia l'auto va a whisky

Dal siero del latte alle alghe marine, passando per l'olio fritto. Nel motore delle automobili ci è finito davvero di tutto, ma mai prima d'ora ci era andato il whisky. Scuccede in Scozia, patria del rinomato liquore, dove i ricercatori dell'Università Napier di Edimburgo hanno prodotto e brevettato il nuovo tipo di carburante ed ora stanno addirittura pensando di produrlo su larga scala attraverso la creazione di un'attività imprenditoriale. E' l'ultima frontiera del cosidetto "biocarburante", alternativa al petrolio su cui sono in corso diversi studi nel mondo.

In questo caso gli scozzesi hanno chiamato il carburante "butanolo", ricavandolo dalle sostanze che si depositano in fondo alle vasche usate per l'invecchiamento del whisky e dagli scarti del grano che viene fatto fermentare per produrre la bevanda alcolica. A differenza quindi di altri biocarburanti, la benzina a whisky viene prodotta solo da materiali di scarto. Tuttavia i limiti di questo tipo di alimentazione alternativa sono ancora da scoprire, senza contarne l'attuale illegalità, almeno in Italia. Il nostro codice della strada non ammette deroghe all'omologazione degli autoveicoli e prevede pesanti sanzioni per i trasgressori. Oltretutto la legge non consente di utilizzare carburanti sui quali non gravino accise, se non in casi particolarissimi. Se quindi nel nostro paese non è possibile rifornire l'auto con sostanza "fai da te", e sebbene sia stato inaugurato il primo distributore di bioetanolo, c'è ancora molta strada da percorrere prima di arrivare al vero consumo di biocarburante.

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Tag: Curiosità , carburanti alternativi


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