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Curiosità

pubblicato il 16 agosto 2010

Ford Mustang Boss 302

A 41 anni di distanza torna a Pebble Beach la leggendaria versione della pony car americana

Ford Mustang Boss 302
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La Ford Mustang Boss 302 ritorna e lo fa dopo ben 41 anni al concorso d'eleganza di Pebble Beach dove è oramai abitudine per molte case portare qualcosa di speciale, rivolto al presente, ma con chiari riferimenti al passato. E dopo il radicale rinnovamento della gamma motori per la celebre pony car americana, arriva anche il momento della nostalgia con versioni decisamente pepate, ma dal sapore tipicamente americano.

302 CUBIC INCHES? FANNO 5 LITRI...
Per chi non fosse avvezzo al motorismo USA, diciamo subito che il numero 302 sta per la cilindrata espressa in pollici cubici (cubic inches, per i puristi) pari ai 4.948 centimetri cubici del V8 della GT con distribuzione a doppio albero in testa per bancata con variatore di fase continuo e 4 valvole per cilindro alleggerite e riempite al sodio e condotti lucidati. Grazie anche ai pistoni forgiati e alle nuove bielle sinterizzate, questo V8 raggiunge un regime massimo di 7.500 giri/min e assicura una potenza di 440 CV e 515 Nm di coppia con un irrobustimento della curva di erogazione tra i 5.000 e 7.000 giri/min. Rivisto anche l'impianto di scarico per offrire un sound all'altezza di chi ha ascoltato il V8 della Boss del 1969 rendendolo più udibile anche grazie a 5 kg in meno di materiale fonoassorbente.

UNA FILOSOFIA MOLTO USA
La particolarità, oltre a essere più libero, è la presenza di una camera di risonanza, collegata a entrambi le direttrici provenienti dalle bancate, nella quale sono state sistemati dischi di smorzamento facilmente removibili o integrabili da valvole disponibili sul catalogo ufficiale o da altri ricambisti. Insomma, una filosofia molto americana che si vede anche nell'assetto dove le molle, rese più dure, sono facilmente regolabili con una chiave e un giravite attraverso un meccanismo presente sulla sommità dei duomi. Più smorzati anche gli ammortizzatori e più robuste le barre antirollio con un'altezza da terra ribassata per ben 11 mm anteriormente e 1 mm posteriormente, particolare che rivela la precisa volontà di privilegiare l'aderenza dell'avantreno e lasci giocare con le ruote posteriori sfruttando la possibilità di disattivare i controlli elettronici di stabilità e trazione e affidandosi solo al differenziale autobloccante a lamelle con dischi in fibra di carbonio oppure del tipo Torsen, disponibile a richiesta.

RUOTE E DINTORNI "MADE IN ITALY"
Molta Italia per ruote e dintorni visto che gli pneumatici sono Pirelli P Zero (255/40 anteriori e 285/35ZR posteriori) montati su cerchi da 19 pollici e i freni sono Brembo con pinze anteriori a 4 pistoncini e pastiglie ottimizzate per offrire presa e sensibilità al pedale. Questa mescolanza rende - secondo quanto dichiarato dalla Ford - la 302 Boss del 2010 la prima Mustang di serie a offrire un'aderenza laterale superiore a 1 G. Per questo anche l'impianto di lubrificazione è stato rivisto. Rivisto anche lo sterzo, che offre tre regolazioni a portata di pulsante, e rigorosamente manuale con leva sul pavimento il cambio a 6 rapporti con un rapporto al ponte di 3,73:1.

VESTITA COME AI BEI TEMPI
I nostalgici avranno pane per i loro denti anche dal punto di vista estetico. La fonte di ispirazione è la 302 Boss stradale, ma anche quella da corsa del duo Bod Moore/Parnelli Jones. Elemento distintivo è la lunga decalcomania a C che percorre tutto il fianco della vettura e quella che sottolinea la gobba sul cofano. Il tetto può essere bianco o nero e le tinte per la carrozzeria vanno dal Competition Orange al Performance White, dal Kona Blue Metallic allo Yellow Blaze Tri-Coat Metallic fino al Race Red. Tutti colori che fanno parte della tradizione Mustang. Aggiunti ovviamente spoiler anteriore e posteriore in modo da offrire la necessaria stabilità a una vettura in grado di raggiungere senza problemi 250 km/h. Alcantara e sedili Recaro per gli interni con accenti che sottolineano l'esclusività della Boss.

SCENDERE IN PISTA CON LA LAGUNA SECA
Per chi vuole andare oltre, c'è anche il pacchetto Laguna Seca. Al posto dei sedili posteriori c'è il roll bar che migliora la resistenza torsionale del 10%, le barre antirollio e le molle sono ulteriormente rinforzate, il differenziale è del tipo Torsen e il cambio ha innesti ravvicinati. Per raffreddare meglio i freni, sono stati aggiunti convogliatori specifici, mentre gli pneumatici hanno disegno e mescola di tipo racing. Più deportante anche l'aerodinamica con spoiler più evidenti e un fondoscocca più carenato. Cambia anche l'estetica con le decalcomania in rosso su due tinte disponibili (Black o Ingot Silver), così come in rosso sono il tetto e altri particolari. Per il motore solo modifiche di messa a punto che non mutano i dati di potenza e coppia, ma migliorano ulteriormente le caratteristiche di erogazione agli alti regimi. Secondo la Ford, la Laguna Seca guadagna un decimo di secondo in accelerazione, ma molto di più in pista e nelle sensazioni di guida degne di una vera street legal e anche di più.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Curiosità , Ford , auto americane


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