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pubblicato il 5 agosto 2010

L'Anas annulla gli aumenti dei pedaggi

Da mezzanotte tornano le vecchie tariffe. I consumatori chiedono rimborsi

L'Anas annulla gli aumenti dei pedaggi

In seguito al no del Consiglio di Stato al ricorso della Presidenza del Consiglio contro la sentenza del TAR del Lazio che ha giudicato illegittimi gli aumenti tariffari dei pedaggi introdotti lo scorso 1 luglio, l'Anas ha dato disposizione di sospendere gli aumenti a partire dalla mezzanotte di oggi in tutte le 26 tratte interessate, mentre per i titolari di Telepass il provvedimento è operativo dalla mezzanotte di ieri.

LA NOTA DELL'AISCAT
In una nota dell'Aiscat si legge: "AISCAT rende noto che in data odierna Anas ha comunicato a tutte le concessionarie autostradali di sospendere, nei tempi tecnici minimi necessari, le maggiorazioni tariffarie previste dalla manovra economica del governo a favore della stessa Anas ai sensi del comma 2 dell'art.15 DL 78/2010 ed applicate su 26 stazioni della rete autostradale italiana a pedaggio. Ciò per effetto delle ordinanze del TAR Lazio e del Tar Piemonte e della emissione del decreto emesso dal Consiglio di Stato nell'ambito di giudizi instaurati relativamente alla sospensione delle predette maggiorazioni tariffarie. Le concessionarie informano che l'adeguamento dei software di pista per rendere operativa la determinazione di ANAS potrà essere operativa con decorrenza dalle ore 24.00 del giorno 05 agosto 2010. L'adeguamento è operativo con decorrenza dalle 24.00 di oggi (ieri per chi legge, ndr) per i titolari dei sistemi Telepass con addebito su conto corrente che prevedono una fatturazione successiva al momento del transito autostradale".

LA LETTERA DI ZINGARETTI A BERLUSCONI
Proprio ieri Nicola Zingaretti, il Presidente della Provincia di Roma che aveva promosso per prima il ricorso al TAR contro gli aumenti, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per invitarlo a far applicare le ordinanze: ''Le scrivo per chiederLe a nome di questa Amministrazione e di tutta la comunità di abbassare i pedaggi sulle autostrade e di far quindi applicare all'Anas quanto stabilito dal doppio pronunciamento del Tar e del Consiglio di Stato. E' importante in un momento come questo essere dalla parte dei cittadini e far sentire loro che nessuno ne calpesta i diritti. I giudici hanno sospeso la validita' del decreto legislativo che aveva sancito l'aumento delle tariffe e i nuovi pedaggi: ora le istituzioni non possono tergiversare, ma devono prenderne atto e applicare la legge senza alcun indugio''. Da giovedì - conclude Zingaretti - ogni volta che un cittadino è stato o sarà costretto a pagare l'iniquo balzello si è concretizzata, o si concretizzerà, una autentica ingiustizia. Come presidente della Provincia di Roma sono determinato a combattere questa battaglia e mi auguro che Lei, in qualità di presidente del Consiglio e come più autorevole rappresentante della coalizione che ha assunto questa norma, abbia a cuore allo stesso modo i problemi delle persone normali e la credibilita' delle istituzioni''.

I CONSUMATORI CHIEDONO RIMBORSI
Il provvedimento dell'Anas arriva dopo che le associazioni dei consumatori hanno consigliato agli utenti di conservare le ricevute per procedere poi alle richieste di rimborso, avvisando Governo e il gestore di essere pronti ad azioni legali. La prima a muoversi è stata l'ADUC, che tramite la sen. Donatella Poretti aveva presentato già il 3 luglio un esposto alla Procura di Roma dopo un'interrogazione parlamentare. "Il Governo - spiega Carlo Rienzi del Codacons - deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari. In sostanza agli automobilisti deve essere restituito il maggior pedaggio pagato, fosse anche di pochi centesimi di euro, in quanto è stato palesemente violato un loro diritto, indipendentemente dall'entità del danno. Se ciò non avverrà, sarà possibile intentare una class action in favore degli automobilisti. Qualora poi, come si vocifera in ambienti bene informati, il Governo decidesse di fare il furbo e di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge, non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge in Consiglio dei Ministri, per truffa aggravata e Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità", conclude Rienzi. Anche Federconsumatori aveva deciso di diffidare l'Anas e sta valutando l'ipotesi di una class action e una inibitoria dell'Autorità giudiziaria a norma dell'art. 140 del Codice del consumo. Sempre secondo Federconsumatori con l'annullamento degli aumenti gli automobilisti "risparmieranno" 60 euro all'anno.

MA GLI AUMENTI SLITTANO AL 2011
Sulla questione dei rimborsi l'Anas attende il 31 agosto, data nel quale si riunirà il Consiglio di Stato per decidere nel merito sulla legge che ha dato il via libera al rincaro della tariffe, mentre il Governo ha intanto rinviato al 30 aprile 2011 l'introduzione dei pedaggi autostradali previsti nella manovra varata a fine maggio. Un ddl sui trasporti, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, prevede che l'emanazione del Dpcm con la definizione dell'applicazione dei pedaggi dovrà essere varato entro il 30 aprile 2011, mentre per coprire gli 83 milioni di euro che si prevedeva di incassare già nel 2010 si prevedono tagli ai ministeri.

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Tag: Attualità , autostrade


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