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pubblicato il 3 agosto 2010

Pedaggi: il Consiglio di Stato dice "no" al Governo

Rigettato il ricorso contro la sospensiva del TAR, ma gli aumenti rimangono in vigore

Pedaggi: il Consiglio di Stato dice "no" al Governo

Ancora uno stop all'aumento dei pedaggi autostradali deciso dal Governo Berlusconi con il decreto della manovra finanziaria 2011. A pochi giorni dalla decisione del TAR che ne ha sancito l'illegittimità, anche il Consiglio di Stato ha detto "no", rigettando la richiesta d'urgenza con cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Anas avevano chiesto di sospendere in via cautelare il provvedimento.

SI DECIDERA' IL 31 AGOSTO
Secondo i giudici della quarta sezione del Consiglio di Stato la situazione dell'aumento dei pedaggi autostradali "va conservata immutata in tutti i suoi aspetti sino alla decisione cautelare da parte del Collegio". Infatti, specificano i giudici, "non ricorrono gli estremi per una misura cautelare connotata dalla estrema urgenza" che invece chiedeva la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Consiglio ha così stabilito che l'appello del Governo contro l'ordinanza del TAR verrà "esaminato nel rispetto del contraddittorio tra le parti nella camera di consiglio fissata per il 31 agosto".

ZINGARETTI: "L'ANAS SI ADEGUI"
Grande soddisfazione da parte di Luca Zingaretti, presidente della Provincia di Roma che aveva presentato insieme a 41 Comuni romani il ricorso al TAR del Lazio contro l'aumento delle tariffe e l'introduzione del pedaggio in molte tratte in cui non era presente. "Adesso, al più presto, l'Anas si adegui alla decisione presa dal TAR e confermata dal Consiglio di Stato di diminuire i pedaggi perché chi amministra la cosa pubblica deve rispettare la legge senza atteggiamenti servili con i potenti e lassisti con le persone normali".

MA I PEDAGGI RIMANGONO
Nonostante la sospensiva gli aumenti sono infatti ancora in vigore. "Ciò significa - spiega il Presidente del CODACONS Carlo Rienzi - che ad oggi gli aumenti dei pedaggi introdotti dal Governo sono illegittimi, e che se non verranno ripristinate le vecchie tariffe potrebbero configurarsi addirittura dei reati a danno degli utenti, quali appropriazione indebita e truffa aggravata. Per questo motivo abbiamo invitato una segnalazione a varie Procure della Repubblica come Roma, Rieti e Pescara, affinché valutino l'opportunità di intervenire aprendo fascicoli a tutela degli utenti delle autostrade".

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Tag: Attualità , autostrade


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