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pubblicato il 2 agosto 2010

Mercato auto: a luglio -26%

152.752 auto immatricolate, il dato più basso dal 1994

Mercato auto: a luglio -26%

Meno 25,97%: il mercato dell'automobile in Italia a luglio continua a precipitare, segnando un decremento ancora più accentuato rispetto all'andamento delle immatricolazioni dello scorso mese. Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la Motorizzazione ha immatricolato, nel mese di luglio 2010, 152.752 autovetture, con una variazione di -25,97 % rispetto a luglio 2009, durante il quale furono immatricolate 206.334 autovetture. Un risultato che porta il bilancio dei primi 7 mesi del 2009 per la prima volta in rosso con 1.317.260 vetture nuove targate che denunciano una flessione dell'1,5% rispetto all'analogo periodo del 2009. E' dal luglio 1994 che nel mese non si registravano in Italia immatricolazioni inferiori alle 155.000 unità.

CALA ANCHE L'USATO: -3,3%
Per quanto riguarda il mercato delle auto usate, il Ministero rende noto che i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i passaggi temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), in luglio sono stati 394.050, in flessione del 3,26% rispetto ai 407.309 dell'anno precedente. I primi 7 mesi con 2.688.976 unità immatricolate, si allineano però ai risultati registrati nello stesso periodo del 2009 (+0,08%). ll volume globale delle vendite (546.802 autovetture) ha dunque interessato per il 27,94 % auto nuove e per il 72,06 % auto usate.

UNRAE: ORDINI A -22%
La conferma del difficile momento del mercato delle auto nuove - come indica un'analisi dell'UNRAE - viene anche dal notevole calo degli ordini registrato in luglio: 130.000, con una flessione di circa il 22%, mentre nei 7 mesi si registra, con circa 1.060.000 ordini, la perdita di quasi un quarto dei contratti (-24%) rispetto a quelli raccolti nell'analogo periodo dello scorso anno. Anche in questo caso, si tratta di un record negativo: il livello più basso mai registrato, per lo stesso mese, da quando esiste la rilevazione, ossia da 13 anni. "Con il mese di luglio - commenta il direttore dell'UNRAE Gianni Filipponi - anche le apparenze sono venute meno. Infatti, solo grazie ad un primo trimestre caratterizzato dalle immatricolazioni delle vetture ordinate sul finire del 2009 con il favore degli incentivi, il bilancio dell'intero periodo del 2010 manteneva un saldo attivo, quando già immatricolazioni e ordini del secondo trimestre evidenziavano, invece, una situazione di vera e propria crisi di mercato. Ora, anche i dati dell'intero periodo indicano l'entità della flessione che, a fine 2010, farà registrare la perdita di 650.000 contratti rispetto al 2009".

LE PREVISIONI PER IL 2010
Poco più contenute le previsioni del Centro Studi Fleet&Mobility diretto da Pier Luigi del Viscovo, secondo il quale, nonostante nei primi sei mesi dell'anno siano già state immatricolate 1.164.000 vetture (+3% vs 2009), gli operatori denunciano da mesi un ritmo di raccolta ordini molto basso. "Appare lecito stimare che il secondo semestre non supererà le 764mila targhe (nello stesso periodo del 2009 sono state 1.019.000)". Secondo del Viscovo "Questa stima sull'andamento della seconda parte dell'anno (-25%) è comunque inferiore, e non di poco, al tasso registrato nel secondo trimestre (-16%) di quest'anno, che pure si è basato sugli ordini raccolti senza gli incentivi. La somma dei due semestri 2010 porta a quota 1.928.000 veicoli immatricolati, -11% vs 2009 in termini di mercato complessivo".

CONCESSIONARI PREOCCUPATI
Federauto critica l'indifferenza del Governo di fronte alla riduzione del gettito fiscale del settore e per il presidente Filippo Pavan Bernacchi "Servirebbe che il Presidente del Consiglio prendesse in mano la situazione. Un altro: "Ghe pensi mì". Da un lato rinnovando dei bonus pluriennali per svecchiare il parco auto e incentivare le vetture a basso impatto ambientale; in primis quelle alimentate a GPL e a Metano. Dall'altro, varando una politica seria per riallineare la tassazione delle vetture aziendali agli altri paesi europei". Bernacchi si sofferma anche sulla questione Fiat, sostenendo che "È importante che Fiat resti a produrre in Italia. Per questo serve un atteggiamento totalmente diverso di certi sindacati. In questo momento produrre in Europa non conviene più e tutti stanno smobilitando gli stabilimenti italiani per delocalizzare. Vogliamo rendercene conto e tornare a competere sul mercato del lavoro internazionale? Continuando così avremmo dei bei contratti ma, purtroppo, pochissimi ne potranno godere perché disoccupati. Prendiamo esempio dai lavoratori targati USA. È il momento".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi , usato auto


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