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pubblicato il 31 luglio 2010

Obama visita con Marchionne lo stabilimento Chrysler di Jefferson

"Sergio, grazie davvero per il lavoro che hai fatto qui"

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"Hello Detroit!". Così Barack Obama ha esordito il suo intervento lungo ben 20 minuti nello stabilimento Chrysler Group LLC's Jefferson North davanti a oltre 1.500 operai. Una visita organizzata nella giornata di ieri, esattamente un anno dopo il salvataggio storico di questa ex Big Three grazie all'intervento congiunto del Governo americano e del Gruppo Fiat. A fare gli "onori di casa" ad Obama c'era naturalmente l'artefice di questa operazione che ha ridisegnato l'assetto dell'industria automobilistica mondiale, Sergio Marchionne.

Obama ha voluto vedere con i suoi occhi la catena di montaggio dell'auto simbolo della rinascita del Gruppo Chrysler, la nuova Jeep Grand Cherokee, che peraltro negli stati Stati Uniti sta registrando un successo superiore alle previsioni, tanto che sarà ritardato al 2011 il lancio commerciale in Europa. Ed è riuscito ad infiammare il pubblico confessando che "la Grand Cherokee è stata prima auto nuova della mia vita". Quindi ha ringraziato apertamente il numero uno di Torino-Alburn Hill che fra gli operati è già considerato una star: "Sergio, grazie davvero per il lavoro che hai fatto qui".

Il presidente della Fiat dal canto suo ha iniettato una buona dose di ottimismo prevedendo il raddoppio delle vendite in Europa e Sud America tra il 2010 e il 2011 e annunciando che lo stabilimento Sterling Heights, di cui era prevista la chiusura entro 2012, rimarrà aperto e saranno creati 900 nuovi posti di lavoro. A Jefferson North invece è stato aggiunto un secondo turno per l'estate e 1.100 persone sono state assunte per produrre la nuova Grand Cherokee 2011, auto che secondo Marchionne "è la migliore vettura mai prodotta da Chrysler". Marchionne ha ringraziato Obama, defininendo coraggiosa la decisione di aiutare Chrysler e non ha risparmiato una frecciata all'atteggiamento dei sindacati italiani: "Non so se da questa giornata arrivi un messaggio per Pomigliano (...). In Italia Fiat rappresenta diverse cose: le nostre responsabilità vanno al di là di quelle di una casa automobilistica. Nel contesto italiano, Fiat svolge il ruolo che qui invece ha il governo. È questo lo spirito di Fabbrica Italia".

L'INTERVENTO DI OBAMA (1° parte)


L'INTERVENTO DI OBAMA (2° parte)

Autore: Redazione

Tag: Mercato


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