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pubblicato il 16 gennaio 2006

L'inquinamento è anche dentro l'auto?

L'inquinamento è anche dentro l'auto?

Quando si parla di auto e di inquinamento, ci si riferisce sempre alle emissioni nocive procurate dai gas di scarico che, specie nei centri urbani congestionati regolarmente dal traffico, mettono a rischio la salute dell'uomo. Quindi i periodici dibattiti su quali contromisure è più opportuno prendere per salvaguardare i nostri polmoni e l'ambiente, dai blocchi del traffico, alle targhe alterne, alle famigerate normative di omologazione anti inquinamento Euro 2, 3, 4 o 5.

Secondo l'Ecology Center di Detroit, esisterebbe però un altro inquinamento che riguarda sempre le auto e l'ambiente. E non l'ambiente esterno, bensì l'abitacolo e l'aria che gli occupanti di un automobile respirano.
Nessuno forse ci pensa, ma per rendere le plastiche e i rivestimenti sempre più gradevoli, soffici ed appaganti al tatto, vengono impiegate numerose sostanze chimiche che, in alcuni casi e a determinate condizioni, potrebbero diventare tossiche. Il problema è serio, e l'istituto americano ha condotto una ricerca intitolata "Toxic at Any Speed: Chemicals in Cars & the Need for Safe Alternatives". Lo studio ha interessato sia la sostanza antifiamma PBDE che i flalati, quest'ultimi utilizzati per "ammorbidire" le plastiche. Si tratta di sostanze chimiche il cui effetto è stato ricollegato a diverse e relativamente gravi patologie. Il rilascio nell'aria di queste sostanze - accelerato dall'esposizione prolungata dell'auto ai raggi del sole, e dalle alte temperature dell'abitacolo che ne conseguono - esporrebbe i passeggeri alla loro inalazione, con effetti potenzialmente nocivi per la salute.

Lo studio dimostrerebbe inoltre che le concentrazioni di PBDE nella polvere depositata sul cruscotto e sul parabrezza di un auto sono 5 volte superiori a quelle riscontrabili mediamente all'interno delle abitazioni.

L'Ecology Center ha condotto la ricerca su numerose autovetture fabbricate fra il 2000 e il 2005 da 11 marche diverse, classificando i risultati in base al quantitativo rilevato di sostanze potenzialmente nocive. In questo senso gli interni con l'aria "più pulita" sarebbero quelli delle Volvo. E forse non è una coincidenza, visto che la Casa svedese risulta da anni impegnata a studiare come la scelta del tipo di materiale per i rivestimenti di un auto influenzi la salubrità dell'aria per i passeggeri.

Salute degli automobilisti in pericolo, o semplice eccesso di zelo? Sarebbero auspicabili ulteriori indagini di enti indipendenti come quelli UE, così da verificare la gravità del problema ed eventualmente vietare la presenza di sostanze chimiche pericolose.

Autore: Alessandro Lago

Tag: Attualità


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