Curiosità

pubblicato il 6 agosto 2010

Nuova TVR: esiste o non esiste?

Non si è fatta vedere a Goodwood, ma c’è chi dice esista

Nuova TVR: esiste o non esiste?

La TVR ha ufficialmente dichiarato fallimento nel dicembre 2006 lasciando a casa con l’amaro in bocca (dove non si trattava di vera e propria ira per la perdita del posto di lavoro) una fitta rete vendita e assistenza sul territorio, decine di club ufficiali e migliaia di appassionati. La più titolata tra le piccole factory inglesi (parlano i numeri: circa 1.500 TVR Cerbera, oltre 1.700 TVR Tuscan, circa 200 TVR Sagaris, 800 tra TVR Tamora e T350) era stata ceduta nel 2004 dall’imprenditore Peter Wheeler che negli Anni '90 l’aveva letteralmente fatta decollare nelle vendite) al giovane magnate russo Nikolai Smolenski, ma le sorti erano andate progressivamente peggiorando fino all’epilogo finale.

PASSIONE SEMPRE VIVA
Ma l’apprezzamento, la reputazione e la visibilità del marchio non sono mai tramontati. Anzi, i concessionari (tra cui anche qualche monomarca) continuano l’attività di vendita e assistenza; nei casi più virtuosi, c’è persino chi è riuscito a salvare molti pezzi dal fallimento e oggi riesce a proporre vetture nuove, costruite in casa attingendo alla manodopera specializzata. Infine nelle officine più titolate continua anche lo sviluppo, specialmente sui motori, la vera essenza di una TVR. Cotanto interesse attorno a questo marchio non ha arrestato l’attività di ingegno attorno alle menti che lavorarono per il marchio di Blackpool. Sicché del suo ritorno, da quel dicembre 2006, si è sempre parlato e si continua a parlare. I più rassegnati affermano che si tratti di semplici strategie di marketing volte a tenere viva la fiamma della passione, ma, soprattutto, le numerose attività in essere (associazionismo, officine, mercato ecc.). Così fu ad esempio nel 2008 quando presso la sede del TVR Car Club of England l’ex numero 2 di TVR, David Oxley, presentò una sedicente TVR Sagaris MK2 con alcune novità tecniche, spiegando che entro qualche mese l’azienda avrebbe ripreso a produrre. In realtà, come poi si scoprì, fu un fuoco di paglia: la vettura, “rinnovata” con una nuova plancia, rimase un prototipo, oggi di proprietà di un appassionato mediorientale. Tanto bastò, comunque, per mandare in visibilio gli estimatori TVR e rilanciando una forte ventata di ottimismo.

ATTESA A GOODWOOD, NON SI FECE VEDERE
Nel febbraio di quest’anno cominciarono a ricircolare voci di un nuovo ritorno in grande stile del marchio TVR, ad opera del sig. Smolenski. Secondo i capitolati fondamentali, la nuova vettura sarebbe nata in Germania (presso una piccola azienda che oggi detiene i diritti di produzione della “vera” Cobra, designata con la sigla MK6), equipaggiata con un motore di provenienza americana (un classico V8 di grande cilindrata) e avrebbe avuto un prezzo vicino ai 100.000 euro. Apriti cielo! Da molte parti iniziarono i cori di delusione, giustamente rivolti verso chi si stava apprestando a ridare nuova vita alle vetture TVR fuori dal loro terreno d’origine. La presentazione ufficiale, data per certa, sarebbe dovuta avvenire al Festival of Speed di Goodwood dei primi di luglio. Ma fu una nuova delusione. La vettura non si fece vedere, secondo alcuni perché la partecipazione all’evento avrebbe avuto un costo troppo elevato. Tutto previsto, a sentire i meglio informati. L’ennesima presa in giro per mantenere accesa la fiamma.

DOVE STA LA VERITA'?
Ma secondo alcune voci ben informate, non sarebbe così. Ex frequentatori del “salotto buono” TVR affermano che il prototipo della nuova auto esiste e di averlo visto. La trattativa per il rilancio del marchio sarebbe in corso e punterebbe a ristabilire i giusti meccanismi, a partire dalla produzione: le TVR, insomma, potrebbero rinascere in Inghilterra. Attualmente ci sarebbe al lavoro una squadra di ex dipendenti impegnati nell’allestimento della vettura e nella riorganizzazione della produzione. Lo stile del nuovo modello potrebbe avvicinarsi a quello della Sagaris, l’ultimo modello prodotto e quello che portò al massimo livello lo sviluppo della meccanica (telaio e motore). Non a caso, la Sagaris è oggi la più quotata nel mercato dei modelli di Blackpool.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Curiosità , Tvr

Nuovo commento 5 Commenti

1

BASTA CON STE PUBBLICITA'

ODIOLAFIOM

Pubblicato il 06/08/2010 alle 10:11

Cara redazione, togliete sti popup! Ti fan voglia di uscire dal sito! Prima c'era la passat cc ora la Ford! NON SE NE PUO' PIU'!!!!!

2

m

m

Pubblicato il 06/08/2010 alle 10:59

ANCHE IO ODIO LA PUBBLICITA'.......ma quanti cash vi danno per martoriare i coglioni dei lettori?????

3

I pop-up

Minix

Pubblicato il 06/08/2010 alle 11:53

Se usate Firefox potete installare "Adblock Plus". Una volta installato, appoggiate il puntatore sull'immagine del pop-up e apparirà "blocca" in un angolo della stessa. Quindi cliccateci sopra e poi ricliccate ancora e avrete bloccato quel fastidio. I pop up possono anche ricomparire una seconda volta (e bisogna ripetere l'operazione) ma almeno avremo limitato il fastidio. Su gli altri browser non saprei ma ce ne saranno sicuramente, basta cercarli su Google ovviamente. Ciao.

4

TVR agli albori

Minchionne

Pubblicato il 06/08/2010 alle 12:31

Speriamo che almeno uno dei tanti marchi di macchine d'eccellenza andate in fallimento possa tornare agli albori e fare vedere alle altre case automobilistiche come si fanno le vere auto sportive.

5

marchi d'eccellenza ????

Appassionato

Pubblicato il 06/08/2010 alle 19:52

Per chi si affida alle pubblicita' inglesi e capisce poco di auto si. Per gli intenditori (e sono pochi) le TVR essendo artigianali hanno sempre avuto problemi di affidabilita', in pratica si spaccavano sempre e dovunque e si spendeva di piu' a ripararla che a comprarla. Adesso a meno che il Minchionne qua su' non sia un meccanico interessato ( e ne dubito visto che in Italia vederne una e' quasi impossibile) io eviterei di dire appunto Minchionnate :-) Nulla toglie al fatto che siano delle opere d'arti ne panorama automobilistico mondiale ma piu' per l'originalita' e l'estetica che per altro. Non hanno mai lasciato il segno per tecnologia ed innovazione. saluti

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