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pubblicato il 26 luglio 2010

Auto blu: il Quirinale ne ha 35

Il Colle impiega 41 autisti e nel 2009 ha speso 323.762 euro

Auto blu: il Quirinale ne ha 35

Il primo degli organi di rilevanza costituzionale a rispondere al monitoraggio sulle auto blu avviato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta è il Quirinale, che tramite il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra ha trasmesso al Ministero una nota dettagliata su tutte le 35 autovetture attualmente a disposizione degli uffici del Presidente Giorgio Napolitano.

PARCO STORICO
Fra le vetture a disposizione del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica vi sono 12 autovetture di proprietà storiche e di alta rappresentanza "da considerare separatamente dalle altre " - dice la comunicazione del Colle - " per le particolari caratteristiche e modalità di utilizzazione. Le più celebri sono le due Lancia Flaminia 335 Cabriolet Landaulet del 1961, che il Presidente della Repubblica utilizza esclusivamente in occasione dell'insediamento e della parata del 2 giugno. Altre due autovetture dello stesso modello e del medesimo anno sono in concessione al Museo dell'Automobile di Torino e al Museo storico della Motorizzazione militare. Quelle che attualmente si trovano nella rimessa presidenziale di via della Dataria sono soprannominate "Belfiore" e "Belsito", secondo un'usanza che un tempo si riservava ai cavalli. Appartengono alla Presidenza della Repubblica dal 1960, anno in cui Giovanni Gronchi le commissionò a Pininfarina in modo che potessero ospitare 7 persone insieme alle altre due, "Belvedere" e "Belmonte", poi cedute. Ognuna pesa oltre 2 tonnellate, è lunga 5 metri e mezzo ed è dotata di motore V6 2.500 cc con rapporto al ponte ridotto per procedere senza difficoltà a passo d'uomo nelle parate. Furono impiegate per la prima volta nel '61, in occasione della visita della regina Elisabetta d'Inghilterra.

LE ALTRE AUTO DI RAPPRESENTANZA
Oltre alle due Flaminia delle grandi occasioni, gli Uffici del Capo dello Stato dispongono di 1 Lancia Thesis limousine, a disposizione dei Capi di Stato di altri paesi in visita in Italia; 3 Maserati Quattroporte (di cui una in comodato d'uso al Ministero degli Esteri), a disposizione dei Capi di Stato di altri paesi in visita in Italia; 2 Lancia Thesis blindate utilizzate dal Capo dello Stato per ragioni di sicurezza, alle quali si aggiunge 1 Lancia Thesis di riserva, non blindata, in caso di eventuale inutilizzabilità delle auto blindate. A disposizione dei Presidenti emeriti, del Segretario generale, del Segretario generale onorario e dei 10 Consiglieri del Presidente della Repubblica vi sono poi altre 14 autovetture (una in proprietà e 13 in leasing).

LE AUTO DI SERVIZIO
Il resto della flotta del Presidente Giorgio Napolitano è composta dalle cosiddette autovetture di Servizio: sono 10 autovetture in leasing per le esigenze complessive di tutta la dirigenza di ruolo, del personale di segreteria e dei tre consulenti del Presidente della Repubblica e 2 pulmini di proprietà per trasporti collettivi nei trasferimenti in corteo, si legge nella nota del Quirinale "al fine di ridurre al massimo gli eventuali disagi per la cittadinanza". La nota del Quirinale precisa inoltre che, a fronte dell'utilizzazione di 35 autovetture (di cui 12 in proprietà e 23 in leasing), vi sono 41 autisti di ruolo: poco più di un autista per veicolo, mentre "ulteriori forme di esternalizzazione del servizio sono precluse da evidenti ragioni di riservatezza". Nel 2009 il costo complessivo per manutenzione, noleggio e consumi del parco auto è risultato pari a 323.762 euro.

CHI MANCA ALL'APPELLO
Il Ministro Brunetta ha ringraziato "la Presidenza della Repubblica per questo importante atto di trasparenza e siamo sicuri che - con la medesima sollecitudine e altrettanto spirito di collaborazione - verrà presto imitata da tutti gli altri organi costituzionali (Corte Costituzionale, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e di rilevanza costituzionale (Consiglio Superiore della Magistratura) che non hanno ancora trasmesso i loro dati". Esclusi questi organi, hanno finora risposto al Ministero (il termine ultimo era stato fissato al 16 luglio) 3.701 Amministrazioni centrali e territoriali su 9.199 interpellate. Mancano ancora i dati di 30 Amministrazioni centrali (fra cui il Ministero della Difesa e le Authority per le Comunicazioni e la Concorrenza), 7 Giunte regionali (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia e Provincia Autonoma di Trento), 5 Consigli regionali (Provincia Autonoma Bolzano, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Sicilia), 4 Province (Nuoro, Prato, Reggio Calabria e Vibo Valentia), 7 Capoluoghi (Agrigento, Foggia, Pistoia, Reggio Calabria, Siracusa, Trani e Vibo Valentia), 3 Università (Padova, Università della Calabria e "Magna Graecia" di Catanzaro), 66 Aziende ospedaliere, 7 Enti parchi, 38 Camere di commercio e 28 Federazioni e Comitati sportivi (fra cui la FIGC). Per loro sono già partite le lettere di richiamo e l'invito a provvedere quanto prima.

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Tag: Attualità , trasporto pubblico


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