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pubblicato il 22 luglio 2010

Gruppo Fiat: l’Italia perde l’erede di Multipla, Musa e Idea

Nascerà in Serbia per "colpa", dice Marchionne, dei sindacati

Gruppo Fiat: l’Italia perde l’erede di Multipla, Musa e Idea

Non in Italia, ma in Serbia. La L0, ovvero la monovolume prevista in due versioni che sostituirà la Fiat Multipla, l'Idea e la Lancia Musa verrà prodotta nella fabbrica serba di Kragujevac. Ad annunciarlo è stato l'amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne che, intervistato da La Repubblica, ha detto chiaramente che "se non ci fosse stato il problema Pomigliano" sarebbe stata prodotta in Italia.

UN FUTURO INCERTO PER MIRAFIORI
Le parole di Marchionne arrivano proprio in un momento in cui il "problema" Pomigliano d'Arco dovrebbe essere stato archiviato ed il progetto "Fabbrica Italia" avviato. Sebbene la Fiom-Cgil, infatti, non abbia firmato il documento redatto da Torino per il rilancio di Pomigliano, gli operai dello stesso stabilimento lo hanno accolto positivamente in occasione del referendum (ha vinto il sì con il 60% dei consensi) e l'azienda ha quindi confermato che costruirà la nuova Fiat Panda in provincia di Napoli e non in Polonia, come era stato minacciato in precedenza. Stavolta invece Mirafiori non ce l'ha fatta e se oggi produce proprio i modelli in questione - la Fiat Multipla, l'Idea e la Lancia Musa -, adesso il suo futuro è incerto. Promesse le 190 mila unità all'anno di L0 insieme all'investimento da un miliardo di euro alla Serbia (a finanziarlo saranno la Bei per 400 milioni, il governo di Belgrado per 250 e al resto provvederà la Fiat), Sergio Marchionne dice di Mirafiori: "Vi faremo altro, ci stiamo pensando".

MARCHIONNE: "I SINDACATI ITALIANI? POCO SERI"
Da Auburn Hills, dove il cda del Lingotto ha approvato i conti del secondo trimestre 2010, si criticano i sindacati italiani. "Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività", ha spiegato Marchionne, lamentando la "mancanza di serietà" del sindacato in Italia. E se qualcuno pensa che il futuro di Pomigliano d'Arco sia ormai legato a quello di Fiat, l'ad del Gruppo spiega che anche questo non è scontato, ma dipende dalle parti sociali: "Se non funzionerà abbiamo altre alternative non in Italia. Noi vogliamo restare competitivi nel settore dell'auto in un posto dove ci consentono di farlo".

LA FIAT VUOLE ESSERE COMPETITIVA, AD OGNI COSTO
A chi lo accusa di non essere sensibile ai problemi delle famiglie italiane, il manager italo canadese risponde "con tutta la calma possibile" che "è una grandissima cavolata". Lui, che ha scritto una lettera di suo pugno a tutti i dipendenti del Gruppo in Italia, dice di essere molto attento all'aspetto sociale, ma che si deve "convincere i sindacati della necessità di modernizzare i rapporti industriali in Italia. Si è creata l'idea che io ce l'abbia con i dipendenti. - ha detto - Questo non è vero, la Fiat non è fatta solo da chi si oppone a Pomigliano. C'è l'appartenenza all'azienda che è importante. Basti guardare al rapporto che c'è qui a Detroit, nella casa Chrysler di cui oggi noi siamo ospiti. Quanto al premio, è curioso notare come l'unica gente che insiste è quella che non ha guadagnato un soldo. L'Italia è l'unico paese nel quale il gruppo ha perduto soldi. Questo nessuno se lo chiede. Nessuno si chiede perché certi discorsi devono andare bene per alcuni e non per altri. E perché si debba tollerare che una persona dice di dover andare a portare la figlia dal medico e poi va a scioperare. Questo è offensivo per l'azienda e non posso tollerarlo", ha concluso, gettando altra benzina sul fuoco di una disputa che è già finita in Tribunale.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro


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