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pubblicato il 22 luglio 2010

Gruppo Fiat: dopo gli scioperi, il Tribunale

La protesta prosegue. Fissata per il 30 luglio l’udienza per il ricorso Fiom

Gruppo Fiat: dopo gli scioperi, il Tribunale

La situazione negli stabilimenti italiani del Gruppo Fiat continua ad essere turbolenta. La conferma del Lingotto di produrre la nuova Fiat Panda a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, investendo 700 milioni di euro, non ha calmato le acque. Anzi, la battaglia intrapresa dalla Fiom, l'unica sigla sindacale che non hai firmato il documento presentato da Fiat alle parti sociali sul rilancio del sito campano (votato a maggioranza dagli stessi operai al referendum del 22 giugno), continua in altri stabilimenti d'Italia. E non è la sola.

IL RICORSO AL TRIBUNALE DI MELFI
Dopo l'ondata di scioperi di protesta nello stabilimento Sata di Melfi contro il minacciato licenziamento di due delegati e di un terzo lavoratore, quando questi sono stati licenziati la Fiom ha presentato al Tribunale di Melfi un ricorso contro la Fiat per "condotta antisindacale". Il Tribunale ha convocato per venerdì 30 luglio la prima udienza e ieri è stato indetto uno sciopero di due ore, "sia come forma di solidarietà nei confronti dei tre lavoratori ingiustamente licenziati, sia come forma di protesta nei confronti della Fiat per la sua annunciata volontà di non corrispondere, a fine luglio, neppure un euro quale saldo del pagamento del Premio di Risultato", recita una nota della Fiom-Cgil.

E' SCIOPERO ANCHE A TERMINI IMERESE
Termini Imerese non si è ancora arresa. Gli operai della Fiom-Cgil stanno ancora discutendo la decisione di Fiat di cessare di produrre auto a Termini Imerese (Palermo) e vendere lo stabilimento a qualche altra realtà industriale (un'operazione su cui sta monitorando il Governo con una specifica commissione che vuole favorire la vendita a chi intende assemblarvi auto). "L'Azienda deve favorire soluzioni alternative che permettano di continuare a produrre automobili a Termini Imerese", si legge in una nota. Ieri c'è quindi stato uno sciopero di otto ore per turno di lavoro, indetto dalla stessa Fiom, e si è tenuta in mattinata, nel giardino comunale della città, un'assemblea aperta cui hanno partecipato centinaia di lavoratori e cittadini. La Fiom, ha detto il Segretario generale Maurizio Landini, si aspetta che la stessa Fiat "svolga un ruolo sociale, visti anche i tanti contributi avuti in questi anni. Occorre mettere subito le carte in tavola in un confronto che coinvolga il Governo e la Regione Sicilia. Non siamo disposti ad accettare che dalla Sicilia scompaia un pezzo di industria così importante".

PURE CAMPOBASSO SI MOBILITA
La Fiom-Cgil non è sola. Ieri la Slai-Cobas ha indetto uno sciopero di otto ore alla Fiat Powertrain di Termoli (Cb), per protestare contro il licenziamento dell'operaio Giovanni Musacchio, accusato dall'azienda di aver chiesto un permesso familiare per partecipare alla manifestazione di Pomigliano d'Arco del 22 giugno scorso. Solidarietà è stata espressa anche dal Partito democratico, dall'Italia dei valori e dalla Uilm e per sabato prossimo il sindacato di base ha organizzato un corteo che si snoderà lungo le strade della città.

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


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