dalla Home

Attualità

pubblicato il 19 luglio 2010

L'ACI lancia "Ready2Go"

Nasce il network delle autoscuole per colmare le lacune formative

L'ACI lancia "Ready2Go"

La formazione a scuola guida non sempre basta. A volte restano delle lacune che causano stress e criticità nella guida, per cui conducenti più giovani lamentano difficoltà nelle ore notturne e nel traffico intenso, mentre i più maturi temono le condizioni climatiche avverse (ghiaccio, neve e nebbia), soprattutto perché non conoscono le tecniche di guida idonee. Il 94% degli automobilisti preferirebbe una maggiore formazione pratica nelle autoscuole per affrontare adeguatamente le emergenze e le situazioni di pericolo, come dimostra una ricerca commissionata dall'Automobile Club d'Italia all'ISPO e illustrata da Renato Mannheimer in occasione della presentazione di "Ready2Go", il network delle autoscuole dell'ACI, progetto al quale aderisce la Polizia di Stato con un protocollo d'intesa.

L'obiettivo è fornire una accurata formazione dei conducenti attraverso moduli d'insegnamento sperimentali che si avvalgono anche della tecnologia, come simulatori di guida virtuale, pc touch-screen interattivi e prove di guida sicura con ABS e ASR. L'iniziativa è già operativa nelle sedi pilota di Roma, Genova, Como, Modena, Parma, Ancona, Bergamo, Verona, Caserta, ma il network si estenderà a tutte le province entro il 2011 anche con la collaborazione degli operatori privati del settore. Chi frequenterà Ready2Go riceverà il plus formativo ACI senza costi aggiuntivi rispetto alle tariffe medie praticate in Italia. Il neopatentato sarà poi seguito per tre anni con proposte di aggiornamento continuo. I patentati si ritroveranno inoltre su un sito interattivo, in aggiunta a www.ready2go.aci.it, per lo scambio di esperienze e il confronto costante con i formatori ACI.

L'iniziativa è rivolta soprattutto ai giovani, particolarmente esposti al rischio sulla strada (il 30% dei sinistri vede coinvolto un neopatentato e l'incidentalità è la prima causa di morte per i ragazzi fino a 24 anni). E sono proprio loro a chiedere più formazione. Il 42% degli intervistati ammette di distrarsi spesso al volante, uno su tre arriva a destinazione senza sapere come, il 66% non sa come affrontare situazioni critiche e quattro su dieci guida troppo veloce. L'indagine sottolinea anche le ansie dei genitori: l'88% vorrebbe iscrivere il figlio a un autoscuola con un calendario formativo ottimizzato con programmi aggiornati di teoria e pratica; il 69% sarebbe disposto ad accompagnare il giovane in una struttura più lontana purché qualitativamente valida. E i loro timori si ripercuotono direttamente sui ragazzi: solo il 63% dei neopatentati guida liberamente un veicolo; al 46% è concesso l'uso dell'auto solo per tempi e distanze limitate; il 16%, pur avendo conseguito la patente, può impugnare il volante solo affiancati da un genitore. Inoltre, secondo un'elaborazione ACI su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'anno scorso hanno superato l'esame della patente il 78% degli esaminandi, per un totale di quasi 1,7 milioni promossi; di questi, circa 590.000 sono under21. Il 90% ha frequentato un corso in un'autoscuola. Le donne sono più brave nella prova teorica (il 69,4% supera il test contro il 64% degli uomini); gli uomini prediligono l'esame di guida (91% dei promossi contro l'83% delle femmine).

Autore:

Tag: Attualità , aci


Top