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pubblicato il 17 luglio 2010

La nuova Ford Focus alla prova... delle Alpi

I tecnici dell'Ovale svelano come si collauda una vettura in montagna

La nuova Ford Focus alla prova... delle Alpi
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I motociclisti la strada del Grossglockner, la strada panoramica completata nel 1935 che attraversa le Alpi austriache, la conoscono bene. 48 km e 36 tornanti, con un'altitudine massima di 2.504 metri, questa strada che si snoda fin nel cuore del Parco Nazionale degli Alti Tauri prima di arrivare di fronte alla cima più alta dell'Austria (3.798 m) vale tutti i 28 euro del pedaggio. Ford sta testando la nuova Focus che arriverà nei primi mesi del 2011 su questa strada di montagna e ha fatto raccontare all'ingegnere Bernd Herweling, cui è affidata la responsabilità dei test, come si svolge il suo lavoro.

TEST IN SCALATA
Herweling ha percorso 200 km al giorno per due settimane al fine di testare il comportamento della prossima media dell'Ovale Blu a grandi altitudini e nelle salite ripide da seconda e terza marcia, ma in alcune curve particolarmente strette anche da prima. "Per questo tipo di test - spiega Herweling - , il Grossglockner è l'ideale. Il manto stradale è ottimo. Noi utilizziamo la prima parte del percorso, poiché è quella con il dislivello maggiore. Ha una pendenza pressoché costante in salita pari al 12% fino a raggiungere i 2.400 metri. A una simile altezza, l'ossigeno è molto più rarefatto e il motore deve compiere uno sforzo maggiore. Il percorso è lungo e questo ci consente di raccogliere molti dati". Mentre Bernd guida alla sua destra siede il suo collega Markus Polle che tiene d'occhio un laptop che visualizza la temperatura ambiente, quella dell'olio e un'infinità di altri dati tecnici. Sul sedile posteriore è stata sistemata una decina di taniche di benzina riempite di zavorra che pesano quanto tre adulti corpulenti.

LA PROVA DEL "BAVAGLIO"
Di tanto in tanto i due ingegneri si fermano su un'area di sosta, spengono il motore e alzano un deflettore antivento sul cofano della loro Focus 1.6 EcoBoost che serve per trattenere il calore all'interno del vano motore. "È uno stabilizzatore termico", spiega l'ingegnere. "Il motore deve mantenersi più caldo possibile. Durante la salita, monitoriamo attentamente il sistema di raffreddamento, la temperatura del radiatore e dell'olio motore. Nei modelli automatici, teniamo d'occhio anche le temperature dell'olio trasmissione". Il compito del pilota è mantenere una velocità costante di 30 km/h fino alla cima. A quella velocità, il flusso d'aria attraverso il radiatore è minimo e il sistema di raffreddamento del motore viene messo a dura prova.

DISCESA COL RIMORCHIO
In salita sono la frizione e il motore a soffrire di più, ma in discesa è la volta dell'impianto frenante ad essere messo alla frusta. Per questo si utilizza un rimorchio: "I test con rimorchio sono molto importanti", spiega Bernd Herweling. "Al livello del mare, una Focus equipaggiata con questo propulsore può trainare 1.500 kg. A questa altezza, invece, dove l'aria è rarefatta, il motore compie uno sforzo maggiore. Lo spingiamo al limite per verificare quanto carico è in grado di trainare in pendenza e come si comporta la frizione con le partenze in salita a grandi altitudini". Sembra un lavoro solitario, eppure ogni tanto Herweling e Polle ricevono visite di curiosi attirati dalla Focus "mimetica": "Alcuni scattano fotografie, in molti si accostano ai finestrini per dare un'occhiata all'interno. Succede spesso. Quando l'auto è ferma, le persone provano a dare una sbirciatina all'interno. Se passiamo accanto a qualcuno, si girano a guardare perché questa vettura si fa notare. Le persone sono curiose, se vogliono scattare una foto non possiamo impedirglielo. L'assetto mimetico ci aiuta, però".

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Tag: Curiosità , Ford , spy foto


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