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pubblicato il 16 luglio 2010

A3, Salerno-Reggio Calabria: "Inferno a pedaggio"

Così ieri un articolo di Famiglia Cristiana, l'Anas ha replicato oggi

A3, Salerno-Reggio Calabria: "Inferno a pedaggio"

La A3 Salerno-Reggio Calabria è un "inferno a pedaggio". Il paragone è stato utilizzato ieri dal giornalista Andrea Gualtieri per titolate il suo articolo pubblicato a pagina 46 del settimanale "Famiglia Cristiana", in questi giorni in edicola. Immediata la reazione dell'Anas, che "meravigliata" ha replicato tramite una lettera scritta dal suo Presidente, Pietro Ciucci. A non convincere il periodico di don Sciortino sono i lavori di ammodernamento e l'ormai prossimo pagamento della tratta autostradale. C'è infatti a penzolare sulla testa degli automobilisti come una spada di Damocle la "free flow", ovvero quel sistema di pagamento di tipo "a flusso libero" che dall'anno prossimo prenderà il posto dei tradizionali caselli garantendo entrate quantificabili in circa 315 milioni di euro l'anno.

TARIFFE ANCORA TUTTE DA DEFINIRE
L'Anas ci tiene a specificare che i criteri di tariffazione sono ancora da definire e che lo saranno tramite un decreto ministeriale. È tuttavia già chiaro che l'esazione verrà introdotta in modo graduale e riguarderà solo i tratti completati dell'A3, come ad esempio il tratto salernitano. "A nostro avviso - dice il gestore - l'A3 è ingiustamente condannata" dall'articolo. "Sono stati presentati dati di una realtà complessa e difficile che, al contrario di quanto è stato detto, dovrebbero essere valutati positivamente".

LO STATO DEI LAVORI
Al settimanale che mette in discussione l'andamento dei lavori sulla A3 Salerno-Reggio Calabria, - di cui il quotidiano "Calabria Ora" aveva parlato di uso di materiali scadenti, ricevendo una denuncia per diffamazione dall'Anas - il gestore ricorda che non si tratta solo di ammodernare oltre 400 km di autostrada - garantendo la continuità del traffico su percorsi in gran parte montani - ma si tratta di riprogettare e realizzare nuovi svincoli, nuove gallerie, nuovi viadotti con utilizzo di sistemi tecnologici di ultima generazione: "Si tratta di costruire una nuova autostrada". Il tratto campano (oltre 100 km) è sostanzialmente completato, dopo 7 anni di lavoro, e c'è soddisfazione ad aver completato altri 100 km in Calabria. "È vero, si tratta di 100 km frazionati- si legge nella nota dell'Anas - ma occorre fare una scelta specifica: o si lavora lentamente senza ostacoli agli automobilisti per oltre 30 anni, oppure si diminuiscono i tempi e si lavora su più tratti. La decisione assunta dall'Anas è stata quella di anticipare il termine dei lavori aprendo simultaneamente più cantieri lungo tutto il percorso e per evitare di acuire i disagi si è preferito di non operare su lunghi tratti, al fine di non penalizzare eccessivamente un traffico che altrimenti sarebbe stato costretto a lunghe marce su un'unica corsia".

MOLTI OSTACOLI DA SUPERARE
In pratica, l'articolo di "Famiglia Cristiana" non darebbe atto delle difficoltà che sono connesse con la realizzazione di un nuova autostrada in presenza di traffico, ma farebbe riferimento esclusivamente ai disagi che l'ammette esistono per gli utenti e che sono "ineliminabili nel contesto descritto". Dall'inizio dei lavori ad oggi sono stati ultimati 204 km, oltre la metà della lunghezza complessiva della nuova autostrada. Altri 13,5 km saranno completati entro quest'anno, mentre sono in corso o in fase di gara lavori su circa 170 km di autostrada. "Considerata la difficoltà del progetto e pur comprendendo la giuste lamentele degli utenti per i disagi a cui sono sottoposti, si tratta di tempi più che giustificati se non addirittura di tempi record", secondo l'Anas, mentre il governo ha fissato la fine dei lavori nel 2013.

TRA FANGO E FRANE
L'ultima puntualizzazione dell'Anas riguarda le affermazioni di "Famiglia Cristiana" sul problema del fango e delle frane, che in più momenti hanno riguardato l'autostrada. Questi non sono connessi ai lavori di costruzione che, almeno in un caso, non erano neanche stati avviati, ma "al problema dei dissesti idrogeologici che vede impegnata l'Anas per fronteggiare le emergenze anche dove non le competerebbe - si legge nella nota -. Il masso caduto sull'autostrada, poi, è stato determinato da un atto doloso che nulla ha a che vedere con 'il fango' e che anche in questa circostanza ha visto l'Anas, su richiesta del Prefetto, intervenire al di fuori delle proprie competenze".

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Tag: Attualità , autostrade


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