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Retrospettive

pubblicato il 18 luglio 2010

BMW M3: 25 anni vissuti velocemente

Quattro generazioni per rinnovare il mito, da 200 a 450 CV

BMW M3: 25 anni vissuti velocemente
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Poche vetture sopportano con leggerezza il passare degli anni e delle mode, senza perdere nulla della filosofia progettuale che ne ha dettato la nascita. Una di queste è proprio la BMW M3, passata attraverso quattro distinte generazioni e sempre fedele al principio secondo cui il divertimento di guida è indissolubilmente legato ad una compatta sportiva a trazione posteriore con poderoso motore aspirato sotto il cofano anteriore. Questa tradizione bavarese di grande successo compie 25 anni, essendo nata con la prima BMW M3 a quattro cilindri (E30) proprio al Salone di Francoforte del settembre 1985 e proseguita fino all'imminente M3 GTS con l'otto cilindri da 450 CV.

CAPOLAVORO MOTORSPORT
La storia della BMW M3 affonda le proprie radici nella necessità del Costruttore bavarese di arginare l'avanzata sportiva di vetture come la Ford Sierra Cosworth e la Mercedes 190 E 2.3-16, entrambe così potenti e grintose da rubare a BMW una buona fetta di clientela nel segmento delle medie prestazionali. Questo, unito al bisogno di dare un seguito alla felice parentesi della BMW M1, porta l'allora amministratore delegato Eberhard Kuenheim a commissionare al reparto Motorsport GmbH la creazione di una BMW Serie 3 con motore sportivo. Il compito viene affidato alle mani esperte di Paul Rosche, capo motorista della Casa tedesca che ha saputo dimostrare il proprio talento con il 4 cilindri turbo campione del mondo in Formula 1 (Nelson Piquet su Brabham BMW BT52 nel 1983) e con il 6 cilindri delle stradali M5 e M635 CSi. Il propulsore scelto per "incattivire" la Serie 3 è il 4 cilindri di 2 litri, portato a una cilindrata di 2,3 litri, dotato di testata a 16 valvole e in grado di girare senza problemi fino ai 10.000 giri/min (nome di progetto S14). Il fatto che il motore di serie sia tarato per girare al massimo a 6.750 giri/min offre al propulsore della M3 un ampio margine di sicurezza e grandi possibilità di sviluppo.

M3 PRIMA SERIE
La prima BMW M3 (E30) è una due porte con montante posteriore modificato a livello di inclinazione e dimensioni, con parabrezza incollato alla scocca, passaruota allargati per ospitare pneumatici 205/55 VR 15 e, soprattutto, un quattro cilindri 2.3 16V in grado di esprimere 195 CV in versione catalizzata e 200 CV con scarico tradizionale. Duplice compito della neonata M3 è di offrire una sportiva stradale adatta all'uso quotidiano e fornire una base per partecipare al Campionato Mondiale Turismo Gruppo A, con un minimo produttivo di 5.000 esemplari annui. Dopo una serie di affinamenti al catalizzatore sperimentati in innumerevoli giri ad alta velocità sui circuiti del Nurburgring e sull'anello di Nardò, la M3 arriva nelle concessionarie BMW (primavera 1986) per stregare gli appassionati con il vistoso alettone di coda integrato nel cofano bagagli, entrambi in materiale plastico, il profilato spoiler anteriore e qualche tocco di tricolore Motorsport, blu, viola e rosso. Con una massa di 1.200 kg e un rapporto peso/potenza di 6,15 CV/kg, la prima M3 raggiunge i 235 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. L'assetto, pur mantenendo le sospensioni indipendenti, adotta un settaggio specifico e più sportivo, con barre antirollio maggiorate e un insieme molle/ammortizzatori tarato diversamente. Il primo lotto di 5.187 esemplari non catalizzati va letteralmente a ruba fra gli appassionati in grado di sborsare i 50 milioni di lire di listino, cosa che accade anche con le prime 3.544 vetture catalizzate.

VITTORIE ED EVOLUZIONE
Nel frattempo la M3 comincia a scendere in pista e pur senza l'appoggio di una squadra ufficiale BMW, i risultati arrivano velocemente, come dimostrano le vittorie nel campionato del Campionato Mondiale Turismo 1987 (Roberto Ravaglia), Campionato Europeo 1987 e 1988 (Winfried Vogt e Roberto Ravaglia) e 4 titoli nel Superturismo italiano (1987, 1989, 1990 e 1991). Per venire incontro alle esigenze di omologazione e partecipare ai vari campionati GT, la BMW M3 viene prodotta nel 1987 in una più aggressiva versione Evo 1 (505 esemplari), sempre con 200 CV, ma con spoiler anteriore più basso e privo di fendinebbia. Nel frattempo nascono anche versioni speciali celebrative, come le 148 Europa Meister del 1988, le 480 Johnny Cecotto dell'89 e le 25 Roberto Ravaglia dello stesso anno. Altre 5.300 vetture vengono prodotte per il mercato nordamericano, mentre per il resto del mondo gli ultimi anni della M3 sono caratterizzati da un'ulteriore evoluzione del motore, portato a 215 CV in versione catalizzata (1.914 esemplari) e 220 CV nella versione più pistaiola Evo 2 (501 esemplari). La versione più estrema e interessante dal punto di vista collezionistico è la Sport Evolution (o Evo 3), prodotta in 600 esemplari con motore portato a 2,5 litri e una potenza di 238 CV. Un'altezza ridotta di 10 mm, parafanghi ancora più larghi, una fascia colorata perimetrale e un alettone di coda regolabile sono i dettagli che distinguono la Sport Evolution dal resto della produzione M3, così come l'assenza di climatizzatore e vetri elettrici, i sedili racing a guscio e l'adozione di cristalli più sottili. A queste versioni va anche aggiunta la M3 Cabrio (o Convertible), realizzata solo su richiesta per i clienti europei nelle officine di Garching, per un totale di 136 esemplari non catalizzati, 174 catalizzati e 476 esemplari con motore catalizzato da 215 CV. Fra il 1985 e il 1991 dalle linee di montaggio tedesche escono in tutto 17.970 esemplari di M3 E30, di cui 786 in versione Cabrio.

LA SECONDA GENERAZIONE
Nel 1992 la nuova M3 (E36) assume le forme di una più equilibrata ed elegante coupé priva di vistose appendici aerodinamiche e dotata di tutto il necessario per destare l'interesse dei veri appassionati. Sulla scorta di un'immagine assolutamente discreta e votata all'understatement, la seconda M3 nasconde sotto la pelle tutte le proprie armi sportive, con assetto ribassato, raffinati cerchi in lega da 17" con dieci razze sdoppiate e un 6 cilindri in linea aspirato di 3 litri che, grazie anche al sistema Vanos di gestione dell'alzata valvole, è capace di sprigionare 286 CV a 7.000 giri/min e 320 Nm a 3.600 giri/min. I valori di potenza e coppia specifica sono da primato per un aspirato: 96 CV e 108 Nm per litro di cilindrata. La velocità massima della nuova M3 coupé che pesa 1.460 kg è limitata elettronicamente a 250 km/h e l'accelerazione 0-100 si attesta sui 6 secondi netti. Per venire incontro alle richieste di sportività della clientela, molle e ammortizzatori della normale Serie 3 vengono irrigidite e l'asse posteriore multilink ha bracci longitudinali più robusti, con un'altezza da terra inferiore di 31 mm. I freni a disco anteriori autoventilanti hanno un diametro di 315 mm e uniti a quelli pieni posteriori e all'ABS consentono alla M3 E36 di fermarsi da 100 km/h in 2,8 secondi (35 metri) e da 200 km/h in meno di 6 secondi. Grandi e caratteristiche prese d'aria anteriori aiutano il raffreddamento del motore, mentre profilate bandelle laterali in tinta e piccoli retrovisori aerodinamici aiutano a differenziare nettamente l'M3 dalle sorelle meno potenti.

LE CORSE NEL DNA
Già nell'aprile del 1993 la seconda M3 scende in pista nel Campionato Tedesco Turismo (DTM) in versione M3 GTR, pesante 1.300 kg e animata dai 325 CV del 6 cilindri in linea. Johnny Cecotto vince la Warsteiner-ADAC GT Cup, ma il cambiamento nei regolamenti impedisce alla sportiva di Monaco di aggiudicarsi altri titoli. Nel frattempo il mercato americano riceve la "sua" M3, che per rispondere alle normative antinquinamento USA adotta il motore della BMW 525i portato a 3 litri e 244 CV.

CABRIO E BERLINA
Il 1994 è l'anno della BMW M3 Cabrio, dotata di carrozzeria aperta, tetto in tela ad apertura elettrica e quattro posti. Per proteggere i passeggeri in caso di ribaltamento ci sono i roll bar posteriori ad azionamento automatico e tutta la scocca è stata irrigidita fino a pesare 80 kg in più. I cerchi in lega hanno un disegno specifico a cinque razze con taglio centrale, inconfondibile e affascinante al tempo stesso. La velocità massima rimane invariata a 250 km/h e lo scatto da fermo sui 100 orari richiede 6,2 secondi. Della M3 "Convertible" vengono prodotti fino al 1999 ben 12.114 esemplari, ben più della rara M3 Cabrio prima serie. Sempre nel 1994 arriva a listino la M3 berlina, sicuramente la meno conosciuta e diffusa in Italia, che però arriva a totalizzare fino al '99 una produzione di 12.435 pezzi. La praticità delle due porte in più e l'ancora più sottile fascino di berlina sportiva in incognito fanno della M3 berlina a 4 porte un autentico mito fra la clientela sportiva, soprattutto tedesca, felice di poter viaggiare ad alta velocità fra sellerie in pelle Nappa e inserti in legno. Nella primavera del 1995 la BMW M GmbH sforna la M3 GT, versione speciale destinata a ottenere l'omologazione per il campionato IMSA GT statunitense. Questa esclusiva coupé stradale viene venduta nel solo colore verde British Racing Green, è riconoscibile per i nuovi spoiler (quello anteriore regolabile) e nasconde sotto il cofano il 6 cilindri di 3 litri portato a 295 CV. Pelle Nappa e inserti in fibra di carbonio completano la M3 GT che viene "tirata" in soli 350 pezzi. Fra le altre serie speciali si ricordano anche la M3 Evolution Imola Individual in colore rosso Imola Red (250 pezzi) e la M3-R, realizzata in 15 esemplari per l'Australia.

ARRIVA IL 3.2 LITRI
Nel luglio del 1995 è il turno di un aumento di cilindrata del "6 in linea", portato a 3,2 litri e in grado di sviluppare 321 CV e 350 Nm. Il tutto è accompagnato da un leggero restyling che riguarda l'adozione di una diversa presa d'aria nello spoiler anteriore, plastiche bianche per gli indicatori di direzione e cerchi in lega di nuovo disegno. L'inedito variatore di fase Bi-Vanos e una nuova gestione elettronica del motore sono uniti ad un più elevato rapporto di compressione (11,3:1) permettono alla BMW M3 3.2 di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e di fermare la progressione sui classici 250 km/h. Il cambio manuale a 6 marce della Getrag riduce il numero di giri, i consumi e la rumorosità alle andature elevate. L'impianto frenante con dischi compositi in alluminio e acciaio provvede invece a ridurre le temperature di esercizio e a prolungare la vita dei freni. Nel 1997 debutta il cambio sequenziale robotizzato SMG, il primo 6 marce manuale con innesti elettroattuati ad essere offerto come optional; niente pedale della frizione, solo una corta leva con cui scalare o aumentare le marce, caratterizzate da innesti veloci e a prova di errore. Nel 1999 esce dagli impianti tedeschi l'ultima delle 46.693 BMW M3 Coupé (E36) prodotte.

TERZO ATTO
Già al Salone di Ginevra del 2000 si presenta al pubblico la nuova BMW M3 (E46), terza edizione della classica sportiva di Monaco di Baviera. Esasperando il concetto espresso con la M3 seconda generazione, la nuova E46 propone uno stile poderoso ed elegante al tempo stesso, con cerchi in lega da 18", muscolosi parafanghi rigonfi (+20 mm), un'esclusiva bombatura (powerdome) sul cofano motore in alluminio che lascia presagire prestazioni esagerate e l'inedita presenza di griglie con logo M3 dietro ai passaruota anteriori. Gli interni cono sempre più rifiniti, accessoriati e lussuosi, mentre il motore a 6 cilindri di 3,2 litri è un'evoluzione spinta della precedente unità, in grado di sbandierare la bellezza di 343 CV e 365 Nm, pari a 105 CV/litro. L'accelerazione zero-cento scende qui a 5,2 secondi e la ripresa 80-120 km/h richiede solo 5,4 secondi. Il cambio manuale 6 marce, sostituibile con l'SMG sempre a 6 rapporti, è coadiuvato dal differenziale M a bloccaggio variabile che distribuisce la coppia motrice alla ruota che ha maggiore aderenza. Esattamente un anno dopo, nel gennaio del 2001, debutta la nuova M3 Cabrio, più bassa di 14 mm, con capote in tela e più pesante di 140 kg. Pur raggiungendo i 250 km/h, la M3 Cabrio E46 brucia i 100 orari in 5,5 secondi e riprende da 80 a 120 km/h in 5,9 secondi. L'evoluzione del cambio SGM vede ridursi a 80 millisecondi il tempo di cambiata, con in più la funzione Drivelogic che permette di scegliere fra 6 diversi programmi di funzionamento. Fino al 2006 sono 54.750 le BMW M3 E46 Coupé prodotte, cui vanno aggiunte le 29.633 Cabrio.

M3 GTR V8
Sempre negli USA, ma questa volta nel campionato ALMS del 2001, si presenta la nuova M3 GTR, versione da corsa equipaggiata con un V8 di 4 litri e 450 CV che vince il campionato piloti con Jörg Müller nella classe GT, così come il titolo a squadre e produttori. Da questi risultati alla produzione della M3 GTR stradale passano pochi mesi, visto che nel febbraio del 2002 arriva a listino la versione V8 a carter secco da 350 CV, cambio manuale 6 marce e carrozzeria modificata con tetto,alettone di coda, spoiler anteriore e posteriore in materiale composito e fibra di carbonio. Solo 10 sono gli esemplari stradali di M3 GTR V8, tutti venduti a clienti selezionati, ma sembra che anche le versioni da corsa fossero omologabili per la normale circolazione, almeno negli USA.

M3 CSL: PASSIONE PURA
Il prototipo visto al salone di Francoforte 2001 diventa realtà nel 2004 e prende il nome di BMW M3 CSL (Coupé, Sport, Leggera). Si tratta di una versione speciale basata sulla normale M3 a 6 cilindri, alleggerita però di 110 kg (1.385 kg totali) grazie all'utilizzo di parti ultraleggere e potenziata fino a 360 CV. Lo scatto 0-100 km/h è coperto in appena 4,9 secondi e anche per raggiungere i 200 km/h ne bastano 16,8 di secondi. La velocità massima di 250 km/h si sposa con la nuova funzionalità M Track Mode, un settaggio del controllo dinamico della stabilità (DSC) che permette anche ai guidatori più esigenti di percorre le curve a velocità elevata. Il tetto è interamente in fibra di carbonio non verniciata, pesa 6 kg in meno di quello standard, viene realizzato nello stabilimento BMW di Landshut ed è ideale per abbassare il baricentro della vettura. Materiali compositi ultraleggeri sono utilizzati anche nei paraurti, nella struttura del bagagliaio e nel cofano posteriore, mentre il cofano motore è d'alluminio e i vetri posteriori sono più sottili. La BMW M3 CSL diventa rapidamente una delle più ricercate e collezionate M3 di sempre, con un totale produttivo di 1.400 esemplari.

LA BMW M3 OGGI
Anticipata dalla BMW M3 Concept al Salone di Ginevra 2007, la quarta e per il momento ultima generazione della M3 Coupé (E92) avvia la produzione nel 2008, anno in cui vede la luce una due porte ancora più estrema delle precedenti, con frontale aggressivo, cofano motore in alluminio con un "powerdome" ancora più grande e sfoghi d'aria, le ormai tradizionali griglie laterali e un motore V8 di 4 litri e 420 CV (a 8.400 giri/min) che sprigiona anche la bellezza di 400 Nm. Il risultato, acquistabile con 70.700 euro presso ogni concessionaria BMW, è una "cattivissima" coupé da 4,8 secondi sullo zero-cento, sempre limitata a 250 km/h e dotata di speciale assetto alleggerito con parti in alluminio, come ad esempio la sospensione posteriore a 5 bracci. Il differenziale autobloccante posteriore fa il paio con lo sterzo Servotronic, con i 4 freni a disco ventilati e con il controllo della stabilità DCS. In opzione si possono aggiungere le sospensioni sportive programmabili EDC, l'innovativo cambio automatico doppia frizione M DCG a 7 marce con Drivelogic e il tetto in fibra di carbonio. Alla coupé fanno seguito, sempre nel 2008, l'M3 berlina (E90) e l'M3 Cabrio con tetto rigido pieghevole (E93), rispolverando una tradizione che mancava dalla seconda serie della sportiva bavarese. L'M3 con 4 porte e 5 posti costa 69.350 euro e la convertibile per 4 persone viene invece venduta a 78.350 euro, cifre che non le impediscono di trovare 18.000 acquirenti solo nel primo anno di produzione.

DALLE CORSE, LA GTS
Il destino della M3 è sulle piste e BMW Motorsport assiste le squadre private che corrono nei campionati GT4. L'M3 GT2 è invece una vettura puramente d competizione che vince nel 2010 la 24 Ore del Nurburgring, partecipa sotto forma di Art Car alla 24 Ore di Le Mans e viene affiancata dal M3 GTS, vettura stradale pronta all'uso agonistico. Questa speciale versione dedicata al motorsport ha stuzzicato ulteriormente gli appetiti di chi dalla M3 chiede sempre di più in termini di prestazioni pure e carico di adrenalina, con la ghiotta promessa di 450 CV espressi dal V8 portato a 4,4 litri di cilindrata. Il rapporto peso potenza è sceso a 3,4 kg per ogni CV, l'accelerazione fino a 100 km/h avviene in 4,4 secondi e il chilometro da fermo è coperto in 22,5 secondi. Per la prima volta nella storia di M3 la velocità massima supera i 250 orari, arrivando fino a 305 km/h. L'annuncio d questa M3 ipervitaminizzata a 450 CV per competere nel campionato DTM sembra quasi chiudere il cerchio che si è aperto idealmente 25 anni fa con quel 4 cilindri da 200 CV che ha dato il via ad una saga automobilistica che ha poche rivali al mondo, densa di successi in circuito e di vetture che hanno sublimato il concetto di auto sportiva in grande serie.

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Tag: Retrospettive , Bmw , guida sportiva , anniversari


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