Test

19 luglio 2010

Subaru Impreza XV: volere è potere

Subaru Impreza XV: volere è potere

Si veste da crossover, ma soprattutto ne dimostra le qualità

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"La promessa". E’ questo il fulcro della campagna di comunicazione che Subaru Italia (dallo scorso novembre al 100% una filiale della Casa Madre) mette in atto per il modello che completa il "progetto Impreza" varato nel 2007. L'Impreza XV vuole essere un’auto che intende "mantenere" le promesse nella misura in cui offre le reali capacità dinamiche di una tipica vettura crossover, laddove molte vetture della concorrenza si fermano alla "granitica" immagine estetica, ma non dispongono di una meccanica sofisticata e consona alle ambientazioni più squisitamente "selvatiche".

LE MANCA SOLO L'ALTEZZA
L’impronta è quella di un crossover: parafanghi allargati con vistosi archi in plastica, sottoporta prominenti, nuovo scudo paraurti anteriore specifico per questa versione, spoiler maggiorato sul lunotto, barre porta tutto, nuovi cerchi in lega. Gli interni sono personalizzati con sedili sportivi bicolore, nuovo impianto audio con interfaccia USB e iPod e comandi al volante. C’è quasi tutto per dare, a un layout meccanico di tutto rispetto, un’adeguata sembianza. Dal punto di vista dinamico e funzionale, manca però un dato fondamentale: una maggiore altezza da terra che, dal punto di vista sia dell’immagine, sia del reale utilizzo su fondi a scarsa aderenza, l’avrebbe avvicinata maggiormente a una vettura per il tempo libero. Forse, in tutto questo, c’è il desiderio di mettere in discussione il concetto stesso: l'Impreza XV non appare come un crossover, ma è in grado di fare ciò che molte sedicenti crossover non possono permettersi.

MECCANICA E MOTORIZZAZIONI
Sul progetto Subaru DC3 (Dynamic Chassis Control Concept) il team progettuale ha apportato alcune modifiche strutturali aggiungendo maggiore rigidità alla scocca e alle sospensioni posteriori. La parte fondamentale resta il comparto trasmissione, la trazione integrale Simmetrical AWD: se è presente il cambio manuale il sistema prevede un differenziale centrale e slittamento limitato a giunto viscoso; nel caso di cambio automatico è impiegato l’Active Torque Split AWD. Le quattro ruote motrici sono coadiuvate dal sistema VDC (Vehicle Dynamic Control) che su questo modello ha ricevuto una modifica al software di funzionamento: ora integra una nuova funzione di Brake Assist durante le situazioni di emergenza. Le motorizzazioni della Impreza XV sono state riviste per migliorare consumi ed emissioni e per ridurre il peso. Ora, inoltre, rispondono alla nuova normativa Euro 5. A listino è possibile scegliere tra due 4 cilindri boxer di due litri, a benzina o Turbodiesel Common-rail, dotati di caratteristiche di performance simili alle configurazioni precedenti, ma, grazie a numerosi interventi, migliorati nella fluidità dell’erogazione. L’unità a gasolio fornisce 150 CV a 3.600 giri, 350 Nm tra 1.800 e 2.400 giri, dichiara 5,8 litri/100 km di consumo nel ciclo medio e 152 g/km di Co2. Il propulsore a benzina dichiara anch'esso 150 CV ma a 6.400 giri, 196 Nm a 3.200 giri, 8,6 litri/100 km (8,4 con il cambio automatico), 196 km/h di velocità massima (182) , 199 g/Co2 (194).

PRIMO CONTATTO
La prima prova è con la 2.0 D con cambio a sei marce (24.980 euro), che abbiamo potuto saggiare in condizioni volutamente molteplici: dalla città, al misto, alle strade bianche. Le caratteristiche di comfort non sembrano essere penalizzate dall’aumentata rigidità. In un ambiente contraddistinto da una attenta ricerca della razionalità e della funzionalità senza artifici estetici e barocchismi (plancia semplice, strumentazione chiara, pulsanti disposti con rigore), il comfort di marcia riflette le esigenze di una berlina media moderna. Il motore a gasolio, un po’ pigro prima di "entrare in coppia", costringendo a lavorare con il cambio (ha una buona manovrabilità anche se un’escursione un po' lunga per un'auto che emula la sorellona WRX STI dei rally) per ottenere la spinta che ci vuole ma successivamente si prende la rivincita nelle zone alte del contagiri. A questo punto entra in gioco l’apporto decisivo della trazione integrale, che assicura una grande motricità su tutte le superfici e imprime un elevato livello di percezione di sicurezza in tenuta laterale. Il merito della stabilità si deve all’elettronica del VDC, instancabile nella valutazione dei corretti parametri per mantenere l’Impreza sempre inchiodata. In condizioni limite, come lo sterrato, l'Impreza XV sfodera l’anima da rally esibendo tutto il vanto della sua meccanica sofisticata. Anche lo sterzo, morbido e con una buona rapportatura, sa farsi apprezzare in tutte le condizioni di utilizzo. Senza contare che si tratta di un intrigante tre razze sportivo.

Oltre alla 2.0 D, la Impreza XV, è disponibile in versione 2.0 R con cambio manuale a 5 marce (22.980 euro) o automatico a quattro (24.980 euro) e con alimentazione Bi Fuel a 25.280 euro. Si possono abbinare cinque colorazioni: Obsidian Black Pearl, Satin White Pearl, Spark Silver Metallic, Dark Gray metallic, Camelia Red Pearl. Per tutte ci sono di serie: ABS con EBD, 6 airbag, radio con 10 altoparlanti, cerchi in lega da 16”, clima automatico, cruise control, volante regolabile in altezza e profondità.

Autore: Alvise-Marco Seno
Data: 19 luglio 2010
Tags: Test, Subaru
 

Usato Subaru

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Ultimi Commenti

6 commenti presenti
  • 1
    oscar dei cessi

    escluse le varie "cinesate" (vedi bubble) questa si candida come l'auto più brutta del 2010, almeno per ora.

    altre nomination:
    audi a1: la più stupida e "pompata" dai giornalisti ($$$$$$!!!);
    vw crosspolo: la più inutile;
    mini countryman: la mini che ha toccato il fondo.

    Postato da: fred19 luglio 2010 alle 09:01
  • 2
    Concordo con Fred

    In particolare per la fighetta a1 e l' inutilità di una macchina come la cross polo.
    Però questa Impreza, pur non brillando per stile, di sicuro ha più sostanza di un altro aborto come la Countryman.

    Postato da: massi19 luglio 2010 alle 11:56
  • 3
    Non concordo coi post 1 e 2

    A me questa Impreza non dispiace. Non è bellissima ma sono convinto sia un'auto di sostanza. Quanto allo stile, lo sappiamo, le auto giapponesi non brillano per eleganza delle linee. Spaziano dal banale, quando cercano di mantenersi sul classico, al tecnologico-futuribile quando vogliono essere stravaganti. Sono comunque lontani dal gusto europeo ma il brutto è un'altra cosa.

    La Countryman a me piace e dovrebbe avere le qualità che la mini normale non ha e che mi impediscono di comprarla. La mini è praticamente un 2+2 e ha un bagagliaio troppo piccolo, oltre che un assetto troppo basso e rigido per le mie esigenze. E poi la Countryman è molto più piacevole della Clubman (questa sì che è bruttina).

    Le altre due (A1 e Cross Polo) le trovo, per motivi diversi, abbastanza inutili.

    Postato da: Pino Majulo19 luglio 2010 alle 12:24
  • 4
    25000 euro

    ... per una macchina così li spendereste mai?

    Postato da: SKODAOCTAVIA19 luglio 2010 alle 16:04
  • 5
    quoto 4

    ci sarà anche la sostanza,andrà bene,ma che orrore e poi non ha bagagliaio ero andato a vederla quando ho cambiato macchina ma non sono neanche andato a parlare col venditore!

    Postato da: hector19 agosto 2010 alle 07:54
  • 6
    Auto non di moda...

    Io non spenderei mai 25.000 euro per un'Audi A3 base (vuota) con un 1.6 benzina magari, solo per sentirmi "giusto".

    La Subaru, solo per la trazione che ha ed il motore li vale tutti.
    Una vettura può avere personalità senza avere le ricercatezze stilistiche ed i materiali "nobili" ma avere il suo valore in ben altro.

    Le giapponesi brutte? Ne ho una in garage (H Civic 2.2 ictdi pagata 18.500 a km0) che ha dei contenuti ed un design tali da porla oltre qualsiasi frivolezza estetica.

    L'innovazione può non piacere, o non essere capita.

    Postato da: ELAN19 agosto 2010 alle 09:54

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