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pubblicato il 14 luglio 2010

Nissan Juke, mai così crossover

Le nostre impressioni a bordo della nuova jap che mixa i segmenti

Nissan Juke, mai così crossover
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Un gradino sopra le segmento B premium (A1, MINI, MiTo, DS3 le più affini), un gradino sotto i crossover di segmento C, in cui il Qashqai è il prodotto che da qualche anno detta legge. Più dinamica però dei "semi SUV" compatti e razionali, come Toyota Urban Cruiser, Volkswagen CrossPolo, Kia Soul, Suzuki SX4. La Nissan Juke si colloca a mezza via di questo fitto incrocio di generi, sottogeneri e variazioni sul tema, ma si smarca dalla concorrenza (del resto nella terminologia sportiva anglosassone "to juke" significa "effettuare una finta") grazie ad un listino piuttosto aggressivo, soprattutto se confrontato a quello della MINI Countryman che come concetto è la vettura che le è più vicina. In più aggiunge una bella dose di sportività espressa dalle forme, ma anche tangibile nella sostanza tecnica, come ha rivelato il nostro primo contatto.

DUNE BUGGY CONTEMPORANEA
La Nissan Juke per dimensioni si colloca ai confini del segmento B (è lunga 4,13 metri, larga 1,6 e alta 1,57 per un passo di 2,53 metri), ma le cifre non bastano da sole per spiegare la formula con la quale Nissan ha trasformato la concept Qazana in un'auto di serie. La parte inferiore, con i passaruota larghi, le ruote generose e la notevole altezza da terra (18 cm) appartiene al genere SUV, mentre la coda spiovente, con le portiere posteriori ben camuffate, è un po' da coupé. Quelli del centro design che l'hanno disegnata dicono che assomiglia al posteriore della 370Z, ma vista da dietro la Juke sembra più vicina ad una piccola Infiniti FX. Il frontale è invece l'angolazione più fuori dagli schemi: c'è una griglia che potrebbe ricordare quella della sorella maggiore Murano, ma i fari ad elementi circolari e le prese d'aria inferiori sono ispirati ai proiettori delle dune buggy anni '60. Da questo mix inconsueto è venuto fuori uno dei design più anticonvenzionali degli ultimi anni: impossibile non riconoscere una Juke, anche da molto lontano.

INTERNI DA SUPERBIKE
La parte più anticonformista dell'abitacolo realizzato con tessuti e materiali di buon livello è il tunnel centrale in tinta metallizzata, che nelle forme ricorda il serbatoio di una moto. E' bello, ma anche funzionale grazie ai quattro vani portaoggetti ben a portata di mano, però è un peccato che sia disponibile solo in grigio ed in rosso e non si possa abbinare nella stessa tinta delle altre sette in catalogo per la carrozzeria. La spruzzata di tecnologia che piacerà alla "generazione iPhone" (una parte importante del target della Juke) si trova invece sulla plancia, con il "Nissan Dynamic Control System". Premendo il tasto "CLIMATE" si accede ai comandi del climatizzatore, mentre attraverso il tasto "D-MODE" tutti i tasti della console cambiano funzione e la cosa si fa divertente: innanzitutto si possono scegliere le tre modalita di guida "Eco", "Normal" e Sport", fatto raro nel segmento, e ad ognuna di questa corrispondono tre schermate differenti. In modalità Sport viene ad esempio visualizzata la pressione di sovralimentazione, la coppia erogata e c'è addirittura un accelerometro che misura gli G longitudinali e laterali (eredità della GT-R), mentre se ci si trova in "Eco" (che taglia potenza e consumi) si può misurare quanto si è consumato nei diversi tragitti. Due appunti: lo schermino del Nissan Dynamic Control System è fuori dal campo visivo del conducente, meglio che siano i passeggeri a goderselo, mentre per azionare il tasto con cui si scorrono le funzioni del computer di bordo posizionato in mezzo a tachimetro e contagiri (autonomia, consumo, velocita media...) si deve infilare un mano in mezzo al volante: un tastino su una delle leve al piantone sarebbe stato meglio. Buona invece l'abitabilità posteriore, ma al bagagliaio non si possono chiedere miracoli: misura 251 litri e addirittura 207 nella versione top 4WD.

COL TURBO HA 190 CV
Il nostro primo contatto con la Nissan Juke si è svolto con le versioni Tekna 1.5 dCi, 1.6 DIG-T e 1.6 DIG-T MCVT, quest'ultima l'unica versione 4WD offerta di serie con il cambio a variazione continua MCVT (optional sulla 1.6 DIG-T) che però simula anche la cambiata sequenziale. Si tratta di una nuova unità turbo a iniezione diretta da 1.618 cc che spinge forte dai 2.000 giri consentendo velocità di punta superiori ai 200 km/h e fa valere il buon valore di coppia di 240 Nm. Il comportamento del cambio di tipo CVT è abbastanza sportivo: la sensazione di slittamento tipica di questa trasmissione è limitata e se si sceglie un rapporto questo rimane inserito fino al comando del pilota. Nonostante l'aggravio di peso dovuto alla trazione integrale la Juke si dimostra agile, con un rollio contenuto ed uno sterzo servoassistito elettricamente ma preciso. La posizione di guida è rialzata, ma la linea di cintura alta, i sedili avvolgenti, il volante piccolo a tre razze, la pedaliera sportiva e la leva del cambio a portata di cambiata offrono sensazioni vicine al mondo delle coupé più che a quello delle compatte cittadine. La visibilità è però ottima, anche al posteriore nonostante il lunotto sottile.
Come prestazioni velocistiche (specialmente in modalità "Sport") la versione più brillante è la 1.6 DIG-T con cambio manuale a 6 rapporti dotato di una leva rialzata dalla corsa piacevolmente corta, che sullo 0-100 km/h fa segnare 8 secondi. Anche con la trasmissione manuale il nuovo motore 1.6 litri turbo è molto silenzioso, ma i 190 CV rischiano di farsi pagare al momento del rifornimento: il computer di bordo ad andature rilassate e col piede leggero indica almeno 7-8/l 100 km. Più adatta all'utilizzo quotidiano è invece la più tranquilla versione 1.5 dCi da 110 CV e 240 Nm. La coppia non fa rimpiangere quella dell'unità turbo, grazie anche al cambio a 6 rapporti ben spaziato, anche se alla minore briosità si può sopperire in parte selezionando la modalità "Sport". Il livello di rumorosità è invece poco più alto del turbo benzina, ma non a livelli fastidiosi.

PREZZI E ALLESTIMENTI
Nel listino prezzi che si articola sui tre allestimenti Visia, Acenta e Tekna c'è anche la motorizzazione 1.6 aspirata, che costituisce il modello entry level della gamma Juke e si può abbinare al cambio MCVT (+ 1.500 euro). I prezzi partono da 16.490 euro della 1.6 Visia, mentre il prezzo d'attacco della Juke 1.5 dCi (che costituirà almeno il 60% delle vendite) è stato fissato in 17.990 euro e sale fino a 22.340 euro. Più costosa la Juke 1.6 DIG-T: non è disponibile nella versione base Visia e costa da 21.540 a 27.290 euro della versione 4WD con cambio CVT, che è tecnicamente più raffinata con le sospensioni posteriori indipendenti al posto del ponte torcente delle 2WD ed è equipaggiata con il sistema ALL MODE 4x4-i con "torque vectoring" che ripartisce elettronicamente e senza soluzione di continuità la coppia fra i due assali e fra le due ruote dello stesso asse. La dotazione di base è comunque molto completa e comprende ESP su tutte le versioni, telecomando porte + immobilizer, chiusura porte automatica, poggiatesta anteriori attivi, climatizzatore, vetri e retrovisori elettrici. A partire dalla Acenta si hanno anche cerchi in lega da 17", fendinebbia, specchietti e maniglie in tinta, connessione Bluetooth AUX e USB, volante e pomello cambio in pelle, RadioCD, fendinebbia e cruise control. A parte si pagano la vernice metallizzata (450 euro), il sistema di navigazione Nissan Connect (800 euro) e gli interni in pelle (1.000 euro). Le prenotazioni sono già partite, mentre le prime consegne sono previste per ottobre.

Nissan Juke

La Nissan Juke al lancio sarà equipaggiata con tre motorizzazioni tutte Euro 5.

Scheda Versione

Nissan Juke First
Nome
Juke First
Anno
2010 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Nissan


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