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Mercato

pubblicato il 9 luglio 2010

Fiat conferma la nuova Panda a Pomigliano

Incontrati i sindacati, Marchionne ha scritto una lettera a tutti i dipendenti

Fiat conferma la nuova Panda a Pomigliano

Il futuro dei dipendenti Fiat nell'impianto di Pomigliano d'Arco a Napoli si chiama nuova Panda. Oggi a Torino i vertici del Lingotto hanno incontrato le Organizzazioni Sindacali CISL- FIM, UIL-UILM e FISMIC che hanno firmato l'accordo a giugno ed hanno stabilito di attuarlo, slegando l'investimento privato del Gruppo italiano che ammonta a 700 milioni di euro. Tutti i firmatari, considerando che la grande maggioranza dei lavoratori ha dato il proprio assenso con il referendum, hanno convenuto sulla necessità di dare continuità produttiva allo stabilimento e a tutto il sistema della componentistica locale, e l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha inviato ai dipendenti in Italia una lettera scritta di suo pugno.

UNA LETTERA SCRITTA NON DA MANAGER, MA DA UOMO
"Scrivere una lettera è una di quelle cose che si fa raramente e solo con le persone alle quali si tiene veramente", scrive Marchionne, che dice di voler condividere con i lavoratori alcuni pensieri e fare chiarezza sulle tante voci che in questi ultimi mesi hanno visto la Fiat al centro dell'attenzione. "Non è la Fiat a scrivere questa lettera, non è quell'entità astratta che chiamiamo 'azienda' e non è, come direbbe qualcuno, il 'padrone'. Vi sto scrivendo prima di tutto come persona, con quel bagaglio di esperienze che la vita mi ha portato a fare", spiega il manager, che, dopo aver ricordato a grandi tappe la sua vita ("Sono nato in Italia ma, per ragioni familiari e per motivi di lavoro, ho vissuto all'estero la maggior parte dei miei anni"), dice di voler costruire con i dipendenti Fiat un grande futuro per l'Italia intera. Il richiamo diretto è a "Fabbrica Italia", ovvero quella parte del Piano Strategico 2010-2014 dedicato alla produzione di auto nel nostro Paese.

"LA FIAT FARA' CRESCERE L'ITALIA"
Ribadito che con questa decisione la Fiat cerca di invertire quella tendenza per cui gli industriali investono maggiormente all'estero, Marchionne spiega che "il vero obiettivo del progetto è colmare il divario competitivo che ci separa dagli altri Paesi e portare la Fiat ad un livello di efficienza indispensabile per garantire all'Italia una grande industria dell'auto e a tutti i nostri lavoratori un futuro più sicuro. Non ci sono alternative. La Fiat è una multinazionale che opera sui mercati di tutto il mondo. Se vogliamo che anche in Italia cresca, rafforzi le proprie radici e possa creare nuove opportunità di lavoro dobbiamo accettare la sfida e imparare a confrontarci con il resto del mondo. L'unica cosa che possiamo scegliere è se stare dentro o fuori dal gioco".

MARCHIONNE REPLICA ALLA FIOM
Anche la proposta studiata per Pomigliano, secondo l'amministratore delegato, non ha nulla di rivoluzionario, se non l'idea di trasferire la produzione della futura Panda dalla Polonia in Italia. "Insieme ci impegneremo perchè si possa applicare pienamente, assicurando le migliori condizioni di governabilità dello stabilimento", dice e poi scrive parole indirettamente rivolte alla Fiom-Cgil, l'unica sigla sindacale a non aver firmato l'accordo perché non rispettoso delle leggi: "Non abbiamo intenzione di toccare nessuno dei vostri diritti, non stiamo violando alcuna legge o tantomeno, come ho sentito dire, addirittura la Costituzione Italiana - scrive Marchionne -. Non mi sembra neppure vero di essere costretto a chiarire una cosa del genere. E' una delle più grandi assurdità che si possa sostenere. Quello che stiamo facendo, semmai, è compiere ogni sforzo possibile per tutelare il lavoro, proprio quel lavoro su cui è fondata la Repubblica Italiana".

NON ESISTONO "PADRONI"
L'altra cosa che lo ha lasciato "incredulo" è la presunta contrapposizione tra azienda e lavoratori, tra "padroni" e operai, di cui ha sentito parlare spesso in questi mesi. "Chiunque si sia mai trovato a gestire un'organizzazione sa bene che la forza di quell'organizzazione non arriva da nessuna altra parte se non dalle persone che ci lavorano". E poi, secondo lui, questo è "il momento di lasciare da parte gli interessi particolari e di guardare al bene comune, al Paese che vogliamo lasciare in eredità alle prossime generazioni. Oggi è una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita e che ci offre la possibilità di realizzare questa visione. Cerchiamo di non sprecarla", ammonisce, ringraziando tutti della paziente lettura.

INTERVIENE ANCHE ELKANN
In serata anche il Presidente della Fiat John Elkann si è pronunciato sull'attuazione dell'accordo per Pomigliano d'Arco. "La decisione di procedere con gli investimenti programmati - ha dichiarato in una nota stampa - è un importante segnale di fiducia. Significa che crediamo nell'Italia e intendiamo fare fino in fondo la nostra parte. Molte cose stanno cambiando intorno a noi, e oggi può essere l'inizio di una fase completamente diversa: il successo dipenderà da quanto ciascuno saprà essere protagonista di questo cambiamento".

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro


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