pubblicato il 9 luglio 2010
Rc Auto: indagini davvero efficaci?
Su Automobilista.it Stefano Mannacio attacca l'indennizzo diretto e la Fondazione Ania
Per far luce sui rincari Rc Auto l'Antitrust ha aperto un'indagine e non è da sola, Isvap e Senato stanno facendo la loro parte, suscitando però qualche perplessità. Automobilista.it, portale anticonformista che dà la caccia a bufale, pregiudizi e leggende metropolitane che danneggiano chi va in auto, ne ha parlato con uno dei maggiori esperti di Rca in Italia, Stefano Mannacio. Il consulente non ha usato mezzi termini - "l'indenizzo diretto è stato un fallimento colossale" - e non ha neanche risparmiato una tiratina d'orecchie alle associazioni a difesa dei consumatori che non sono state molto attive quando, dice Mannacio, "hanno avuto notizia che la Fondazione Ania per la sicurezza stradale ha avuto 311.000 euro di finanziamento pubblico dal ministero della Gioventù. Uno scandalo legalizzato perché una fondazione appartenente alle Imprese assicuratrici non dovrebbe avere l’ardire di chiedere soldi allo Stato (né lo Stato concederli allegramente)".
Mannacio, scettico sul ruolo della Fondazione Ania, ha poi manifestato i suoi dubbi su un recente convegno organizzato dalla stessa Fondazione nell'aula magna della Cassazione. "Sono rimasto sinceramente sbalordito da come altissime cariche istituzionali possano ospitare un convegno dove la voce dell’Associazione familiari vittime strada è stata relegata a un intervento fuori programma", ha detto, affermando che bisognerebbe attuare "misure che consentono il ridimensionamento dell’assetto fortemente oligopolistico del mercato assicurativo italiano. Con tale realtà mai alcuna riduzione dei costi si rifletterà, né mai si è riflettuta, sulla riduzione premi, perché non vi è stimolo alla concorrenza sui prezzi".
In pratica le cose da fare, secondo Mannacio, sarebbero tre: ripristinare in pieno la facoltatività della procedura di risarcimento diretto come stabilito da una sentenza e due ordinanze della Corte costituzionale, per dare al danneggiato libertà di scelta nella riparazione dei danni e il diritto alla tutela e assistenza di un professionista indipendente; dare l’avvio a un’agenzia antifrode in campo assicurativo solida e indipendente; non quella specie di carrozzone governativo che stanno partorendo nella commissione Finanze della Camera; ancorare, quale riferimento minimo per la liquidazione del danno alla persona, le tabelle di Milano. Una ricetta che combatterebbe anche quel "timore" legato alle indagini in corso. La paura "è che - dice Mannacio - da una o da tutte le indagini si dia l’avallo a ennesime fregature per le vittime della strada e per gli assicurati. D’altronde se si indaga solo convocando le Compagnie, l’Isvap e i consumatori e non magistrati, avvocati, imprese artigiane, periti, che indagine è?".
Autore: Eleonora Lilli
Tag: Attualità , assicurazioni
Articoli correlati
Nuovo commento 3 Commenti
2
Concordo
Renzo
Pubblicato il 09/07/2010 alle 22:40
Complimenti a Mannacio per le sue analisi puntuali e complete, ma altrettanto dirette e chiare. La lobby assicurativa perpetra la sua esistenza: decine di tavole rotonde per giungere alle medesime conclusioni da anni, il costo medio sinistri aumenta, le frodi aumentano, i premi RCA aumentano. E qui si finisce di ragionare tornando a casa ognuno col proprio fardello di ragioni. E i protagonisti invitati sempre i medesimi: le compagnie che si spartiscono l'80% del mercato RCA in 4 sorelle uniche, l'ISVAP preoccupata di mettere a punto questionari da sottoporre ai clienti e centinaia di pagine informative, le rappresentaze dei consumatori alcune delle quali hanno assunto comportamenti contradditori (vedi sostegno indennizzo diretto/ammissione di inefficacia). MAI che fosse convocato un tecnico del ramo auto/attuario a spiegare il funzionamento di una tariffa auto, un avvocato a speigare il putno di vista di chi si scontra con un ingiustificato KO ANIA che impedisce la prosecuzione della procedura, un perito ed un carrozziere. NULLA di tutto ciò. Per non parlare dei Governi che fingono di indignarsi per il rincaro delle tariffe, salvo pensare ad imposte straordinarie a carico delle compagnie che non è falso pensare venga caricato sui premi versati dai clienti, per non parlare del 10,5% incassato a titolo di SSN e 2,5% al fondo di garanzia...ed in epoca di soppressione delle provicne pensiamo quanto faccia gola il 12,% di imposta su OGNI premio RCa versato dai clienti destinto finora appunto alle rpovince di immatricolazione della vettura.
3
Non ci resta che...
JhonJohnDellaFioba
Pubblicato il 10/07/2010 alle 10:19
La rivoluzione... o andare in bici! :)
1
mino
Pubblicato il 09/07/2010 alle 17:04
in effetti dice cose vere...