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pubblicato il 8 luglio 2010

Volvo: OK dalla UE per la vendita a Geely

Per la Commissione Europea la vendita ai cinesi non impedisce la concorrenza

Volvo: OK dalla UE per la vendita a Geely

Lo Zhejiang Geely Holding Group può acquistare Volvo dalla Ford Motor Company perché l'operazione non impedisce la libera concorrenza all'interno dell'Unione Europea. Lo ha detto la Commissione chiamata, come in ogni analoga occasione, a dire la propria. La notizia è riportata dalla Reuters che cita come fonte un funzionario dello stesso organo sovranazionale. Dovrebbe in questo modo sbloccarsi definitivamente la cessione di Volvo alla Geely che diventerebbe il primo costruttore a controllare una casa europea assicurandosi così l'ingresso sul mercato del Vecchio Continente dalla porta principale e una preziosissima fonte tecnologica, soprattutto in materia di sicurezza, campo per il quale la casa di Göteborg è la leader mondiale riconosciuta fondando gran parte della propria immagine.

La Volvo è stata messa ufficialmente in vendita nel febbraio del 2009 dopo che Ford aveva dichiarato il I dicembre 2008 di "voler riconsiderare le opzioni strategiche per Volvo". Dearborn ha manifestato per la prima volta la sua preferenza per Geely già il 28 ottobre confermando il 23 dicembre di aver scelto l'offerta del costruttore cinese. L'accordo è arrivato ufficialmente il 28 marzo scorso per un prezzo di vendita di 1,8 miliardi di dollari contro i 6,45 miliardi pagati da Ford Motor Company per prenderne il controllo nel 1999. Il capitolo più difficile della transazione è stato senza dubbio quello relativo alle tecnologie che riguardano la sicurezza e occorrerà vedere, nei fatti, a quali vincoli contrattuali sarà soggetto il passaggio del know-how di Göteborg alle auto prodotte per gli altri marchi del gruppo cinese.

Da vedere anche come cambierà il management, a partire dal CEO e presidente Stephen Odell, il traghettatore americano mandato da Ford che è riuscito nel primo quadrimestre dell'anno a riportare la Volvo anche al primo utile operativo dal 2007 a questa parte. Nonostante questo, dal momento in cui il timone della casa americana è stato preso di Alan Mullaly, Ford non ha mai avuto dubbi nel disfarsi del marchio svedese come ha fatto con tutti gli altri dei quali aveva preso possesso negli anni '90 (Aston Martin e Land Rover-Jaguar, oltre a rinunciare al controllo di Mazda) non solo per le perdite accumulate e per recuperare preziosa liquidità, ma per l'incapacità di gestirli e l'esigenza di concentrarsi sul proprio core business con l'obiettivo di salvare se stessa.

Una strategia che sta dando i suoi frutti oramai da un paio d'anni e ha consentito di attraversare la crisi del 2009 senza chiedere un solo centesimo al governo americano mentre General Motors e Chrysler, nonostante l'iniezione di decine di miliardi di dollari, fallivano. Si apre ora per Volvo un futuro produttivo e di mercato più spostato verso l'Asia, ma il presidente di Geely, Li Shufu, si è affettato a dire che il gruppo da lui presieduto è pronta a investire 900 milioni di dollari in Volvo mantenendone l'identità e il quartier generale a Göteborg perché "Volvo non sarebbe più Volvo se portata via di li", aggiungendo anche che "i rapporti tra Geely e Volvo in futuro saranno come tra fratelli, non come tra padre e figlio". Dopo aver seguito la vicenda Tata-Jaguar Land Rover, sarà interessante vedere come una casa cinese prenderà le redini di una
europea.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Volvo , cina


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