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Mercato

pubblicato il 2 luglio 2010

Mercato USA a giugno +14,4%

La corsa dello zio Sam rallenta, ma si mantiene comunque a doppia cifra

Mercato USA a giugno +14,4%

Il mercato auto degli Stati Uniti sale del 14,4% confermando il lento, ma costante raffreddamento della ripresa ribadendo la rinnovata propensione verso i truck (+20,1%) rispetto alle vetture (+9,4%). Alla base di questo rallentamento ci sono, secondo gli osservatori, motivi legati all'economia reale e ai timori da parte dei consumatori sui ritmi della ripresa. Un sintomo che, a ben vedere, era già presente dal mese scorso, dove le vendite erano state trainate principalmente dalle flotte, dopo mesi di stanca che avevano visto le aziende ritardare il rinnovamento dei loro parchi. Ma esiste evidentemente ancora cautela da parte dei privati che porta il mercato tendenziale a 11,08 milioni di auto allontanandolo dalla soglia dei 12 milioni indicata da molti come auspicabile. Gli indicatori dunque sono positivi, ma ancora fragili e non omogenei in tutto il paese.

Continua l'avvicinamento, seppur a ritmo più lento, di Ford (+13,4%) verso General Motors (+11,9%) con una differenza in termini assoluti inferiore a 20mila unità mensili (174.006 contro 154.873). Continua invece la risalita veloce di Chrysler (+35,4%), mentre ancora al di sotto del dato generale di mercato è la Toyota (+6,8%), affiancata da Honda (+6,2%) e, a sorpresa, anche da Nissan (+10,8%) e Volkswagen (+11,5%) che negli ultimi mesi avevano guadagnato costantemente quote di mercato. Sembra invece ripresa l'avanzata delle coreane. Spettacolare quella di Hyundai (+35%), robusta quella di Kia (+18,9%). Altra novità è rappresentata dai primi segni di ripresa per il mercato premium e quello del lusso con la sola eccezione di Lexus (-6,6%). BMW sale del 12,2%, Daimler del 19,6%, Jaguar-Land Rover del 53,3% e Porsche finalmente rivede la luce con un perentorio +137,4%. Segno positivo anche per Ferrari che con il +13,8% va meglio dell'8,6% tendenziale, ancora più positivo l'andamento di Maserati con +62,2% rispetto al 53,5% dei primi 6 mesi. Anche Rolls-Royce quasi triplica le consegne (+193,1%), mentre languono ancora Lamborghini (-22,2%) e arretra Bentley (-5,7%).

Interessanti infine i dati forniti da Autodata che riguardano gli incentivi e gli sconti offerti dalle case. A comandare la non certo onorevole classifica è la General Motors con 3.799 dollari in media per vettura, seguita da Chrsyler (3.704 dollari), Nissan (3.199 dollari) e da Ford (3.036 dollari). Le Big Three quindi si mantengono tutte al di sopra del valore medio di 2.873 dollari, di poco più alto rispetto ai 2.825 del giugno 2009. Ancora nettamente inferiore a questa soglia è Toyota con 1.983 dollari, ma con un aumento deciso rispetto ai 1.436 dollari dello scorso anno. Segno che la forza del brand è in crisi e va sostenuta con investimenti molto superiori al passato. Anche Honda, che ha un profilo di mercato molto simile, è stata costretta a portare il supporto economico da 1.904 a 2.135 dollari. Ma qui appare più una risposta alla concorrenza fattasi sempre più aggressiva e tornata già da mesi, in particolare sul versante americano, a offrire finanziamenti facilitati. Se questo da un lato vuol dire che il credito è di nuovo disponibile - e lo testimonia anche il ritorno delle flotte - dall'altro segnala che il mercato, nonostante le ben note purghe, non è ancora sano e i primi inguaribili sono proprio i costruttori costretti a mantenere alta la domanda in modo artificiale e poco redditizio.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni


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