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pubblicato il 1 luglio 2010

Mercato auto Usato: il vero business è qui!

Autoscout24 e Quintegia ne hanno dimostrato il nuovo potenziale

Mercato auto Usato: il vero business è qui!

Il ruolo è da titolare, la panchina è finita. Il mercato dell'auto Usata oggi si merita attenzione e fiducia ed è qui che è necessario investire: lo dimostrano i numeri, lo provano molti bilanci aziendali di altrettanti concessionari e dealer e, da tempo, lo sostiene anche AutoScout24.it (il primo portale on-line in Europa di auto usate, km 0 e nuove) che, grazie allo studio "Potenziare la Gestione dell'Usato" effettuato da Quintegia, ha fatto il punto su di un mercato dell'Usato "frenato" che, soprattutto in Italia, non è ancora riuscito a dimostrare tutto il suo potenziale.

LA STORIA E' CAMBIATA
La crisi che ha colpito il settore dell'auto nel 2009 risulta essere solamente la punta dell'iceberg di un mutamento che, per il mercato dell'Usato, è in atto da molti anni. Come ci ricorda Vincenzo Bozzo, Country Manager Italia di AutoScout24.it: "Rispetto a soli dieci anni fa sono cambiati i clienti ed è cambiato soprattutto il processo che porta all'acquisto di un'auto. Se fino a qualche anno fa vendere auto significava soprattutto pensare alle auto nuove, questo non può più essere vero in un mercato in cui volumi e soprattutto margini si sono ridotti a livelli al di sotto della sussistenza". Per trovarne conferma sarebbe sufficiente essere un po' curiosi e verificare di persona come i dealer "trattano" l'Usato oggi rispetto a dieci anni fa. Con margini sul nuovo sempre più ridotti, obiettivi di vendita mensili quasi irraggiungibili per le prime immatricolazioni, anche i concessionari ufficiali stanno rivolgendo sempre più attenzione verso le auto di seconda mano, riconoscendo oggi in una permuta una grande opportunità di business invece che una perdita di tempo e denaro come spesso accadeva fino a qualche anno fa. Parallelamente al mercato infatti, anche il prodotto è maturato e le auto di oggi dimostrano una qualità e una durata tali da mantenere più elevato il loro valore residuo, senza poi contare che alcuni Costruttori stanno offendo garanzie di 5/7 anni, una formula che naturalmente giova al mantenimento del valore del veicolo nel tempo. In tal senso, sia i privati, ma anche e soprattutto gli addetti ai lavori, si stanno muovendo per valorizzare il mercato dell'Usato, ma ancora non è abbastanza; i Costruttori hanno infatti intuito che investire sull'immagine, sul post-vendita e incentivare la propria rete alla corretta gestione dell'Usato non fa che aumentare la qualità dell'azienda facendo "brand", con ovvie e positive ripercussioni anche sul nuovo.

I LIMITI DELL'USATO IN ITALIA
Come sottolineato più volte da Leonardo Buzzavo - ricercatore e docente di Marketing Internazionale e di Strategie d'impresa presso l'Università Cà Foscari di Venezia, oltre che presidente di Quintegia - rispetto ai maggiori mercati europei però, il nostro Paese si trova in una posizione "più modesta": in confronto a giganti come Germania e Inghilterra che risultano al di sopra dei 6 milioni di veicoli usati mediamente venduti all'anno, l'Italia sfiora infatti i 3 milioni, mentre la Francia si colloca intorno ai 5 milioni. E non è tutto. Se è vero che un mercato dinamico si misura su quante auto usate vengono vendute rispetto al nuovo (il rapporto ideale sarebbe 1:1), i nostri cugini europei dimostrano nuovamente performance migliori: in Germania il rapporto usato/nuovo si attesta su 0.93:1, in UK su 0.88:1, in Francia su 0.76:1, l'Italia si ferma a 0.50:1, ovvero, un'automobile usata venduta ogni due nuove.
Considerando che la quota di mercato dell'Usato in Italia appartiene ai privati per il 54%, è facile intuire come uno dei maggiori "blocchi" per la compravendita di auto usate appartenga proprio a questa categoria e, come sappiamo, ai passaggi di proprietà. Se infatti in Gran Bretagna questa tassa costa l'equivalente di un francobollo, mentre in Germania o Francia si parla di qualche decina di euro, la media nel nostro paese è di circa 250 euro a passaggio, una cifra che frena davvero la fluidità del mercato e non solo dell'Usato. Se infatti questo genere di handicap porterebbe a pensare ad un rallentamento delle vendite limitato alle auto usate di basso valore (diciamo sotto i 5.000 euro, una fascia in cui il costo relativo al passaggio di proprietà influisce parecchio), è bene considerare che anche il mercato del Nuovo ne risulta penalizzato.

IL RUOLO CHIAVE DELL'USATO, UN ESEMPIO
Un esempio banale (ma nemmeno troppo), per capire l'importanza dell'Usato e la correlazione col Nuovo. Il signor Rossi desidera cambiare la sua vettura usata con una nuova. Dopo essersi recato al concessionario per un preventivo, non considera vantaggiosa l'offerta del dealer che acquisterebbe ad un valore non consono la sua auto, limitando poi lo sconto su quella nuova. Non avendo fretta, il sig. Rossi decide di mettere in vendita la sua vettura usata privatamente, per poi acquistare con sconto pieno la sua nuova auto. Il risultato? Fino a quando la sua auto non sarà venduta una nuova automobile non verrà immatricolata e, al contempo, l'acquisto della vettura del sig. Rossi, almeno nel Belpaese, continua ad essere penalizzata rispetto ai più "fluidi" mercati europei.

Di certo torneremo a parlare di Usato e, dopo grido d'allarme dei mesi scorsi, la ripresa post-incentivi si farà sempre più sentire, come già confermano i primi dati di marzo, aprile e maggio 2010 che ha fatto segnare un +11% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Questi dati però dovrebbero attirare, oltre che le aziende, anche le Istituzioni che dovrebbero avere quasi l'obbligo di sbloccare il mercato dell'Usato, con somma felicità del sig. Rossi e di tutto il settore, Nuovo compreso...

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Tag: Mercato , usato auto


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