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Curiosità

pubblicato il 30 giugno 2010

"Grazie" a Toyota in Gran Bretagna splende il sole

Siamo stati a Burnaston, dove nasce la Auris ibrida

"Grazie" a Toyota in Gran Bretagna splende il sole
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Quanto impegno c'è dietro alla produzione di ogni singola auto lo si intuisce bene a Burnaston (Derbyshire, UK), nel più grande stabilimento inglese di Toyota costruito nel 1992 e ad oggi con oltre 3 milioni di auto prodotte alle spalle. L'altro impianto storico per Toyota Motor Europe è Deeside, nel North Galles, ma lì si fanno motori e poco altro. A Burnaston, invece, lavorano 3.400 persone e si assemblano le automobili per "tutti i giorni". Da qui sono uscite la Carina E (berlina e station), tre generazioni di Corolla, le Avensis prima e seconda serie e la Auris Ibrida (naturalmente anche quella normale).

L'IBRIDO TOYOTA A BURNASTON
A Burnaston Toyota ha investito 1,15 miliardi di sterline per elevare gli standard di sicurezza ed avviare l'intero LCA (Life Cycle Assessment) dell'Auris Ibrida. Inserito in un programma di miglioramento costante delle performance, (un Kaizen, per dirla alla giapponese, dove KAI sta per "cambiamento" e ZEN per "meglio"), l'impianto produce solo di Auris oltre 100mila esemplari all'anno, mentre della Auris Hybrid Synergy Drive se ne conteranno, entro la fine dell'anno, circa 14mila (un numero destinato a raddoppiare nel 2011). Un traguardo ambizioso, considerando che la produzione è iniziata da poco, proprio il giorno della nostra visita, tramite una cerimonia presieduta dal Ministro dello Sviluppo Economico inglese Sir. John Vincent Cable, che si è detto convinto che "questo stabilimento contribuirà alla ripresa economica del Paese".

LA AURIS HSD VISTA DA VICINO
Auris HSD è il benchmark, ad oggi, delle ibride in commercio con i suoi 89 g/km di CO2 e 3.8 lt/100 km di conusumo medio dichiarato non ha concorrenti. Parliamo di cinque porte con altrettanti posti, lunghe appena 4,25 metri e con due motori, un benzina quattro cilindri 1.8 da 136 CV e un elettrico da 27 kW. Con una massa a vuoto di 1380 kg è perfino più leggera dell'equivalente versione diesel da 126 CV, che pesa 1405 kg, e solo 105 kg in più della sorellina 1.6 benzina. "A questi risultati i tecnici sono arrivati in due anni di progetto, un team apposito ha lavorato all'adattamento del corpo vettura alle tecnologia ibrida", ha precisato Katsunori Kojima direttore dello stabilimento, "volevamo ottenere risultati non pareggiabili, non solo in termini di prodotto, ma anche di processi costruttivi". Su questo fronte è il caso di chiudere con un dato che più di tutti illustra gli sforzi e i progressi raggiunti in termini di sostenibilità dei processi: Toyota non getta scarti per assemblare l'Auris Ibrida, esattamente come per ogni altra auto dal 2003. Per ogni Auris finita si ottengono 10 kg di "rifiuti", nessuno di questi finisce in discarica o bruciato. Esattamente come la piccola Yaris, prodotta in Francia (Valenciennes) che dei 9,5 kg totali di rifiuti ne ricicla internamente la metà e i restanti li usa come combustibile alternativo, anche Auris si appresta a segnare la roadmap indicata dal marchio: centrare i target ambientali in anticipo e portare le proprie fabbriche ad esempio nel mondo per sostenibilità e qualità. Burnaston non ha ancora gli atout di Tsutsumi, in Giappone, dove le linee della Prius Hybrid sfruttano un impianto fotovoltaico da 2 megaW e le superfici perimetrali dell'impianto usano speciali vernici fotocatalitiche per ridurre ossidi di azoto e di zolfo (beneficio equivalente a 2mila alberi), tuttavia si respira l'aria che si vorrebbe sentire in ogni impianto industriale del mondo e che raramente capita di vedere, e sentire.

IN ITALIA A SETTEMBRE DA 22.000 EURO
Auris HSD sarà in vendita sul nostro mercato a partire da settembre al prezzo di 22mila euro, una sola versione completa di tutto, affiancata da un pacchetto exclusive di accessori (tetto apribile, interno in pelle, navi plus e altro) che farà lievitare il prezzo di circa 2mila e 500 euro. Nel complesso è un'auto interessante, Euro 5 Ibrida, con garanzia di 5 anni (8 sulle batterie) ed è stato calcolato che per una percorrenza di 150mila km il volume di CO2 emessa dal guidatore di un'Auris Ibrida è fino al 33% inferiore a quello di un'equivalente driver che opta per una versione benzina o diesel, tanto che pur essendo un Euro 5 emette ossidi di azoto e polveri sottili inferiori alla futura norma Euro 6. È l'ultima in agenda, oltre tale soglia si presuppone impossibile abbassare ulteriormente il valore delle emissioni sui motori a combustione.

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Autore: Massimo Bruni

Tag: Curiosità , Toyota , auto ibride


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